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contributo inviato da Achille_Passoni il 30 novembre 2011


Nel suo primo intervento pubblico da governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco ha voluto sottolineare come uno dei nodi fondamentali per ridare slancio all’economia sia la valorizzazione dei giovani, attraverso investimenti sulla conoscenza, sull’istruzione e su un innalzamento delle tutele e dei salari d’ingresso nel mondo del lavoro.

E’ proprio questo un punto dolente della nostra economia che si sottolinea troppo poco: i salari di ingresso oggi, in termini reali, sono su livelli pari a quelli degli anni ottanta. In poche parole, i giovani sono stati esclusi dalla crescita del reddito degli ultimi decenni, stretti come sono tra contratti precari e retribuzioni da fame, e un tasso di disoccupazione che tra i 15 e i 24 anni è al 29,2% a ottobre, in flessione di 0,1 punti percentuali su settembre ma in aumento di 1,5 punti su ottobre 2010.

Il Governatore ha poi evidenziato la necessità di intervenire per stimolare l’imprenditoria giovanile e rendere l’economia italiana più inclusiva, coinvolgendo quella fascia di popolazione - i giovani appunto, ma anche le donne - che troppo spesso si scontra contro vincoli e barriere che ne limitano l’accesso al mercato del lavoro e al benessere. Un intervento mirato e puntuale il suo, che dimostra come finalmente il tema dell’inclusività e dell’equità si stia facendo largo del dibattito politico del Paese. Bene così.
TAG:  LAVORO  CRISI  ECONOMIA  DISOCCUPAZIONE  GIOVANI  PRECARI  BANKITALIA  NEET 

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