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contributo inviato da Marianna Madia il 15 novembre 2011

In questi giorni  l’attenzione è concentrata sul tentativo di Mario Monti di comporre un governo per l’emergenza, dopo i disastri del precedente esecutivo. Un tentativo necessario per salvare l’Italia.

Vorrei segnalarvi, in un momento così difficile, due piccoli fatti legati al mio lavoro parlamentare che spero possano contribuire a segnalare che- forse - si avvicina un clima nuovo nel Paese.

Il primo riguarda i lavoratori del call center Festa Snai di cui mi sono occupata in un’interrogazione. Alcuni dipendenti di questa società poiché avevano rifiutato di firmare un contratto peggiorativo rispetto al CCNL erano stati minacciati, trasferiti e infine licenziati. Grazie alle sentenze della magistratura e all’attenzione dell’opinione pubblica hanno vinto dopo mesi la loro battaglia e sono stati riammessi in pieno in azienda col vecchio contratto.

Il secondo riguarda i lavoratori della Direzione Investigativa Antimafia. La prima linea della lotta alla criminalità organizzata stava per essere smontata dal progressivo impoverimento della struttura. L’ultimo argine al definitivo smantellamento era l’indennità di funzione – in verità pochi soldi – che percepiscono i poliziotti della Dia. Il governo intendeva tagliarla. Come reazione ci sarebbe stato l’abbandono totale dei dipendenti verso altri incarichi "normali". Perché rischiare la vita ogni giorno contro la mafia se lo Stato non riconosce la specificità di questo lavoro?

I parlamentari e i senatori del Partito Democratico di concerto con i sindacati di base della Dia hanno condotto un duro confronto durante la discussione della legge di stabilità, che si è risolto col rifinanziamento dell’indennità della Dia.

Qui e qui potete trovare i link alle due vicende. Due vicende “a lieto fine”. Che davvero si avvicinino tempi nuovi?

TAG:  DIA  FESTA  MONTI  SACCONI  MARONI  GOVERNO  LAVORO 

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