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contributo inviato da Achille_Passoni il 29 novembre 2011



Assieme ad altri senatori del Partito Democratico, ho presentato un disegno di legge per abolire l’articolo 8 della manovra d’agosto predisposta dal governo Berlusconi. Come ricorderete l’articolo 8, voluto fortemente dall’allora Ministro del Lavoro, ha introdotto la possibilità di stipulare contratti collettivi di livello aziendale o territoriale (i “contratti collettivi di prossimità”) in grado di derogare alla legge e alla contrattazione collettiva nazionale, con l’obiettivo, tra l'altro, di facilitare i licenziamenti aggirando di fatto l’articolo 18 dello Statuto del lavoratori.

L’articolo 8 - come ho ampiamente sostenuto nelle settimane successive alla presentazione della manovra - mette in discussione la legislazione del diritto del lavoro e dà un duro colpo al quadro di tutele sancite nei contratti collettivi.

Viola inoltre l’importantissimo accordo interconfederale unitario del 28 giugno 2011, che fissa con chiarezza la gerarchia delle fonti contrattuali e i riferimenti alla titolarità dei soggetti sindacali a negoziare (sparisce dall’articolo 8 ogni riferimento a criteri chiari per misurare la rappresentatività dei soggetti sindacali), nonché le regole di validazione dei contratti stessi previste nell'accordo stesso. In poche parole, tutto può essere cancellato in azienda: ogni diritto - ovviamente a partire dal licenziamento senza giusta causa - e ogni contratto. Il richiamo alla Costituzione e alle convenzioni internazionali sono da un lato una specie di foglia di fico (nel senso che è scontata la non derogabilità da quelle norme, ci mancherebbe!) ma, dall'altro, paradossalmente chiudono ogni disputa sul fatto che su tutto il resto sia invece possibile derogare.

In sostanza, si tratta di una norma profondamente sbagliata, che riporta le lancette delle relazioni industriali e dei diritti di chi lavora indietro di anni, cancellando tra l’altro l'importantissima intesa del 28 giugno che, non scordiamolo, arriva dopo anni di divisioni che proprio quel governo e quel ministro hanno perseguito con tanta foga ideologica. Per tutte queste ragioni, credo sia assolutamente necessario e urgente abrogare l’articolo 8.

Ecco il testo del disegno di legge.
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