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contributo inviato da Giutre il 10 novembre 2011

Se c'era bisogno di una domostrazione della nescessità d'istituire la “Repubblica Presidenziale”, il Colle ieri l'ha data ed è stata eclatante.

Ormai, purtroppo, l'attuale linea orrizontale dei poteri al vertice dello Stato (che ci hanno garantito e protetto dalle vellieta dittatoriali che in qualche modo si sono manifestate)non è più in grado di rispondere, adeguatamente e tempestivamente, alle necessità, politiche,sociale ed economico finanziarie, che la società odierna richiede.

Le decisioni dell'esecutivo sono soggette: A lungaggini e ritardi provocati da veti incrociati,pesonalismi,interessi di bottega, polemiche e chiacchiericci di ogni tipo, posti in essere dai politici delle varie anime, per quali il funzionamento e la successione degli atti formali subisce rallentamenti e rivii tali che,concessi dalla Repubblica Parlamentare, cioè la forma di governo in vigore, sono incompatibili rispetto alle necessità,non ha gli anticorpi per contenerne gli effetti deleteri.

Il passaggio alla forma di governo Presidenziale è ormai inderogabile: Quanto e costata al paese l'incertezza, il litigio e la mancanza di decisione di questi ultimi due o tre mesi? Quanti MLD di € di capitalizzazione sono stati bruciati sull'altare di: Patrimoniale si, patrimoniale no?

Se il Presidente della Repubblica avesse potuto esplicitamente dare l'altolà al capo del governo, o addirittura licenziarlo quando lo spread si stava avvicinando ai 200 punti, non avremmo arginato, almeno in parte,gli effetti che ci riguardano, come paese, della crisi?

Da qui per, quanto mi riguarda e per quello che può contare il parere din cittadino qualunque, mi pare di aver capito che si debba ripescare la riforma, studiata a suo tempo dalla commissione bicamerale presieduta da l'on D'Alema (non andata in porto per volontà di Berlusconi che, chissa quante volte si sarà morso le dita per averla respinta).

Non facciamoci illusioni non tarderà ad arrivare un'altra bufera finanaziaria come l'attuale, (posto che se ne esca in tempi brevi). Non andiamo a cercare alibi e/o esorcismi nei comportamenti dei mercati che fanno il loro mestiere, o nelle banche dei nostri partner europei, come si vagheggia da parte di qualche firma giornalistica (che brilla di luce riflessa). La responsabilità della “nostra” situazione è solo nostra, se siamo l'anello debole,e, ancora peggio, lo siamo per la nostra incapacita istituzionale di reagire al e nel momento giusto.

TAG:  REPUBBLICA  POTERI  STATO  PRESIDENZIALE  PARLAMENTARE  NECESSITÀ  ESECUTIVO  FORMA  RIFORMA 
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