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contributo inviato da Achille_Passoni il 17 novembre 2011



Finalmente una giornata normale per il Senato. Sì normale, perchè normale dovrebbe essere il modo e l'atteggiamento con cui un Presidente del Consiglio e i suoi ministri si presentano e si rivolgono a un’aula parlamentare. E invece ci sembra così strano che il professor Monti si sia presentato in modo così serio, sobrio e rispettoso, come si dovrebbe fare in questi casi. Questa è quindi la prima novità di oggi. E' importante, e lo è perchè - detta cosi' sembra una banalità, ma in Italia non lo è stata fino ad una settimana fa - la forma è decisiva per restituire alla politica e ai suoi luoghi la serietà necessaria, ed è importante per come ci presenteremo in Europa e nel mondo, per recuperare la credibilità persa in questi anni.

E poi, l'altra novità di rilievo è rappresentata certamente dal contenuto del discorso del Presidente. Avrò modo di tornare sui singoli aspetti, anche quando i ministri verranno nelle commissioni parlamentari a spiegare più nel dettaglio il programma e i provvedimenti specifici. Già oggi però, appare indiscutibile e assai positivo l'orizzonte entro il quale si colloca il suo mandato.

Due i riferimenti principali, le donne e i giovani. E poi l'equità, il principio discriminante che guiderà le scelte del nuovo governo; la crescita e il risanamento, i binari dei provvedimenti da assumere; l'Europa, la dimensione nella quale recuperare il peso e prestigio dell'Italia, una necessità per la stessa esistenza politica ed economica della Ue. E ancora, più nel merito, ha parlato del fisco da reindirizzare, da un lato verso un alleggerimento della pressione sul lavoro e l'impresa e, dall'altro, verso la tassazione di chi ha di più, patrimoni compresi. Il Premier ha inoltre accennato alla riforma degli ammortizzatori sociali in senso universalistico, frase che aspettavamo di ascoltare sin da quando è iniziata la crisi; così come non ho sentito parole allarmanti sul sistema pensionistico, come invece veniva paventato nei giorni scorsi.

Infine, sul lavoro: intanto non c’è traccia del tema dei licenziamenti facili. Poi, per quanto riguarda la precarietà, c’è l’indicazione della necessità, d’intesa con le parti sociali, di porre mano alla riunificazione e al superamento del dualismo del mercato del lavoro. Non nascondo che su quest’ultimo tema avrò bisogno di capire meglio e di più come si intenda affrontarlo. Sapete bene come la penso sul contratto unico nella sua versione più nota, e sapete che il ddl contro la lotta alla precarietà che ho firmato è ben diverso. Ma quando ci confronteremo con il ministro Elsa Fornero e soprattutto quando lei aprirà una discussione vera con le parti sociali, sono certo che la soluzione alla piaga della precarietà la troveremo: la mia disponibilità, per quanto vale, è sincera.

Adesso si comincia davvero a lavorare per salvare e far crescere l'Italia!
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