.
contributo inviato da Giuseppe Ardizzone il 18 novembre 2011
La prima tappa del Governo Monti si è conclusa con la presentazione delle linee programmatiche e la relativa fiducia votata dal Senato. Con uno stile sobrio e lineare il Prof. Monti ha sottolineato le tappe che l’impegno comune potrà realizzare rilevando come non sia l’Europa a stabilire le regole cui attenersi ma siano proprio le necessità del Paese a dettare il calendario dei lavori. Un Paese che, già prima della crisi che ci occupa, cresceva ad una velocità di gran lunga inferiore rispetto a quella, non dei paesi emergenti o del Bric, ma degli altri componenti dell’area europea. Un paese che non riesce ad utilizzare a pieno la risorsa dei propri giovani e della componente femminile e che vede ancora vaste aree del meridione incapaci di procedere verso lo sviluppo. Tutto questo ci rende complessivamente deboli ed incapaci di ottenere credito.Un investitore internazionale non valuta semplicemente il nostro Paese allo stato odierno ma anche per le sue prospettive future di crescita e stabilità e si chiede se al momento della scadenza dei titoli che ha sottoscritto l’Italia avrà una piena capacità di rimborso.Si pone pertanto l’obiettivo del risanamento ma soprattutto la necessità di creare le condizioni e di adottare le misure perché il nostro Paese riprenda a crescere nell’equità.. Se da un lato saranno prese delle iniziative che spostino il carico fiscale, cosi come accade nel resto dell’Europa, maggiormente sui patrimoni, in specie immobiliare, sgravando, se possibile, i redditi d’impresa e da lavoro, dall’altro si è fatto riferimento alla necessità di una maggiore possibile flessibilità del lavoro purché il singolo lavoratore trovi poi, a seguito di una modifica degli ammortizzatori sociali, degli strumenti di tutela che lo accompagnino durante il periodo di ricerca dl nuovo lavoro. Sulle pensioni invece è probabile che la misura principale sarà costituita dal passaggio per tutti al sistema contributivo. Una delle priorità del nuovo esecutivo sarà poi la lotta all'evasione fiscale e all'illegalità: non servirà solo «per aumentare il gettito ma anche per abbattere le aliquote. La lotta all’evasione dovrà potersi giovare inoltre del maggiore utilizzo delle transazioni elettroniche che dovranno sempre più sostituire gli altri mezzi di pagamento, riducendo l’utilizzo del contante.Molta attenzione il Prof. Monti ha poi rivolto verso le realtà locali, decidendo di seguire personalmente i rapporti con le stesse e parlando apertamente di una revisione dell’organizzazione delle province con legge ordinaria.Le premesse sembrano quelle di cercare la realizzazione delle riforme attraverso il maggiore possibile consenso delle forze politiche e sociali, evitando strappi e forzature.In questo, la capacità di soluzioni tecniche ed il possibile ruolo delle misure per la ripresa potranno essere decisive. Si può aprire, forse a partire da oggi, una fase iniziale di collaborazione e di dialogo costruttivo fra le forze sociali, senza pretendere d’altra parte di rinunciare alle proprie convinzioni, Che questo passo sia stato quasi imposto dagli avvenimenti alle forze politiche è indubbio. E’ anche vero che questo inizio di collaborazione costruttiva, stimolata dal governo Monti, sia un percorso in salita che dovrà essere giudicato per i suoi risultati effettivi.Non mi sentirei tuttavia di avere un atteggiamento già punitivo nei confronti di quest’esperienza, liquidandola come un’emanazione dei “ poteri forti” con l’inevitabile giudizio negativo sulle forze politiche che stanno dando il loro appoggio (ca. 80% del Senato ?!) Né si comprende a partire da quali punti si possa trarre la conclusione di essere in presenza di un governo del grande capitale finanziario mondiale che sia riuscito nell’obiettivo di esautorare la politica nazionale.Questa teoria del governo del complotto internazionale agitata da alcune testate giornalistiche vicine all’ex Presidente del Consiglio, ma presente anche all’interno della sinistra alternativa, sembra totalmente infondata. C'è in questa visione un'accettazione delle teorie generali del " complotto"di cui in passato abbiamo avuto tristi esperienze. Basta ricordare la condanna del mondo occulto massonico, la congiura ebraica ecc.Come se i vari poteri esistenti (economico finanziari) siano organizzati rigidamente al loro interno e capaci di esprimersi secondo un piano preordinato. Ritorna in auge il concetto di "sistema" e dei suoi servitori corrotti che fu alla base delle peggiori espressioni terroristiche- La realtà è molto più complessa e contraddittoria, con una molteplicità di centri di potere spesso antagonisti fra di loro, e comunque pretende per realizzarsi la complicità finale del semplice cittadino che ne stabilisce il successo o l'insuccesso.Il problema è che ci sono parti politiche che preferiscono scatenare nel cittadino l'atteggiamento persecutorio consolatorio che trasferisce le responsabilità e giustifica il ricorso a misure straordinarie di potere.In questo caso la supposizione è totalmente infondata.ed improbabile. Nello stesso governo troviamo esponenti del mondo cattolico come Riccardi (fondatore della comunità di S.Egidio), della finanza come Passera, della cultura accademica come Monti, Profumo ecc o esponenti dello Stato come il responsabile dell'antitrust.E' possibile che siano tutti esponenti dell'intrigo mondiale della banca privata Goldman? Mi sembra oggettivamente non sostenibile. Perché si fa questo gioco? a cosa serve? probabilmente su questa base il PDL vuole trovare una sua nuova verginità e sull'onda del possibile scontento rispetto a misure dolorose spera di cavalcare, con una propaganda persecutoria e populista, il ritorno al potere.In una situazione così delicata, la riforma della legge elettorale può diventare una priorità necessaria per consentire che i nostri parlamentari pensino ed agiscano più liberamente e senza sottostare al ricatto di sapere che la prossima candidatura e rielezione saranno gestite in ogni caso dai capi partito.Questa situazione rischia di falsare il dibattito politico ed i rapporti di democrazia all’interno dei partiti e di conseguenza la loro azione politica nei confronti del governo e delle esigenze attuali del Paese perso nel vortice di una crisi di credibilità che può rivelarsi disastrosa. D’altra parte, anche l’atteggiamento di sfiducia “a priori” di larga parte delle forze alternative della sinistra e di vari settori della protesta giovanile e sindacale, trova probabilmente la sua giustificazione nella situazione oggettivamente difficile che vivono. La domanda sociale d’attenzione e d’equità di questi settori della popolazione è forte. Non dimenticano inoltre che molte delle cause della crisi sono state determinate dal forte processo di finanziarizzazione dell’economia che ha gravato enormemente sull’economia reale paralizzandola. Non bisogna tuttavia dimenticare che vi sono state altre cause a determinare la difficoltà del nostro Paese già preesistenti alla crisi e a cui bisognerà dare una risposta. Non per peggiorare le condizioni di vita della popolazione o per privarla del Welfare, come si favoleggia, ma per consentire invece il suo mantenimento su basi più sostenibili, rimuovendo rendite di posizione e agevolando le possibilità di lavoro e di vita.Le parole d’ordine di crescita, risanamento ed equità con cui inizia la vita di questo governo mi sembra gli diano almeno il diritto di essere sottoposto a verifica.
TAG:   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 22 novembre 2011
riporto un articolo interessante di Messori sull'argomento " debolezze europee" apparso sul "Corriere della sera"
http://www.corriere.it/editoriali/11_novembre_22/messori-debolezze-europee_f3095bd2-14ce-11e1-9140-38f81e7faa5e.shtml
commento di seamusbl inviato il 22 novembre 2011
comrade Ardizzone ti ringrazio per la cortese puntualizzazione (however e' seamusbl) e concordo sonstanzialmente con te che il problema e' politico e a livello europeo.
La tua analisi tecnica sul rinnovo del debito e' corretta tuttavia sono importanti due ulteriori precisazioni-che invero ripeto da tanti mesi e non pochi probailmente si sono gia' annoiati delle mie ripetizioni,- la prima e' relativa al fatto che con la minaccia di haircut hanno spaventato gli speculatori, i quali si tengono alla larga da titoli che corrono tale rischio.
In secondo luogo il modello argentino ha trasformato i debiti nazionali (nessuno dei quali e' a rischio default) in debiti esteri, senza che vi sia una banca centrale dietro per cui sono tutti a rischio default.
Il comportamento idiota ha generato tali paure che non esiste alcuna possibilita' per l'italia di sostenere tale debito estero da sola. E dovrebbe fare molto di piu' di quanto auspicato da Marcello de Cecco il che porterebbe probabilmente a una rivolta o guerra civile.
L'asino Monti non capisce una virgola di queste cose e ancora meno il presidente della repubblica che pero' si ritiene un luminare.
Sono un poco ubriaco e ho inavvertitamente inviato prima senza avere concluso le mie noioso ripetizioni.
take care and stay loose
commento di seamusbl inviato il 22 novembre 2011
comrade Ardizzone ti ringrazio per la cortese puntualizzazione (however e' seamusbl) e concordo sonstanzialmente con te che il problema e' politico e a livello europeo.
La tua analisi tecnica sul rinnovo del debito e' corretta tuttavia sono importanti due ulteriori precisazioni-che invero ripeto da tanti mesi e non pochi probailmente si sono gia' annoiati delle mie ripetizioni-, la prima e' relativa al fatto che con la minaccia di haircut hanno spaventato gli speculatori, i quali si tengono alla larga da titoli che corrono tale rischio.
In secondo luogo il modello argentino ha trasformato i debiti nazionali (nessuno dei quali e' a rischio default) in debiti esteri i
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 22 novembre 2011
continua
In assenza di una politica europea in tal senso dovremo fare da soli tentando di controllare il debito, visto che rischiamo di non trovare sottoscrittori, e cercando di recuperare risorse per la crescita . Pur con i veti posti dal PDL l'introduzione di una maggiore imposizione sui patrimoni immobiliari e le rendite finanziarie può consentire di allegerire il carico fiscale sul lavoro e l'impresa con effetto positivo sulla domanda aggregata.L'approvazione del disegno di Legge Ichino sul contratto unico d'ingresso per i nuovi assunti cambierebbe veramente la realtà dei giovani precari.Anche questa maggiore stabilità e prospettiva aiuterebbe la crescita. Dobbiamo chiedere con forza il reddito di solidarietà attiva con il cambiamento degli ammortizzatori sociali.Tutte cose fattibili subito con questo governo.
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 22 novembre 2011
Il comrade seamusbi ci ricorda la centralità delle scelte dell'Europa ed il loro peso sull'azione di qualsiasi nostro governo.In un mondo in cui la crisi finanziaria è stata assorbita dal debito pubblico è conseguenziale che tutti gli Stati si presentino sul mercato per cercare sottoscrittori e questo fa si che l'investitore diventi estremamente prudente e selettivo. Alla lunga tuttavia il rigore eccessivo può portare ,come giustamente fanno notare i maggiori economisti ,alla recessione. Pertanto è necessario da un lato controllare il livello del debito nazionale ma dall'altro bisogna porre in atto politiche di espansione destinate alla crescita.Se tuttavia all'interno dei componenti dell'Europa i singoli Stati in crisi non saranno capaci di trovare risorse da destinare allo sviluppo distogliendole dalle spese improduttive o recuperandole da tassazioni patrimoniali bisognerà pensare di agire a livello europeo con l'emissione di eurobonds di cui il fondo salva stati e la banca europea dovranno essere considerati come pagatori di ultima istanza. In sostanza la Banca Europea dovrà avere la possibilità anche di comprare gli eventuali titoli europei che non trovassero collocazione sul mercato a fronte di un pari incremento dell'indebitamento del Fondo Salva Stati. Il problema non è pertanto economico ma è Politico. Chi sarà d'accordo a modificare le regole europee? Chi pagherà l'aumento del fondo ed in che proporzione? A quale prezzo i singoli Stati potranno attingere alle disponibilità del fondo? Quale sarà la politica economica Europea ?
Quali i vincoli di bilancio dei singoli Stati . Quale sarà il governo politico di questa nuova Europa?. Ci dibattiamo fra la possibilità di un passo importante in avanti e la possibile disgregazione . Non può essere a mio avviso ancora accettata la perdita di sovranità della moneta da parte dei singoli Stati se non potrà esserne recuperato il controllo a livello di Stato unitario europeo. Ma in assenza di un quadro euro
commento di seamusbl inviato il 21 novembre 2011
"Le parole d’ordine di crescita, risanamento ed equità..."

comrade divagatore Ardizzone il tuo pur volenteroso dilettantismo economico ti porta a occuparti di cose molto piu' grandi di te per finire a sognare un mondo che non esiste.

Le parole d'ordine di questo governo irresponsabile sono fascismo e nazismo, e per stupidita' e asineria e opportunismo combinera' solo danni. E magari neanche fara' quello che si auspica Marcello de Cecco, prendere a cannonate i lavoratori e i protestatari, come fece qualcuno nell'ottocento.

La prima tappa da realizzarsi immediatamente sarebbe quella di levarsi dalle balle i fascisti e cialtroni che senza capire un'acca di economia e finanza, sono corsi a leccare il culo dell'elite. Comrade segretario a questo punto dovrebbe andarsene, e con lui tutta la banda di incapaci e opportunisti che pretendono di gestire il PD , hanno infatti ormai dato ampia e ultradecennale prova di essere imbecilli e incompetenti e fascisti, e non vinceranno mai un'elezione.
Sull'asino Monti valgono le cose dette da Maroni e Lega.
Nonostante la banca centrale intervenga ora disperatamente le cose vanno di male in peggio, dato che l'unione delle argentine e' il problema e non mother fucker Silvio. Che il diavolo si portasse all'inferno tutti gli idioti e cialtroni che fino a ora non l'hanno capito.
However comrade Fassina sono con te.
commento di galfra inviato il 18 novembre 2011
Il discorso di Monti e piacevole come ascoltare lo Stabat Mater del ns. grande Pergolesi. Sarà il caso? Si chiamava Giovanni Battista Draghi, detto Pergolesi.

Monti e Draghi sono tra le risorse migliori oggi nel contesto europeo e saranno gli artefici della ripresa dell'€.

Segretario Bersani, avanti così!
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 giugno 2010
attivita' nel PDnetwork