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contributo inviato da magnagrecia il 14 novembre 2011

 

FAMIGLIA E POLITICHE SOCIALI

Un Welfare centrato sulla persona.

Al centro del nuovo welfare ci deve essere la persona come soggetto di diritti e di doveri, ossia come cittadino inserito in una rete di relazioni sociali e di responsabilità individuali e collettive. Per questo vogliamo rivendicare il ruolo decisivo dell’intervento pubblico in un rapporto di interazione positiva con le energie della società civile e come organizzatore e regolatore di meccanismi di mercato che includano tutti i cittadini. In sintesi, la nostra è una visione radicalmente diversa da quella teorizzata dal governo di destra: non la ritirata dello Stato, sperando nella supplenza contrattuale delle categorie forti e nella compassionevole carità del dono per gli “ultimi”, ma uno Stato che sia programmatore e regolatore forte di un complesso di prestazioni cui tutti hanno diritto ad accedere.Uno Stato che promuova una imprenditorialità diffusa nei soggetti di offerta pubblici, privati e non profit, in funzione dei bisogni dei cittadini e valorizzando il principio di sussidiarietà.

La riforma del Welfare su basi nuove.

Dobbiamo passare da una società centrata sul ruolo del lavoratore, maschio, adulto e “capofamiglia”, ad una società con ruoli lavorativi, familiari e relazionali ben più articolati, ma esposta ad incertezze ed a fattori di sofferenza vecchi e nuovi. Collocare il cittadino al centro del sistema di welfare significa:

·        realizzare un più avanzato equilibrio tra universalismo e assicurazioni sociali basate sulla condizione lavorativa;

·        promuovere l’uguaglianza delle opportunità per tutte le persone;

·        realizzare politiche volte a sostenere la capacità di autodeterminazione dei cittadini;

·        rafforzare il potere di scelta del cittadino per migliorare l’aderenza dei servizi ai bisogni.

Puntare sui giovani.

Vogliamo promuovere l’autonomia dei giovani, superare il ritardo e la precarietà che caratterizzano il loro ingresso nel mondo del lavoro, riaprire la speranza nel futuro. Sostenere le famiglie. Le carenze del sistema di welfare italiano scaricano sulla famiglia una pesante funzione di supplenza. Un impegno oneroso che rischia di mettere in crisi la tenuta stessa delle relazioni familiari, oltre ad avere costi pesanti soprattutto per le donne. Le famiglie vanno sostenute costruendo un contesto di servizi e di prestazioni che ne faciliti la formazione, ne migliori la qualità della vita quotidiana, le aiuti a fronteggiare le situazioni di fragilità, allevi il carico per le donne, riequilibri i ruoli di genere.

Ripartire dai più piccoli.

Il tasso di crescita del Paese, le trasformazioni del mercato del lavoro e nelle famiglie, possono essere affrontati positivamente solo attraverso una moderna cultura dell’infanzia e politiche pubbliche conseguenti. Si rende perciò necessaria una legislazione organica riguardante:

·        una Legge quadro e il Garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;

·        un sistema integrato dei servizi che garantisca il processo educativo e sostenga conciliazione e genitorialità;

·        un sistema di media a misura di bambini e adolescenti.

Anziani e società: nuove esigenze e nuovi servizi.

L’allungamento della vita media delle persone richiede una società in cui la vita in età anziana sia una vita ancora ricca di possibilità e di relazioni umane. Per questo è necessario promuovere l’invecchiamento attivo delle persone in modo da garantire, anche a coloro che cadono in condizioni di non autosufficienza, una vita dignitosa in un contesto relazionale adeguato.

Per una civile convivenza.

Un welfare universale e delle pari opportunità si occupa di tutte le persone che vivono nel nostro territorio, promuovendone nei tempi e nei modi necessari l’accesso alla cittadinanza. Noi del PD vogliamo evitare la competizione tra i ceti più deboli della popolazione: no alla guerra tra poveri, no alla competizione tra italiani più poveri ed immigrati. Obiettivi conseguibili attraverso il 
potenziamento, per tutti, della rete integrata dei servizi, la previsione del reddito di solidarietà attiva, un piano nazionale per le politiche dell’integrazione con un relativo fondo e, più in generale, un welfare universale basato su diritti e doveri. Vanno garantiti a tutti, a prescindere dalla condizione giuridica, la tutela dei diritti umani fondamentali, come la salute, la maternità e la tutela dei minori.

La casa è un diritto essenziale.

Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole. 

Ripartire dai soggetti deboli.

Il welfare che vogliamo realizzare garantisce una rete di servizi di sostegno alle persone disabili,rendendo effettive ed esigibili le prestazioni ed i servizi previsti dalla normativa vigente. Vogliamo rispondere ai bisogni con un approccio sociosanitario integrato, attraverso interventi domiciliari, centri diurni e residenziali, servizi di trasporto, attività di integrazione, socializzazione, inclusione sociale e lavorativa, in grado di assicurare ai disabili una vita indipendente, rasserenando le famiglie sul loro futuro attraverso il cosiddetto “dopo di noi”.Il contrasto alla povertà.Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà, vogliamo promuovere l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che, per qualunque ragione, si trovano in condizioni di povertà.

Una rete integrata dei servizi per un Welfare di tutti.

La rete integrata dei servizi sociali, in un contesto sempre più necessario di integrazione socio-sanitaria, così come previsto dalla Legge quadro 328 del 2000, costituisce una condizione fondamentale per realizzare un welfare locale e comunitario.L’obiettivo è garantire un contesto di vita sociale e civile più avanzato che, insieme al lavoro, permetta di conseguire i seguenti risultati:

·        l’inserimento attivo delle persone nel mondo del lavoro;

·        l’eliminazione dell’assistenzialismo e delle disuguaglianze;

·        il sostegno ai compiti di cura svoli dalle persone e dalle famiglie;

·        il superamento di tutte le fragilità;

·        il reinserimento sociale dei cittadini disabili con percorsi personalizzati.

Vogliamo denunciare il sostanziale azzeramento di tutti i fondi sociali da parte del governo e l’arretramento in una logica di welfare residuale.

 

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Un welfare centrato sulla persona, per dare sostegno a tutti i soggetti deboli: giovani, donne, famiglie, anziani, poveri, immigrati, disabili.

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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm#

 


 

 

 

 

 

 


 

 

TAG:  PD  DONNE  GIOVANI  CASA  IMMIGRATI  ANZIANI  WELFARE  PROPOSTE  POVERI  FAMIGLIA E POLITICHE SOCIALI 

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commenti a questo articolo 0
commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
(segue/2)

VASCO ERRANI 2
"Senza risorse la situazione è ingestibile
Così rischiamo il blocco dei servizi"

Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani denuncia: "Rispetto a dieci anni fa Comuni, Province e Regioni hanno meno fondi. Eppure si continua a parlare di federalismo e autonomia fiscale". E aggiunge che è inutile puntare il dito contro la gestione della spesa sanitaria: "Siamo sotto la media dell'area Ocse"

"Senza risorse la situazione è ingestibile. Così rischiamo il blocco dei servizi"

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
(segue/3)


• FLAVIO TOSI 3
"Colpire chi spreca o aumenteremo le tasse"

Il sindaco di Verona, in prima linea nella protesta dei sindaci contro i tagli del governo: "Non ci spaventano i sacrifici. Ma non si può trattare nello stesso modo chi è inefficiente e chi è virtuoso, come noi" di RODOLFO SALA

"Colpire chi spreca o aumenteremo le tasse"

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
(segue/4)


• PIERO FASSINO 4
"Si è tagliato oltre il limite
Così salta il patto di stabilità"

Trasporti e sanità sono stati ridotti e il fondo per la non autosufficienza è stato eliminato. Ma ai tagli non corrisponde un aumento dei trasferimenti. Il sindaco di Torino: "Serve un negoziato" di DIEGO LONGHIN, riprese di ALESSANDRO CONTALDO

"Si è tagliato oltre il limite. Così salta il patto di stabilità"

Welfare al capolinea

(fine/4)
commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
Confindustria-Rettori, otto punti per la crescita e l’occupazione dei giovani
redazioneweb08/11/2011 11:28

ACCORDO CONFINDUSTRIA–CRUI IN SINTESI – scarica testo integrale
1. ORIENTAMENTO VERSO LE LAUREE TECNICO-SCIENTIFICHE
Obiettivo: accrescere il numero di studenti italiani che si iscrivono a facoltà tecnico-scientifiche.
2. RICERCA E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Obiettivo: contribuire alla crescita della partecipazione italiana ai programmi europei di R&I e ampliare la collaborazione imprese–Università per il trasferimento tecnologico, secondo gli indirizzi di Europa 2020 e con particolare riferimento alle Piccole e Medie Imprese e alle Reti di Imprese.
3. OCCUPABILITÀ DEI LAUREATI TRIENNALI
Obiettivo: concorrere a ridurre l’età di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani italiani con titolo di studio terziario, adeguandolo alle medie europee e recuperare lo spazio lasciato dalla soppressione dei diplomi universitari.
4. DOTTORATO
Obiettivo: nel quadro della Riforma del terzo livello della formazione superiore, accrescere il numero di percorsi di Dottorato di Ricerca collegati con la domanda delle imprese e incentivarne il finanziamento da parte delle stesse.

(continua/1)

commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
(segue/2)

5. INTERNAZIONALIZZAZIONE
Obiettivo: rendere più attrattiva l’Università italiana per studenti e docenti stranieri eccellenti, in competizione con le migliori Università internazionali e in conformità con le “Linee Generali di indirizzo della Programmazione delle Università per il triennio 2010-2012” e con riferimento alla didattica e alla ricerca, nonché alle strategie attuate a livello europeo.
6. MONITORAGGIO DELLA RIFORMA: RECLUTAMENTO
Obiettivo: anche in considerazione del fatto che nei prossimi anni si realizzerà un notevole ricambio del corpo docente delle Università italiane, innescare un processo di miglioramento dell’Università e offrire all’ANVUR collaborazione per individuare metodi di riconoscimento della qualità dei ricercatori e dei docenti.
7. MONITORAGGIO DELLA RIFORMA: GOVERNANCE
Obiettivo: monitorare l’evoluzione della Governance degli Atenei in applicazione della Riforma, valorizzando l’azione per obiettivi e strategie, e favorendo sempre più il buon uso delle risorse, la chiarezza dei bilanci e la dialettica tra membri interni ed esterni.
8. BENCHMARKING INTERNAZIONALE
Obiettivo: accompagnare l’attuazione della Riforma mediante un confronto puntuale della situazione degli Atenei internazionali, in primis di quelli europei, in materia di finanziamento, fiscalità, ruolo del mondo imprenditoriale, trasferimento tecnologico, remunerazione e meccanismi di incentivazione.

Confindustria-Rettori, otto punti per la crescita e l’occupazione dei giovani

(fine/2)
commento di magnagrecia inviato il 16 novembre 2011
Allego, per un’utile comparazione, il documento sul Welfare presentato ed approvato dalla Assemblea Nazionale del PD tenutasi a Roma il 4 e 5 febbraio 2011:

• Commissione Welfare

Persone e famiglie al centro di una società più giusta, libera e solidale
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
La stragrande maggioranza, purtroppo, lo usa per leggere o per chiacchierare.

L'INTERVISTA
"Così ho regalato il web al mondo"
Parla Tim Berners Lee, il padre del www. "Con la mia invenzione non mi sono arricchito e c'è ancora una sfida da vincere: il divario digitale. Oggi festeggia a Roma i 20 anni della sua creatura
di RICCARDO LUNA
14 novembre 2011
[…]. Dopo 20 anni, il Web è diventato quello che aveva immaginato?
"Sono molto contento della quantità incredibile di cose successe, ma purtroppo non vedo tanta gente che usa il Web in modo efficace per realizzare nuove idee. Internet è nato come piattaforma per lavorare insieme, e invece quasi tutti si limitano a usarlo per leggere e basta. Evidentemente gli strumenti di collaborazione che abbiamo non sono ancora adeguati". […].

"Così ho regalato il web al mondo"
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
Estrapolo alcuni punti delle proposte e vi aggiungo un commento.

La riforma del Welfare su basi nuove.
• realizzare un più avanzato equilibrio tra universalismo e assicurazioni sociali basate sulla condizione lavorativa;


Ripartire dai soggetti deboli.
Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà, vogliamo promuovere l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che, per qualunque ragione, si trovano in condizioni di povertà.


Preliminarmente, osservo che noi Italiani, pur affermando il valore delle peculiarità di ciascun Paese, dovremmo applicare sistematicamente il principio del “benchmarking”, cioè guardare ai migliori leggi/sistemi/pratiche degli altri Paesi.

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/2)

Ne consegue che, siccome, per quanto riguarda il welfare, 2 sono gli aspetti che ci differenziano dalla maggioranza degli altri Paesi: 1) il reddito di cittadinanza universale (soltanto noi e la Grecia non lo prevediamo); e 2) le pensioni di anzianità, che negli altri Paesi non esistono, la politica sociale migliore consiste nell’affrontare insieme questi 2 aspetti, il che ci consentirebbe sia di allinearci agli altri Paesi UE, sia di reperire nella previdenza le risorse finanziarie necessarie per il Rmg, quindi lasciandole nel capitolo “spesa sociale”, che ora è in linea con la media OCSE; sia di abbandonare la pletora di trattamenti differenziati; sia di far fronte alla vera marginalità sociale, in drammatica crescita con l’attuale crisi; sia, infine, di evitare la diffusa e negativa pratica della distinzione tra figli e figliastri.

Per le ragioni predette, ho criticato nella "Lettera di PDnetwork" [1] tutte quelle soluzioni (DdL Ichino, proposta CGIL, proposta Draghi, PdL Madia, ecc.) che si discostavano da questa impostazione universalistica e/o generale e omnicomprensiva. Per converso, quindi, trovo molto apprezzabile e del tutto condivisibile l’approccio delineato in queste “Proposte del PD”.

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/3)

Puntare sui giovani.
Vogliamo promuovere l’autonomia dei giovani, superare il ritardo e la precarietà che caratterizzano il loro ingresso nel mondo del lavoro
Le famiglie vanno sostenute costruendo un contesto di servizi e di prestazioni che ne faciliti la formazione, ne migliori la qualità della vita quotidiana, le aiuti a fronteggiare le situazioni di fragilità, allevi il carico per le donne, riequilibri i ruoli di genere.


Io sono convinto – l’ho già scritto più volte - che alla base ci debba essere prima di tutto una radicale trasformazione culturale, che sciolga i lacci e lacciuoli che frenano il processo di autonomia dei giovani, che non può che riguardare in generale la società, ma in particolare i paradigmi educativi in seno alla famiglia.
Poi, ci vogliono le leggi, e con esse le risorse, per approntare servizi dedicati.

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/4)

Ripartire dai più piccoli.
Il tasso di crescita del Paese, le trasformazioni del mercato del lavoro e nelle famiglie, possono essere affrontati positivamente solo attraverso una moderna cultura dell’infanzia e politiche pubbliche conseguenti. Si rende perciò necessaria una legislazione organica riguardante:
• una Legge quadro e il Garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
• un sistema integrato dei servizi che garantisca il processo educativo e sostenga conciliazione e genitorialità;
• un sistema di media a misura di bambini e adolescenti.


Considerazioni analoghe a quelle formulate per i giovani valgono ancor più per la primissima infanzia. Ne ho già scritto ampiamente. L’anno scorso, lessi il documento del PD elaborato dal gruppo di lavoro al Senato coordinato dalla senatrice Serafini “Un nuovo piano straordinario per un’educazione di qualita’ 0-6” (Atto Senato n. 812 http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&leg=16&id=31770 ), relativo alla scuola, e mi permisi di scriverle, per rilevare che bisognava partire prima e lavorando nell’ambito familiare attraverso l’assistenza alla figura centrale: la madre (v. il mio ‘post’ [2]).

(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/5)

La casa è un diritto essenziale.
Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole.


(continua/5)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/6)

Anche per quanto riguarda la casa, ho scritto più volte (anche nella "Lettera di PDnetwork") che essa deve costituire una delle 3 misure principali per consentire a milioni di persone di far fronte al meglio alla crisi economica che sarà dura e lunga:
- Reddito di cittadinanza universale;
- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari;
- Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare di qualità.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, come diceva un famoso architetto del passato di cui non ricordo il nome, riecheggiando, pare, Che Guevara, le case popolari, proprio perché destinate al popolo, bisogna costruirle di qualità. Anche perché, aggiungo io, così durano molto a lungo. Se poi sono anche belle, funzionali ed a basso consumo energetico, è il massimo, anche per il benessere psicologico degli abitanti (relazione molto sottovalutata tra l'urbanistica e l'architettura e la psicologia delle persone).

(continua/6)
commento di magnagrecia inviato il 14 novembre 2011
(segue/7)

Infine, aggiungo due considerazioni.
1) Il segretario Bersani, intervistato nel febbraio scorso da Rainews, affermò che le 2 principali priorità erano il lavoro e la casa.
2) Come ho già scritto più volte (cfr. ad esempio la "Lettera di PDnetwork"), va ripristinata l’ICI sulla prima casa dei più abbienti e col ricavato (2,5 mld all'anno) va finanziato un corposo piano pluriennale di edilizia pubblica e popolare di qualità.

[1] Lettera di PDnetwork

[2] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo

(fine/7)
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
15 ottobre 2009
attivita' nel PDnetwork