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contributo inviato da Stefano51 il 16 novembre 2011


Stamane Mario Monti scioglierà la riserva consegnando al presidente Napolitano la lista dei ministri. Più di qualcuno ha storto la bocca per le consultazioni “vecchia maniera” condotte da Mario Monti nei confronti di grandi e piccoli partiti ( una trentina di raggruppamenti). Viene da sorridere a pensare che chi oggi invoca stizzito la fretta e l’efficienza del presidente incaricato è per lo più rappresentante della ex maggioranza che di tempo, in questi ultimi anni, ne ha perso anche troppo soltanto per accontentare i desiderata del premier.

 

Tant’è, oggi si partirà e speriamo che i sacrifici annunciati siano davvero ben distribuiti, copra tutto che ci sia spazio per la crescita soprattutto dell’Italia giovane di precari e disoccupati. I nostri giovani non sono bamboccioni, hanno voglia di fare e talento da vendere: è di oggi la notizia di Alessio Figalli, un giovane matematico di Pisa diventato cattedratico ad Austin (Texas) a soli 25 anni. È stato bravo, un vero genio, e anche fortunato nel cogliere le occasioni giuste al momento giusto, e sfrontato quanto basta per imporsi all’attenzione. Come lui probabilmente ce ne sono altri, tantissimi, che sudano per il pane quotidiano dentro a un call center e corrono il rischio di fare ammuffire il proprio talento per mancanza di occasioni.

 

Governo tecnico, dunque, in un momento in cui la politica arretra per eccesso di belligeranza. Per questo, insieme alla necessarie riforme sarà il caso di infornare da subito il dibattito su una legge condivisa che mandi in soffitta il porcellum di Calderoli, perché i cittadini vogliono tornare sovrani delle scelte.

E a questo proposito, sarà davvero il caso di dare al più presto un governo tecnico anche alla tv di stato, totalmente ancora in mano a Berlusconi e il cui cda scade il prossimo 28 marzo. Da Deborah Bergamini, che nel 2005 gestiva da dentro la Rai la squadra Delta spostando dirigenti come birilli, fino a Lorenza Lei, il nuovo presidente che ha di fatto annullato i programmi più ascoltati ( Annozero; Parla con me; ) e meglio pagati dalla pubblicità, nell'azienda tv di stato è stato un lungo e inesorabile processo di svuotamento e distruzione di energie a tutto vantaggio della competitor Mediaset. È ora di dire BASTA, di tappare la bocca a Minzolini, di fare piazza pulita dei vari Marano, Susanna Petruni, Fabrizio del Noce, Verro, (S)Bianchetti, Veneziani, Alberoni, Saccà. Li elenco appositamente in ordine sparso, dal cda fino alle presentatrici e alle mezze buste decorate sul campo dopo essere state alle feste eleganti di palazzo Grazioli, dai filosofi ai creativi, dalle segretarie zelanti alle mocciosette grandifratelline che ritroviamo in tutti gli spettacoli di intrattenimento.

 

Vogliamo una Rai che torni a parlare del paese, che riporti il teatro e la musica di qualità, i film e i dibattiti. Una Rai che riporti il paese in tv, ma non in stile grande fratello. Cosce e culi per aria ne manda già abbastanza Mediaset in onda, cerchiamo di fare servizio pubblico, di creare opportunità di riflessione, di intrattenere senza addormentare le sinapsi. Vogliamo Vespa fuori dalle palle, perché parla di Padre Pio quando Berlusconi cade giù e gli concede i monologhi quando il cavaliere ne ha bisogno. Basta con i nani e le ballerine, ma basta soprattutto con l’ingerenza politica, da destra a sinistra, sui canali di Stato. Se vogliamo davvero rientrare nel Gotha europeo dobbiamo immediatamente dare alla RAI un governo tecnico, immune alla politica e attento non solo all’auditel ma anche alla diffusione della cultura, del costume e di tutto ciò che ha fatto bella l’Italia nel mondo.

 

la deberlusconizzazione della Rai va fatta subito, perché nella primavera prossima c’è un importante appuntamento elettorale amministrativo ( circa dieci milioni di elettori) e non si può concedere al proprietario di Mediaset questo vantaggio. Caro Monti, metti anche questo in agenda e il paese te ne sarà grato.

 

Stefano OLivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


 
TAG:  BRUNO VESPA  MINZOLINI  LORENZA LEI  RAI BERLUSCONIZZATA 

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