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contributo inviato da magnagrecia il 10 novembre 2011
           

Egr. Sig. Vice Presidente Olli Rehn,

 

Sono un cittadino europeo, di nazionalità italiana.

Lei, anche oggi, non ha fatto altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei forse non sa, finora  i ricchi in Italia l’hanno fatta quasi franca, potendo contare sulla benevolenza del premier ed il sostegno di giornalisti e lobby varie.

 

E’ quasi superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

 

E’ perciò colpevole, Dott.Rehn, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed “ammuina” da “utili idioti” dei ricchi.

 

Mi vien purtroppo da pensare che Voi commissari UE, anche quando non siete tedeschi, siete severi a senso unico e persino noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, perché Lei non si occupa principalmente di varare queste misure assieme a tutta la Commissione UE?


Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria), addossati in gran parte sui meno abbienti e sui poveri: quanto si vuole ancora chiedere ai pensionandi, che, Lei forse non lo sa, includono diverse decine di migliaia di disoccupati completamente privi di tutele, anziché chiamare a contribuire chi ha di più?

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di vecchiaia di 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed ai giornalisti che chiedono le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, molto meno o addirittura nulla.

 

Mi permetto di inviarLe questo appunto esplicativo.

 

Cordialmente,

 

 

APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

 

Com’è noto, l’ammontare elevatissimo del debito pubblico e la stentata crescita, in un contesto di grave crisi economica che ha investito, a partire dal 2008, tutti i Paesi occidentali, hanno reso necessario il varo di una serie di manovre correttive severe, che hanno sempre interessato, ogni volta, anche la previdenza e l’assistenza. Ma non è finita. Si preannunciano, per reperire risorse, ulteriori interventi sulle pensioni, sollecitati dagli organismi europei. Provo allora a fare il punto.

 

Vorrei osservare che: a) si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendo opportunamente tra le due tipologie di pensione: vecchiaia e anzianità;  b) il sistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varate dal 1992 [1], è per il 3° anno in attivo [2] (nonostante la crisi occupazionale) ed in equilibrio fino al 2050 [3] (l’UE lo sa molto bene, ed anche la BCE, che ha menzionato nella famosa lettera soltanto quelle d’anzianità [4]); c) per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, infatti, è in linea addirittura col “benchmark” europeo [5], poiché è già ora a 66 anni (per effetto dell’eufemistica “finestra” di 12 mesi), dal 2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita; per crescere fino a 67 nel 2021 ed oltre 68 nel 2032 [6]; d) è vero, invece, che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate (età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media Ocse [7]; ma quelle ordinarie sono già a 41 anni e saliranno anch’esse gradualmente in base all’aspettativa di vita.

 

E’ opportuno puntualizzare, inoltre, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps, emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva [8] (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’Inps perché andata in difficoltà per troppa generosità [9]).

E tutto questo mentre, dai dati Istat sul rapporto annuale dell’Inps diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese [10].

 

In ogni caso, per restare allineati alla media Ocse della spesa sociale complessiva, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile di anzianità (da attuare attraverso il meccanismo di incentivi/disincentivi previsto dalla riforma Dini) dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il reddito minimo garantito universale (l’Italia è l’unico paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede), oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ pensionistico per i lavoratori precari.

 

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale [11].

Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond [12] (non a caso caldeggiati anche da Tremonti) e della TTF [13], occorre, in particolare:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente [14], l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi [15].
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimoniale ordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € [16];
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” [11]), per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito il 24-10 scorso [17]. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano anche i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

 

[1] Riforme delle Pensioni:Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011.

 

[2] Il Sole 24 Ore Radiocor - Roma, 28 lug

“Inps: Civ approva consuntivo 2010, avanzo finanziario cala a 1,66 mld”

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-961509/inps-civ-approva-consuntivo-2010/

“Pensioni. Perché è giusto indignarsi”

di Felice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

http://www.sinistrainrete.info/component/content/article/73-spesa-pubblica/1665-felice-roberto-pizzuti-pensioni-perche-e-giusto-indignarsi.html

 

[3] Programma Nazionale di Riforma

Bozza* – novembre 2010

http://europa.dol.it/allegatidef/piano%20Tremonti122384.pdf

N.B.: nella proiezione ivi contenuta, non sono comprese le misure 2011 sulle pensioni.

 

[4] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[5] Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

N.B.: I dati sono sintetizzati in questo articolo:

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723 

 

[6] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

 

[7] Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf 

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse

 

[8] “L’austerità vista da sinistra”

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002251.html

 

[9] “L’avventurosa storia dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali”

http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf

 

[10] Dati ISTAT sulla base del Rapporto INPS (v. Fig. 7)

http://www.istat.it/it/files/2011/06/testointegrale20110621.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+21%2Fgiu%2F2011+-+Testo+integrale.pdf

Il rapporto INPS 2010

http://www.pmi.it/file/whitepaper/000560.pdf

 

[11] Distribuzione della ricchezza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

 

[12] “EuroUnionBond per la nuova Europa”

di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml

 

[13] “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 marzo 2011 su un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo”

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0080+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

 

[14] “E Bankitalia rilancia l'Ici. Ripristinarla sulla prima casa ma tagliando le tasse sul lavoro”

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/14/bankitalia-rilancia-ici-ripristinarla-sulla.html

 

[15] “Abolizione dell’ICI”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html)

 

[16] Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html)

 

[17] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

P.S.: Per reperire i vari link attivi, do il link al mio 'post'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html


 
Post, Documenti e Articoli collegati:

Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

L’arrogante Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2799018.html   
 

La lettera dell’Italia alla UE contiene un errore macroscopico, laddove afferma che “il requisito anagrafico per il pensionamento [di vecchiaia] sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026”, dal momento che questo vale soltanto per le lavoratrici dipendenti del settore privato, mentre tutti gli altri arriveranno a 67 anni già nel 2021! (partendo dai 66 anni ed 1 mese già nel 2012). Va anche puntualizzato che tutto l’ambaradan seguente (almeno fino alla correzione di questo errore) nasce proprio soprattutto da questo equivoco e dall’ostinazione del governo (per l’opposizione della Lega Nord) a riformare le pensioni di anzianità, contravvenendo al diktat della BCE su questo tema specifico (lettera del 5 agosto 2011), ribadito poi dall’UE.
 
La lettera dell'Italia all'Ue
26 ottobre 2011
[…] Una finanza pubblica sostenibile. Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art.18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita. […]
http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_26/lettera-italia-ue_07594f00-fffa-11e0-9c44-5417ae399559.shtml
 
Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?
 
CRISI
Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"
Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"
07 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/ue_all_italia_chiarimenti_su_riforme-24581684/
 
Olli Rehn invia lettera a Tremonti: chiarimenti entro l'11 novembre
08 novembre 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-08/rehn-italia-preoccupa-molto-173332.shtml
 
Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"
Testo della lettera in italiano [*]
Richiesta di chiarimenti relativi alla lettera indirizzata dal primo ministro Silvio Berlusconi al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione europea
http://download.repubblica.it/pdf/2011/questionario_ue_al_governo.pdf
 
Dopo aver letto questo articolo, ho inviato la lettera al vice presidente Olli Rehn.
 
IL CASO
Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio. Si può fare di più sulle pensioni"
Il commissario europeo degli affarie conomici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit
10 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/10/news/ue_l_italia_non_raggiunger_il_pareggio_si_pu_fare_di_pi_sulle_pensioni-24771609/
 
Chiarimenti del Governo italiano all’UE
 
IL DOCUMENTO
La risposta del governo uscente alle "39 domande della Ue"
Documento di trenta pagine che ribatte punto per punto alle obiezioni della Comunità europea. Riforme costituzionali, tagli di spesa, evasione fiscale, pensioni, riforma fiscale e welfare, questi i punti affrontati da Tremonti
13 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/13/news/la_risposta_del_governo_uscente_alle_39_domande_della_ue-24947246/
 
Ue: «Ricevute le 39 risposte italiane, ora andranno studiate attentamente». Tremonti: da ritorno Ici 3,5 miliardi
Domenica 13 novembre 2011
http://www.ilmessaggero.it/home_economia/ue_ricevute_le_39_risposte_italiane_tremonti_da_ritorno_ici_35_miliardi/notizie/169836.shtml
 
(testo in inglese)
 Il testo della Lettera inviata dall'Italia ( 207,93 kB )
http://www.legautonomie.it/content/download/6375/33992/file/Lettera%20UE%20-%20Risposta-italia-UE.pdf
 Richiesta UE di chiarimenti al Governo Italiano ( 392,19 kB )
http://www.legautonomie.it/content/download/6398/34117/file/richiesta_chiarimenti_Ue.1320837027.pdf
Approfondimenti
La Lettera di intenti per l'Europa
Alleghiamo la Lettera contenente gli impegni del Governo italiano consegnata alla UE
http://www.legautonomie.it/Documenti/Europa/La-Lettera-di-intenti-per-l-Europa 
 
Berlusconi-Tremonti, ormai è rottura. “Sei pazzo”. “Il problema sei tu”
06/10/2011
http://www.siwikinews.it/index.php?title=Berlusconi-Tremonti,_ormai_%C3%A8_rottura._%E2%80%9CSei_pazzo%E2%80%9D._%E2%80%9CIl_problema_sei_tu%E2%80%9D
 
‘Berlusconi testa di cazzo’, Crosetto ammette: “Ero io al telefono”
8 novembre 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-testa-cazzo-crosetto-video-1009757/
 
[*] Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:
5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica, inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026 l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i generi dell’età pensionistica standard?
 
 


TAG:  ITALIA  PENSIONI  EQUITÀ  RICCHEZZA  COMMISSIONE UE  OLLI REHN 

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commenti a questo articolo 2
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.
Alcuni mesi fa, fu Deutch Bank a disfarsi dei titoli di Stato italiani, suscitando la riprovazione di Romano Prodi ( http://www.corriere.it/editoriali/11_luglio_29/mucchetti_d6d4bd28-b9a0-11e0-9ceb-ac21c519f82b.shtml ); in questi giorni, sono state le principali banche francesi.

Il caso
Spread, il colpo dei francesi ai tassi italiani
Le principali banche francesi hanno scaricato sul mercato quasi 20 miliardi di titoli di Stato italiani, contribuendo all'aumento dei rendimenti
dal nostro corrispondente Giampiero Martinotti
11 novembre 2011

Spread, il colpo dei francesi ai tassi italiani
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
ROBIN
Riconoscenza
Io non so neanche di che partito sia, guarda non mi interessa. Ma questo signor Spread minimo sottosegretario dobbiamo farlo

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/130698/riconoscenza
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
Quest’anno (e nei prossimi), per effetto delle misure sulla previdenza che hanno procrastinato il pensionamento, c’è stato un calo delle domande di pensione del 20%, con conseguenti minori esborsi, che si rifletteranno positivamente sul bilancio dell’INPS, accrescendone l’avanzo (e negativamente sulle tasche di migliaia di pensionandi).

PREVIDENZA
Inps, incassati 3,5 miliardi in più (+3,3%)
quattro miliardi dalla lotta dell'evasione

I dati aggiornati a ottobre. L'incremento maggiore viene dalle riscossioni ordinarie presso le aziende (+4,54%). Entro fine anno il recupero crediti potrebbe arrivare a sette miliardi
11 novembre 2011

Inps, incassati 3,5 miliardi in più (+3,3%), quattro miliardi dalla lotta dell'evasione
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
I giornali internazionali
La fine del Cavaliere in copertina
Il «saluto» di Economist e Time

Il settimanale britannico: «Inadatto fino all'ultimo»
Il periodico Usa: «L'uomo dell'economia più pericolosa»
11 novembre 2011

La fine del Cavaliere in copertina. Il «saluto» di “Economist” e “Time”
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
GLI INCONTRI DELLA FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA
Prodi: «Padoa Schioppa e io lasciammo nel 2008 con lo spread a quota 37»
Il Professore: «Non siamo da buttare, serve uno slancio». Vegas (Consob): Ue, troppe Autorità vogliono comandare
Paola Pica
11 novembre 2011

Prodi: «Padoa Schioppa e io lasciammo nel 2008 con lo spread a quota 37»
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
Dalla Lettera di PDnetwork, nella quale proponevamo una riduzione delle spese militari, traggo la nota 14:
[14] Spese militari.
Analisi quali-quantitative – 6 – Spese militari: classifica dei Paesi
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2564326
Il Senato ha approvato con voto unanime la mozione sul nuovo modello di difesa europeo
Pegorer: Ridisegnare il ruolo delle nostre Forze armate
Scanu: Ora il governo presenti nuove linee
Pinotti: Il Parlamento discuta presto di linee strategiche
Italia: 15 miliardi di euro per nuovi aerei F35
http://www.laveracronaca.com/index.php?option=com_content&view=article&id=426:impazza-la-crisi-e-litalia-spende-15-miliardi-per-gli-f-35&catid=1:ultime&Itemid=29
29 miliardi di euro per navi, caccia, bombardieri ed elicotteri. È ora di tagliare la spesa, quella militare
http://www.polisblog.it/post/7822/29-miliardi-di-euro-per-navi-caccia-bombardieri-ed-elicotteri-e-ora-di-tagliare-la-spesa-quella-militare

E traggo ciò che scrissi nell’analisi delle spese militari:
[…]. Il che vuol dire che l'Europa, pur spendendo la metà degli USA, ha un peso militare proporzionalmente molto inferiore.

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
(segue/3)

Se ne ricava quindi facilmente che sarebbe opportuno dare realizzazione al più presto al da tempo progettato ma non ancora attuato esercito europeo, che consentirebbe la scelta tra due opzioni: a) accrescere sensibilmente l'efficacia-efficienza-qualità delle spese militari, lasciandone invariato l'ammontare complessivo, oppure b) ridurre l'ammontare delle spese militari lasciando invariato l'attuale peso militare europeo.
La grave crisi economica in corso, prodromo di un declino che è effetto del riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere a livello planetario, rende questascelta insieme inevitabile ed urgente.


Riporto sul tema quest’inchiesta di Repubblica/L’Espresso:

SPRECHI CON LE STELLETTE
La macchina militare italiana ingoia ogni anno 27 miliardi di euro: quattro volte il fondo ordinario delle università. Ma alle spalle dei dodicimila soldati d'eccellenza che dall'Afghanistan al Libano garantiscono missioni di alto livello c'è un elefantiaco apparato di 190mila addetti che non collima nè con le esigenze strategiche nè con le logiche di bilancio. Siamo andati a vedere come e perché
10-11-11

Berlino ridisegna il capitalismo Ue

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 12 novembre 2011
(segue/3)

Tremonti avverte: tagli sbagliati,
si rischia una Difesa inefficiente


Repubblica è venuta in possesso di due documenti riservati, che ministri dell'Economia e della Difesa hanno stilato ma non hanno mai discusso in Parlamento. La drastica riduzione della spesa resa necessaria dalla crisi sta andando a colpire, anzichè gli sprechi, i settori nevralgici delle Forze armate. Ecco dove e come.
10-11-11

Tremonti avverte: tagli sbagliati, si rischia una Difesa inefficiente

(fine/3)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Titoli tossici
Obbligazioni a salsiccia franco-tedesche

Per titoli «tossici»
si intendono quelle obbligazioni a salsiccia,
create impacchettando mutui subprime e titoli strutturati,
che da anni non hanno più un mercato..

Due articoli molto interessanti, ve li posto (georgia)

Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino
Morya Longo e Fabio Pavesi

Sono più tossici i titoli che da anni tutti chiamano «tossici», oppure i titoli di Stato che per anni sono stati da tutti considerati a «rischio zero»? L'European banking authority (Eba), imponendo aumenti di capitale per 106 miliardi di euro solo agli istituti più esposti sui titoli di Stato di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, ha dato la sua risposta: sono più pericolosi i bond governativi. Punto a capo. Sta di fatto che, così facendo, l'Eba ha penalizzato banche come quelle italiane o spagnole, ma ha salvato le francesi e le tedesche. Eppure, a ben guardare, in quei Paesi i problemi non mancano: gli istituti sono pieni di titoli tossici, hanno una leva finanziaria più elevata, hanno sempre fatto molto meno credito alle imprese. Il «Sole 24 Ore», numeri alla mano, è in grado di dimostrarlo.

Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/2)

Berlino ridisegna il capitalismo Ue
Joseph Halevi

Sul Sole24Ore di sabato 29 ottobre è apparso un importante articolo di Morya Longo e Fabio Pavesi: «Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino». Viene quantitativamente confermata l'osservazione che facciamo da tempo: i sistemi bancari più infetti sono il tedesco e il francese e quindi anche il belga, strettamente legato a Parigi.
Dallo studio emerge che le banche gallico-teutoniche tuttora detengono un grande ammontare di titoli provenienti dagli anni di bengodi finanziaria in cui sparivano i denari di cassa per trasformarsi in scatole cinesi di derivati e pacchetti strutturati.
Tali titoli appaiono ancora col valore attribuito al momento della loro creazione ma in realtà oggi avrebbero un valore zero o quasi, cosa che comporterebbe il crollo delle banche più esposte. In rapporto al patrimonio di vigilanza la Deutsche Bank é la più contaminata con un'esposizione di oltre il 95%. La altre però non scherzano affatto. La Bnp-Paribas ha un rapporto pari al 37% ed il Credit Agricole del 28%.
Complessivamente la presenza di questi titoli in Italia é molto bassa, solo il 4% del totale; lo stesso dicasi per la Spagna.
Nell'articolo analitico di spalla Fabio Pavesi osserva come nulla sia stato fatto per sterilizzare quei prodotti mentre vengono resi tossici, grazie alle decisioni prese a Berlino, Francoforte e Bruxelles, i titoli pubblici nazionali che sono invece preferiti, proprio perché di Stato, dalle banche italiane e spagnole.


(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/3)

Longo e Pavesi forniscono inoltre un'informazione cruciale per capire le strategie in atto. La European Banking Authority (Eba) ha imposto aumenti di capitale alle banche italiane, spagnole, irlandesi, portoghesi e greche perché piene di buoni del tesoro.
In tal modo l'Eba protegge le banche tedesche e francesi infette e penalizza quelle dei paesi sotto tiro. E' un atto istituzionale il cui messaggio é preciso: sui franco-tedeschi non viene fatta alcuna pressione per liberarsi dei titoli tossici, mentre l'intero peso della paura dell'infezione e del fallimento viene spostato sui buoni pubblici e sulle banche dei paesi dichiarati colpevoli.
Non sono errori di valutazione. Si tratta dell'esercizio puramente machiavellico dei rapporti di forza intercapitalistici a livello europeo. Ancora una volta viene dimostrato che é assurdo parlare di Europa come se fosse uno spazio politico condiviso e comune le cui istituzioni si occupano dei membri discoli.
Francia e Germania vogliono esonerare il proprio sistema bancario da ogni controllo e giudizio esterno mentre intervengono liberamente negli affari degli altri paesi tramite il falso alibi del debito pubblico. A tal fine mobilitano le istituzioni dette europee che non sono per niente democratiche bensi riflettono l'evoluzione dei rapporti di forza.



(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/4)

La crisi del 2008 ha aperto una nuova fase nella dinamica della riconfigurazione del capitalismo europeo. Il processo é diretto dalla Germania convinta che, grazie all'espansione delle sue esportazioni extraeuropee, possa far pesare l'aggiustamento finanziario sia privato che pubblico dell'eurozona soprattutto su alcuni paesi terzi.
Tra questi la Francia non può esserci più di quanto decida Parigi stessa, altrimenti l'impianto su cui poggia la Germania franerebbe. Non possono esserci nemmeno l'Austria e il Benelux perché costituiscono parte essenziale del blocco neomercantilista tedesco. Il fuoco é diretto sia verso i paesi dell eurozona col maggiore debito pubblico che verso quelli che pur essendo stati virtuosi si trovano ora risucchiati nel baratro della depressione economica.
Il Manifesto, 1 novembre 2011

Berlino ridisegna il capitalismo Ue

(fine/4)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
I fuochi d’artificio non so, lo spumante è già pronto in frigorifero.

18:50 Financial Times: "Italiani preparano fuochi d'artificio" 206 –"Gli italiani stanno preparando fuochi d'artificio in attesa delle dimissioni di Silvio Berlusconi da primo ministro. Ma il suo dominio sulla vita pubblica italiana per gran parte degli ultimi 20 anni è stato tale che i loro festeggiamenti saranno in sordina per paura di non averne ancora visto la fine". Lo scrive in Financial Times on line, osservando che in Italia "c'è un certo rimorso perché non sono stati gli elettori a cacciarlo, ma anonime forze di mercato".
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Il sedicente sindacalista Luigi Angeletti fa il “duro”.

18:33 Angeletti: "Ok confronto ma uniformare trattamenti" 201 –La Uil non ha "nessuna obiezione" a confrontarsi sul tema della pensioni, ma a patto che la discussione sia preceduta da una misura, "uniformare i trattamenti di tutti gli italiani, politici compresi". Lo ha affermato il segretario generale Luigi Angeletti.
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Quanto ci saranno costati alla fine i 2 incompetenti e fuori di testa Silvio B. e Giulio T.?

18:17 Effetto Monti, Italia risparmia 3,2 mld di interessi 192 –Le previsioni degli investitori si sono avverate e l'addio di Berlusconi a favore di un possibile governo Monti ha fatto calare lo spread di un centinaio di punti. Per gli italiani si tratta di un risparmio teorico di oltre 3 miliardi solo nel primo anno, secondo conteggi fatti recentemente da Bankitalia, in audizione al Senato.

commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Parola di “bottegaia”.

13:26 Merkel contraria a ruolo attivo Bce 98 –La cancelliera tedesca Angela Merkel rifiuta un ruolo attivo della Banca centrale europea (Bce) nella risoluzione della crisi del debito. Lo ha confermato stamani in una conferenza stampa il portavoce di Merkel, Steffen Seibert. ''Le attuali regole per la Bce sono valide'', ha detto Seibert. Il compito principale dell'Eurotwer rimane quello di garantire la stabilita' dei prezzi e della moneta. ''Gli Stati devono ridurre i loro debiti - ha aggiunto - Questa è la strada più difficile, ma necessaria e inevitabile''
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Panorama.it
Crisi, Olli Rehn chiede rigore all’Europa. Forse troppo - L’INTERVISTA
11 novembre 2011

Crisi, Olli Rehn chiede rigore all’Europa. Forse troppo - L’INTERVISTA
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Olli Rehn: rischio default per cinque Paesi. Non c'è l'Italia
inserito da: Redazionepubblicato il: 10/11/2011 12:48
Il commissario Ue agli Affari monetari, Olli Rehn, denuncia che ci sono ben cinque Paesi a rischo default, cinque Paesi che non hanno ancora fornito alcuna documentazione per provare che stanno prendendo le misure necessarie per correggere il loro deficit. I cinque Paesi sono Belgio, Cipro, Ungheria, Malta e Polonia. Rehn presentando le previsioni economiche di autunno a Bruxelles ha aggiunto che "La ripresa economica Ue è in stallo"e chiede di accelerare su riforme e crescita.

Per l'Italia Rehn chiede che si faccia di più rendendo effettivo il pacchetto di riforme strutturali e attende entro breve tempo chiarimenti da parte delle autorità italiane sui tempi di applicazione delle misure promesse nella lettera di intenti presentata da Berlusconi. Per Rehn quella lettera non basta

Olli Rehn: rischio default per cinque Paesi. Non c'è l'Italia
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
12:37 Ue: "Attendiamo ancora risposte da Italia" 82 –La Commissione europea "non ha ancora ricevuto le risposte al questionario" inviato la settimana scorsa per avere chiarimenti sulla 'lettera d'intenti' del governo. Lo ha detto Olivier Bailly, portavoce dell'esecutivo, precisando che "la fine della settimana in Italia non e' venerdi' sera, vediamo cosa succede nelle prossime 48 ore".
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Ovvio. Ha anche il significato di un’apertura.

15:33 Camusso: "Pensioni non sono terreno per fare cassa" 134 –"Le pensioni non saranno mai un terreno da cui fare cassa e trovare risorse". Lo ha detto a Taranto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
13:21 Camusso: "Priorità è ripristino equità fiscale" 97 –''Come abbiamo detto con grande costanza in questo periodo riteniamo si debba ripristinare l'equità fiscale. Partiamo dal fatto che paghino i patrimoni, che paghino le grandi rendite, che paghino i grandi proprietari immobiliari, che si torni a delle norme corrette sulla successione dei beni''. Lo ha sottolineato la leader della Cgil, Susanna Camusso,

commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Il PD, come si sa, è per l’applicazione della legge Dini, basata su incentivi/disincentivi.

10:25 Pensioni, Bersani: "Si può alzare età, ma vantaggi vadano a giovani" 38 –Sulle pensioni ''il Pd ha la sua idea: si possono alzare i meccanismi di uscita di fatto, con meccanismi volontari e flessibili che, però devono andare a vantaggio del welfare della nuova generazione''. Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Mattino 5: ''Siamo pronti a discutere, ma i meccanismi devono essere interni al sistema del welfare e non per fare cassa e chiudere buchi''.
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
09:44 The Guardian: "Con Berlusconi 17 anni di crescente povertà" 24 –Diciassette anni di Silvio Berlusconi alla guida dell'Italia hanno portato a un aumento della povertà, al dilagare del corporativismo, a un rafforzamento della criminalità organizzata, al prosperare del mercato nero e a una scioccante fuga dei cervelli. Questo il giudizio espresso oggi dal quotidiano britannico The Guardian. Raccogliere i pezzi sarà lungo e doloroso, e l'Italia potrebbe diventare un Paese diverso nel frattempo - sottolinea il giornalista Tobias Jones, già autore del libro 'The Dark Heart of Italy' - verranno approvate misure di austerità, che porteranno a un aumento delle tasse e della povertà. Ma, da molti punti di vista, è difficile immaginare che le cose possano andare peggio di quanto vadano ora".
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
09:31 Bersani: "Far pagare chi non lo ha mai fatto" 21 –Dal governo del commissario Monti, Nichi Vendola si aspetta una patrimoniale sui redditi alti. Un'ipotesi che almeno nello spirito trova d'accordo Pier Luigi Bersani. A Mattino Cinque, il leader del Pd annuncia: "Sul programma" del futuro esecutivo "discuteremo, ma noi abbiamo le nostre proposte e certamente sul piano della fiscalità vogliamo che contribuisca chi non ha mai contribuito fin qui".
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Copio-incollo dal mio blog il commento di Fabio1963 e la mia replica.

INVIATE TUTTI IL MESSAGGIO AL VICE PRESIDENTE OLLI REHN (attraverso il sito della Commissione UE).


# 1 commento di
fabio1963 - lasciato il 11/11/2011 alle 18:25
,93.43.45.232
[sospendi commento]
Ho letto la lettera (non ho capito se l'hai scritta tu), comunque a chiunque l'avesse scritta faccio i miei complimenti: è sacrosanta e ne condivido ogni parola!
Come al solito ti saluto con amicizia.

# 2 commento di
magnagrecia - lasciato il 11/11/2011 alle 18:51
,84.223.195.251
[sospendi commento]
Certo che l'ho scritta io, chi vuoi che l'abbia scritta.
Scrivigliela anche tu, facciamo valere la pressione del web.
Ciao.



commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
Riporto la lettera, dello stesso tenore, che ho inviato al direttore del Corriere della Sera (ora in seconda pagina del forum):

Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
IL PERSONAGGIO
Il Professore e il pressing dei partiti
"Scelgo io ministri e programma"

Mario Monti arriva da Berlino senza scorta. L'ipotesi di una squadra di tecnici di ALBERTO D'ARGENIO
11 novembre 2011

Il Professore e il pressing dei partiti. "Scelgo io ministri e programma"

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/2)

11 novembre 2011
Tutti gli uomini del bocconiano
Il neosenatore sale al Colle, domenica l’incarico, ma il toto-ministri è già partito
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/130708/tutti_gli_uomini_del_bocconiano
Rudy Francesco Calvo

Tutti gli uomini del bocconiano

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/3)

11 novembre 2011
La Cgil guarda Monti con sospetto
Via libera delle imprese mentre il governissimo divide i sindacati: solo da Cisl e Uil un sì convinto
Gianni Del Vecchio

La Cgil guarda Monti con sospetto

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 11 novembre 2011
(segue/4)

CENTROSINISTRA
Monti, appello di Bersani a Di Pietro
L'ex pm: "Vedremo punto per punto"

Il segretario democratico: "Metti da parte gli egoismi di parte". La replica: "Governo tecnico? Semmai a tempo. Vogliamo sapere qual è la squadra, il programma, la coalizione"
11 novembre 2011

Monti, appello di Bersani a Di Pietro. L'ex pm: "Vedremo punto per punto"

(fine/4)
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