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contributo inviato da Achille_Passoni il 28 novembre 2011


Altri tre morti sul lavoro in un solo giorno. Nel giro di poche ore, venerdì un operaio è deceduto a seguito di un’esplosione in una cartiera vicino a Bergamo, un edile è morto in un cantiere a Roma e una commessa precaria ha perso la vita per un crollo in un negozio di Oristano. Non si ferma dunque una strage ormai quotidiana, denunciata con grande forza anche dal Presidente Napolitano che ha parlato di un impegno necessario da parte di tutti per fermare morti che non sono classificabili soltanto come tragiche fatalità.

Il Presidente - sempre molto attento sul tema - ha chiesto la collaborazione di tutti, dalle istituzioni pubbliche, anche locali, al mondo delle imprese, la pubblica opinione insieme con la vigile consapevolezza degli operatori “affinché la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica”.

Parole importanti, che responsabilizzano tutti affinché si intervenga per fermare quella che è una vera e propria barbarie: il richiamo del Presidente deve servire da stimolo per attuare pienamente la nuova normativa sulla sicurezza e diffondere la cultura della prevenzione. Perché nel 2011 non si può continuare a morire di lavoro.
TAG:  LAVORO  INFORTUNI  MORTI BIANCHE  IMPRESE  LAVORATORI  SINDACATO  SICUREZZA  NAPOLITANO 

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