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contributo inviato da magnagrecia il 22 novembre 2011

 

LAVORO

 

Le proposte del PD per il lavoro si pongono un duplice obiettivo. In primis dare una risposta all’emergenza disoccupazione che l’Italia sta vivendo specie per quanto riguarda i giovani, le donne, il Mezzogiorno. Allo stesso tempo serve restituire al lavoro il senso, il valore e la dignità che ad esso competono come elemento essenziale per l’identità delle persone, per la loro realizzazione umana e sociale, e in quanto fondamento della democrazia, secondo i principi e le norme della Costituzione.

 

Più crescita economica per più occupazione.

Creare maggiori opportunità di lavoro comporta innanzitutto ridare slancio all’economia italiana al fine di realizzare ritmi di crescita più elevati, qualificati e sostenibili. Sono quindi necessarie politiche macroeconomiche capaci di promuovere lo sviluppo - sostenute da iniziative europee dello stesso segno - accompagnate da riforme strutturali (il fisco, la scuola, la pubblica amministrazione, le liberalizzazioni, le politiche industriali per l’innovazione e la “green economy”) che permettano di aumentare la produttività del sistema economico e di renderlo più competitivo nel mercato globale. È' in questo contesto che vanno inserite le misure volte a rendere il mercato del lavoro più inclusivo e dinamico ma anche meno frammentato e diseguale di quanto non sia oggi. Si tratta di sconfiggere l’incertezza di prospettive che, dentro la crisi, investe l’insieme del mondo del lavoro, come dimostrano i sondaggi che segnalano come la mancanza di lavoro o il rischio di perderlo siano le principali preoccupazioni di quasi una persona su due.

 

Un progetto per l’occupazione giovanile e femminile.

Oggi gli esclusi dal mercato del lavoro sono in primo luogo i giovani e le donne, occorre quindi dare priorità alla realizzazione di un “progetto nazionale” mirato a favorirne l’occupazione attraverso l’impegno coordinato, con obiettivi definiti e verificabili, del governo, delle regioni, delle altre autonomie locali e delle parti sociali. Un progetto alimentato, visti i vincoli di finanza pubblica, dall’utilizzo sinergico e finalizzato delle risorse dei fondi europei, nazionali, regionali e degli stessi fondi interprofessionali per la formazione. Strumenti principali di questo intervento dovrebbero essere, per i giovani:

  • il contratto di apprendistato da incentivare in relazione alla formazione impartita e fiscalmente agevolato per la sua trasformazione in lavoro stabile;

  • una nuova regolazione dei tirocini e degli stages, che impedisca gli abusi;

  • la defiscalizzazione per un primo congruo periodo di tempo delle imprese e delle attività professionali avviate da giovani.

Per promuovere l’occupazione femminile occorre invece:

  • il potenziamento dei servizi e dei sostegni economici per conciliare lavoro e famiglia;

  • universalizzare l’indennità di maternità e ripristinare le norme di contrasto alla “dimissioni in bianco”;

  • estendere il part-time agevolato e volontario;

  • utilizzare la leva fiscale per favorire le assunzioni femminili specie nelle aree più svantaggiate e per alleggerire l’imposizione sul reddito delle mamme che lavorano.

 

Contrastare la precarietà e riunificare il mercato del lavoro.

La ragione di fondo della diffusione di rapporti di lavoro precari è la loro convenienza economica. Per mettere fine a questa situazione occorre quindi agire affinché il lavoro flessibile cessi di costare meno del lavoro stabile attraverso una graduale convergenza degli oneri sociali complessivi per le due forme di lavoro, accompagnata dalla fissazione di un salario o compenso minimo e da un’integrazione fiscale per le pensioni dei lavoratori più giovani. Più in generale, per eliminare le diversità di trattamenti e di tutele che caratterizzano i rapporti di lavoro, occorre puntare su una loro progressiva equiparazione sia per quanto riguarda le misure di sostegno al reddito, attraverso la riforma degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, indennità di disoccupazione), sia in relazione alle protezioni sociali relative alla malattia, maternità, infortuni, dando vita così ad una base comune di diritti sociali per tutte le forme di lavoro. Non solo quindi per il lavoro dipendente ma anche per quello autonomo e professionale, secondo modalità definite da un apposito Statuto dei lavori autonomi. A queste iniziative di riunificazione del mercato del lavoro se ne devono aggiungere altre per garantirvi trasparenza e legalità, quali la lotta al lavoro nero ed irregolare, con il riconoscimento del caporalato come reato, e un costante impegno di vigilanza e di prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Rafforzare le politiche attive del mercato del lavoro.

Il mondo del lavoro è soggetto a grandi cambiamenti e a crescente mobilità. È quindi necessario, nell’ottica della “flexicurity” europea, coniugare le misure di sostegno al reddito con politiche attive indirizzate a favorire le transizioni professionali e la ricollocazione al lavoro delle persone a maggior rischio di esclusione come gli ultra 45enni coinvolti nelle ristrutturazioni industriali. A questi fini appare indispensabile il potenziamento dei servizi pubblici per l’impiego e la collaborazione con quelli privati. Un ruolo centrale in queste politiche è ricoperto dalla formazione che va quindi riorganizzata, qualificata e resa permanente così da facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, specie in una fase come l’attuale caratterizzata dalla riorganizzazione dell’apparato produttivo e dalla trasformazione del lavoro stesso. In un’economia e in una società fondate sulla conoscenza, il costante aggiornamento culturale e delle competenze acquista un rilievo tale, da legittimare la proposta di fare della formazione un diritto di ogni singolo lavoratore lungo tutto l’arco della vita.

 

Il ruolo delle parti sociali.

La contrattazione collettiva concorre anch’essa alla creazione di maggiore e migliore occupazione. Da qui l’importanza per il Paese di un sistema di relazioni industriali moderno ed efficiente che riconosca nel contratto nazionale lo strumento irrinunciabile per la tutela generale delle condizioni di lavoro ma che estenda e valorizzi la contrattazione di secondo livello così da tener conto delle specifiche esigenze produttive ed organizzative delle singole imprese e allo stesso tempo di permettere miglioramenti salariali legati alla produttività. Per un efficace funzionamento delle relazioni industriali sono necessarie regole condivise tra le parti che garantiscano certezza ed esigibilità agli accordi sottoscritti e nel contempo riconoscano pienamente i diritti sindacali in azienda a tutte le organizzazioni rappresentative dei lavoratori. C’è però una lacuna che andrebbe colmata al più presto. Nel caso italiano, contrariamente a quanto accade nella generalità dei paesi europei, non esistono norme che prevedano la partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese: che si tratti del riconoscimento dei diritti d’informazione e di consultazione sulle scelte strategiche dell’azienda oppure, in un sistema duale di conduzione aziendale, della costituzione di comitati di sorveglianza con l’inserimento di rappresentanti eletti dai lavoratori.

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Meno precarietà, più sostegno alle famiglie, incentivi al lavoro femminile, tutela dei lavoratori autonomi e dei professionisti, formazione qualificata. Sviluppo, lavoro e welfare, per il “diritto unico” del lavoro.

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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm#

 


 

 

 


 

 


 

 


 

 

TAG:  LAVORO  PD  PROPOSTE  LAVORO PRECARIO  LAVORO AUTONOMO  OCCUPAZIONE GIOVANILE E FEMMINILE  DIRITTO DEL LAVORO WELFARE 

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commento di franci53 inviato il 28 novembre 2011
X MAGNAGRECIA :
Grazie 1000 x tenerci sempre informati su leggi e leggine, fatti e opinioni. Ma sarebbe molto più produttivo se ciò che viene dichiarato DAL PARTITO non subisse continue trasformazioni in corso d'opera. Basterebbe una sola dichiarazione relativa ad una proposta e che non fosse soggetta a continue contestazioni da parte dei Membri. Dovrebbero chiudersi in una stanza ,discutere, litigare, tirarsi i piatti in testa,ma poi uscire con una strategia unitaria e definitiva, perchè così si fà il gioco del nemico, e si produce l 'insoddisfazione della base che sa più da che parte girarsi.
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
N.B.:
Nella postilla, il link al DdL è corretto, il titolo è errato:

DISEGNO DI LEGGE
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
Sul tema della partecipazione, riporto vari commenti. Se ne ricava facilmente la conferma che l’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, come ho più volte scritto, era uomo di Bombassei, vice presidente Confindustria:

Lavoro: Sacconi, varo rapido Ddl partecipazione lavoratori a utili
Mercoledì' 20 Maggio 2009
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 mag - Il Governo ha la "volonta' di accompagnare con la migliore tempestivita' l'approvazione della legislazione a sostegno della diffusione della partecipazione dei lavoratori ai destini dell'impresa". Lo ha ribadito il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Nel corso del question time alla Camera, Sacconi ha anticipato che, a breve, esprimera' questo appoggio dell'Esecutivo alle proposte di legge che sono in discussione in commissione Lavoro del Senato. La forma principale di partecipazione, ha aggiunto il Ministro, e' quella agli utili dell'impresa, ostacolata finora dalla "contrattazione centralizzata". Per Sacconi "la partecipazione agli utili e' fondamentale per creare quella complicita' tra capitale e lavoro che sola, nonostante i bassi livelli demografici, puo' consentirci di generare nei prossimi anni alti livelli di crescita". nep-mct (20-05-09)

Lavoro: Sacconi, varo rapido Ddl partecipazione lavoratori a utili

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/2)

Imprese Il ministro del Welfare Sacconi: più produttività con il coinvolgimento nelle aziende
Dipendenti-azionisti e utili in busta paga, arriva il «codice della partecipazione»
Baccaro Antonella
(7 luglio 2010)

Dipendenti-azionisti e utili in busta paga, arriva il «codice della partecipazione»

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/3)

Spesso si liquida il tema della partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa dichiarandosi contrari alla cogestione. Ma nella terra di mezzo tra cogestione, che tutti rigettano, e compartecipazione agli utili, che tutti approvano, ci sono forme di rappresentanza dei lavoratori che varrebbe la pena di sperimentare?
ICHINO: «Nel testo unificato dei disegni di legge di maggioranza e opposizione, che ho presentato alla Commissione Lavoro del Senato nell’aprile dell’anno scorso e sul quale si era registrato un largo consenso bi-partisan, si prevedono nove forme possibili di partecipazione dei lavoratori nell’impresa. Nessuna obbligatoria: per ciascuna di esse si prevede la necessità di un contratto aziendale istitutivo, che l’azienda ha tutto il diritto di rifiutarsi di stipulare. Ma si dettano le norme tributarie e di disciplina contrattuale necessarie perché queste forme di partecipazione possano diffondersi; e anche perché possa nascerne una competizione positiva tra di esse. Questo essendo il contenuto del progetto, francamente, non comprendo perché la Confindustria vi si opponga: di che cosa ha paura? E ancor meno capisco perché il governo subisca passivamente il veto di Confindustria».

FACCIA A FACCIA CAZZOLA/ICHINO SULLA POLITICA DEL LAVORO E INDUSTRIALE

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/4)

TEMPI: 2011, L’ANNO DELLA RIFORMA DEL LAVORO?
Nel 2010, dopo lungo dibattere soprattutto in sedi tecniche e accademiche, è stato presentato un Codice della partecipazione dei lavoratori ai risultati di impresa con il fine di avviare un percorso condiviso nella costruzione di una via italiana alla partecipazione dei lavoratori ai risultati di impresa. Come valuta il merito di questo cd. Codice?
È una raccolta di documentazione su questa materia che può essere utile. Ma mi sembra sbagliato l’intendimento esplicitato dal ministro nel pubblicarlo: cioè quello di evitare qualsiasi intervento legislativo su questa materia. È giusto ribadire il principio che qualsiasi forma di sperimentazione deve nascere da un contratto aziendale; ma se si vuol davvero promuovere la sperimentazione di alcune forme di partecipazione dei lavoratori nell’impresa alcuni aggiustamenti legislativi sono necessari. Per esempio, in materia di partecipazione dei lavoratori al consiglio di sorveglianza, nelle società per azioni che optano per la governance duale; oppure in materia fiscale, in riferimento alle forme di partecipazione agli utili o di azionariato dei lavoratori.

TEMPI: 2011, L’ANNO DELLA RIFORMA DEL LAVORO?

(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/5)

PARTECIPAZIONE: IL VERO CUORE DEL DISCORSO E’ LA SCOMMESSA COMUNE SUL PIANO INDUSTRIALE INNOVATIVO
3 settembre 2009

PARTECIPAZIONE: IL VERO CUORE DEL DISCORSO E’ LA SCOMMESSA COMUNE SUL PIANO INDUSTRIALE INNOVATIVO

(continua/5)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/6)

TREMONTI, BOMBASSEI E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA
2 settembre 2009

TREMONTI, BOMBASSEI E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA

(continua/6)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/7)

LA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE CONTRIBUIREBBE AD APRIRE IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI AGLI INVESTIMENTI STRANIERI
Lettera sul lavoro pubblicata sul Corriere della Sera il 12 agosto 2010 – V. anche il testo unificato dei disegni di legge in tema di partecipazione dei lavoratori nelle imprese, bloccato in Senato un anno fa dal ministro Sacconi

LA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE CONTRIBUIREBBE AD APRIRE IL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI AGLI INVESTIMENTI STRANIERI

(continua/7)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/8)

PERCHE’ IL MINISTRO INSABBIA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE?
UN ANNO FA SACCONI CHIESE E OTTENNE DA SINDACATI E CONFINDUSTRIA UN “AVVISO COMUNE” PER LA SOSPENSIONE DI UN ANNO DELL’ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE UNIFICATO SUL QUALE SI ERA REGISTRATA UN LARGHISSIMO CONSENSO IN SENO ALLA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO; ORA L’ANNO STA PER SCADERE, MA IL MINISTRO INSISTE NELL’OPPORSI ALLA RIPRESA DELL’ITER PARLAMENTARE DEL PROGETTO
Interrogazione presentata alla Presidenza del Senato il 15 settembre 2010

PERCHE’ IL MINISTRO INSABBIA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE?

(continua/8)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/9)

INTERVENTO
E’ la partecipazione il futuro dell’impresa
di Pier Paolo Baretta e Cesare Damiano
22-02-2011

E’ la partecipazione il futuro dell’impresa
(continua/9)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/10)

P.S.:

IL DISEGNO DI LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA
DISEGNO DI LEGGE
Bozza provvisoria di testo unificato in materia di partecipazione dei lavoratori nell’impresa – con aggiornamenti al 26 ottobre 2009
Intervento di Enrico Letta

Ddl Castro

(fine/10)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
CONFERENZA DEL PD: GRAND’ITALIA

• INTERVENTO
Stefano Fassina: Grand'Italia, conferenza sul lavoro autonomo e la micro e piccola impresa
Relazione introduttiva
Relazione introduttiva di Stefano Fassina

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/2)

• INTERVENTO
Enrico Letta: “Il sostegno alle piccole imprese sia il cuore della crescita"
Per uscire dalla crisi, la soluzione va trovata prima in Europa. Intervento del vicesegretario PD alla Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa (VIDEO)
Intervento di Enrico Letta
(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2011
(segue/3)

Conclusioni
Bersani: basta demagogia. Nessuno vince da solo
Conclusioni di Bersani

(fine/3)
commento di magnagrecia inviato il 26 novembre 2011
commento di magnagrecia inviato il 26 novembre 2011
L'intervento
Nuove pensioni di anzianità
la riforma secondo la Fornero

Via al sistema contributivo per tutti, così si riducono le disparità padri-figli, e uscita dal lavoro solo dopo i 63 anni, con incentivi: "Finora si sono scaricati gli oneri degli aggiustamenti sulle nuove generazioni, proteggendo invece i meno giovani. Le nuove regole devono rispettare la sostenibilità finanziaria ma anche l'equità e l'attenzione ai più deboli". Ecco la proposta del neo ministro per il Welfare
di ELSA FORNERO
26 novembre 2011



(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
25 nov 2011
Lettera aperta dei giovani a Mario Monti

LETTERA APERTA A MARIO MONTI
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
Occorre investire in educazione (in senso lato): in famiglia ed a scuola.

L'allarme del governatore di Bankitalia Ignazio Visco
«I salari d'ingresso dei giovani
tornati sui livelli di alcuni decenni fa»
«Occorre investire in istruzione per ridurre la criminalità»
25 novembre 2011

>«I salari d'ingresso dei giovani tornati sui livelli di alcuni decenni fa»
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
Ho scoperto piacevolmente stamattina che Olli Rehn conosce molto bene l’italiano: non avrà avuto bisogno di farsi tradurre la mia lettera.

IL COMMISSARIO EUROPEO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Olli Rehn: «Anche Don Camillo e Peppone
sosterrebbero oggi il governo Monti»

«Per l'Italia sfide formidabili dovute a debolezze antiche,
urgente rilanciare la crescita e garantire equità sociale»
25 novembre 2011 | 12:24
[…]. «CRESCITA ED EQUITA' SOCIALE» - Nel suo discorso Rehn analizza l'Italia e ribadisce quali sono gli obiettivi urgenti: «Ha davanti sfide formidabili, anche per le debolezze antiche. Oltre al consolidamento di bilancio, sono necessarie ambiziose misure per rilanciare la crescita, garantendo l'equità sociale». Per i «Paesi vulnerabili» come l'Italia, aggiunge, per quanto riguarda il debito «non c'è strada alternativa a quella della riduzione del rapporto debito-Pil. Ma in Italia sono necessarie anche le riforme strutturali per incentivare la crescita». Risultati «raggiungibili» rassicura comunque il commissario.


(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
(segue/2)

LA CRISI IN EUROPA - Rehn analizza poi, più in generale, la crisi che investe tutta la zona euro e le sue conseguenze sociali. Il contagio della crisi dei debiti sovrani si sta diffondendo dai paesi periferici a quelli centrali dell'Ue, sostiene: «La costante ripresa economica che avevamo visto fino al 2009 è ora in una fase di stallo». Poi i timori sui giovani e l'occupazione. «Non sono previsti miglioramenti nel mercato del lavoro - dice Rehn-. Preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile così elevata, uno spreco enorme di talenti che l'Europa non può permettersi». Quindi incita: «È urgente e necessario produrre risultati senza ritardi».
Olli Rehn: «Anche Don Camillo e Peppone sosterrebbero oggi il governo Monti»

(fine/2)
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
Fornero e Damiano sono stati compagni di scuola. Due ipotesi a confronto; quella del ministro Fornero secondo il “Sole 24 ore” e quella di Cesare Damiano (PD):

Fornero: “Acceleriamo la riforma”
Pacchetto organico con contributivo per tutti e superamento delle pensioni di anzianità
Adeguamento sulla vecchiaia più breve e aggancio alla speranza di vita già dal 2012
25 novembre 2011

Fornero: “Acceleriamo la riforma”

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
(segue/2)

OGGI SUL SETTIMANALE “gli ALTRI” UN ARTICOLO DI CESARE DAMIANO SU PENSIONI E STATO SOCIALE
Pubblicato il venerdì, 25 novembre 2011 da Cesare Damiano
PER TUTTI COLORO CHE IN QUESTI GIORNI HANNO CHIESTO DELUCIDAZIONI SUL SISTEMA PENSIONISTICO SEGNALIAMO CHE POTRANNO TROVARE LE RISPOSTE NECESSARIE NELL’ARTICOLO DI CESARE DAMIANO PUBBLICATO OGGI SUL SETTIMANALE “gli ALTRI” «NIENTE TAGLI, SIAMO RIFORMISTI»

OGGI SUL SETTIMANALE “gli ALTRI” UN ARTICOLO DI CESARE DAMIANO SU PENSIONI E STATO SOCIALE

(fine/2)
commento di pasquino50 inviato il 25 novembre 2011
Vorrei che qualcuno, aldilà dei tecnicismi, spiegasse chiaramente cos'è veramente l'istituto etico della "previdenza e assistenza" in carico allo stato.

E' un rapporto di solidarietà tra cittadini capaci di produrre sostanziale ricchezza atta alla prosecuzione di vita dignitosa e coloro che tale capacità non hanno o hanno terminato di produrre?
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
LA BCE E IL DEBITO SOVRANO
C'è una sola via d'uscita
Alberto Alesina e Francesco Giavazzi24 novembre 2011 | 8:15

C'è una sola via d'uscita
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
Pensioni, Pd deposita proposta per età flessibile dai 62 ai 70 anni
ROMA - Età di pensionamento flessibile, tra i 62 e i 70 anni, con assegni decurtati o maggiorati a seconda dell'età in cui si decide di ritirarsi dal lavoro. È la proposta di legge che hanno depositato in Parlamento i deputati Pd Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta per correggere il meccanismo per accedere al pensionamento, facendo salvi i lavoratori con più di 40 anni di versamenti contributivi e gli impiegati in lavori usuranti. Il meccanismo previsto dai parlamentari del Pd prevede incentivi e disincentivi che possono arrivare a circa un 10% di maggiorazione o riduzione dell'assegno pensionistico.
La proposta dell'ex ministro del Lavoro e dell'ex segretario generale aggiunto della Cisl, dovrebbe decorrere dal prossimo 1° luglio ed essere applicato a tutti i lavoratori i cui trattamenti pensionistici sono liquidati secondo il sistema esclusivamente contributivo.
Per i lavoratori che andranno in pensione con il sistema esclusivamente retributivo o secondo il sistema pro-quota, ci sarà invece la facoltà di optare tra l'applicazione del regime vigente delle quote e il nuovo sistema di uscita flessibile entro l'arco di età anagrafica che va dai 62 ai 70 anni, con corrispondenti disincentivi e incentivi percentuali rispetto alla soglia intermedia dei 65 anni. Tale sistema prevede un taglio del 9% dell'assegno nel caso di pensionamento a 62 anni che scende al -6% a 63 anni, a -3% a 64 anni e sale a 66 anni del 2% rispetto alla soglia intermedia dei 65 anni, del 4,5% a 67 anni, del 6% a 68, dell'8% a 69 anni e del 10% a 70 anni.


(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 novembre 2011
(segue/2)

Per i lavoratori che hanno maturato almeno 40 anni di anzianità contributiva si prevede la possibilità di scegliere se proseguire la propria attività lavorativa con una maggiorazione dell'assegno pensionistico pari al 2% per ogni anno di prosecuzione. Infine, per affrontare il problema della discontinuità contributiva ai fini dell'ammontare della pensione, i due parlamentari del Pd propongono di modificare il regime di totalizzazione dei periodi assicurativi, garantendo che anche un solo giorno di lavoro regolare possa concorrere alla formazione del montante pensionistico di ciascun lavoratore.
Giovedì 24 novembre 2011

Pensioni, Pd deposita proposta per età flessibile dai 62 ai 70 anni

(fine/2)
commento di seamusbl inviato il 24 novembre 2011
"il giudizio del tuo FT (non del bollettino asinino) sull’altro tuo eroe"

dear comrade grammatico sexual mental health care Magnagrecia ti ostini a ooccuparti di cose piu' grandi di te per scadere nel triviale.
A differenza dei bollettini delle troie indigeni, fatti da tromboni, porci, somari che non capiscono un cazzo di nulla e mirano solo a disinformare, il FT in opportuen sezioni da spazio a commenti intelligenti, le cagate di classifiche sono invece inattendibili dato che seguono meri criteri politici.
Ed e' pur sempre il giornale dell'elite finanziaria.
Motherfucker Silvio non ha mai risposto alla mia email e mai ha voluto pagarmi, e percio' non e' neanche mio amico: tuttavia per questioni di intelligenza e comprensione dei fatti occorre smascherare i bollettini delle troie e le teste di cazzo di scribacchini che si sono inventati fantasiose colpe, senza capire che il bordello della argentine associate non sta in piedi. I tedeschi ora lo hanno capito, non lo danno ancora a vedere ma si muoveranno (apparentemente) nella direzione necessaria.
Infine tutti i soloni di merda indigeni (e le teste di cazzo tedesche) non hanno nulla da ridire quando la banca tedesca interviene per tutelare gli interessi nazionali e si prende il 40% dell'emissione (a me sta pure bene), ma nel caso dell'italia hanno agito in modo opposto, hanno creato panico e fatto aumentare lo spread.
La farsa delle riunioni continua la stessa se non peggio, come se allo stato attuale avessero la possibilita' di difendere il debito italiano.
Non solo sono dei pagliacci che fanno ridere ma prendono letteralmente per il culo la massa di cani.
commento di magnagrecia inviato il 24 novembre 2011
Bella notizia! Un articolo che vale la pena di leggere.

IL CASO di ATTILIO BOLZONI
In manette 250 camorristi
"Ora Ercolano è derackettizzata"

Il cartello stradale con l'inedita scritta sarà piazzato a giorni. Ma vale la pena camminare per il centro e farsi raccontare dalla negoziante di abbigliamento, dal panettiere, dal macellaio e da tutti gli altri come hanno fatto nell'arco di due anni a ribellarsi alla schiavitù del pizzo e a vincere la loro battaglia
23 novembre 2011
In manette 250 camorristi. "Ora Ercolano è derackettizzata"
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