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contributo inviato da cesare pisano il 10 novembre 2011

Di Cesare Pisano

...UN VERO DISASTRO...infatti, se dovessimo andare a votare con la legge-porcellum di Calderoli; infatti, ci troveremmo allo stesso punto; dovremmo aspettare altri 5 lunghi anni, prima di produrre le vere Riforme, che dipendono dalla nuova legge elettorale: Nuove Istituzioni, dimezzamento dei Parlamentari, Senato federale....e ritorno ai cittadini del diritto di potere scegliere, col voto, il proprio politico, su cui ripongono la fiducia...

La legge elettorale attuale è una legge truffaldina; essa truffa il cittadino espropriandolo del suo diritto alla scelta del candidato politico; la legge voluta dalle destre, e mantenuta dal Governo Prodi, è una legge antidemocratica, centralista, che permette al potere di reiterarsi e di gestire la democrazia a suo piacimento

Dopo le dimissioni del Premier diventa’ importantissimo il passaggio attraverso una fase politica intermedia, che va dalle dimissioni del Premier alla nuova legislatura, dopo l’esperienza di un Governo di tipo Presidenziale, capace di creare le premesse per imprimer un trend il cui percorso, ripreso nella nuova legislatura dal Governo, nato dalle lezioni, con la nuova legge elettorale, porterebbe a realizzare tutte quelle Riforme proclamate da tempo, ma, mai realizzate.

La crisi dei valori della democrazia ha bloccato la crescita economica, lo snellimento dello Stato ed ha bloccato la politica ad azioni non sempre finalizzate al bene comune di tutti.

Una politica nuova, e si spera di qualità, capace di far crescere l’economia, la cultura, la qualità dell’esistere, lo stesso individuo, attraverso la riaffermazione della Repubblica democratica basata sull’esercizio dei diritti delle libertà del cittadino, a cominciare dalla scelta elettorale del politico di fiducia.

Se non si comincia dal diritto del cittadino, alla scelta politica e dei politici, non può mai affermarsi la Repubblica, nelle sue funzioni di tutela delle varie forme democratiche; si trasformerebbe il cittadino in un essere passivo, incapace di monitorare la politica, se non ricorrendo alle manifestazioni ed invadendo le Piazze, per tentare di dire la sua, in alternativa al potere, diventato cieco e ad un Parlamento diventato spazio per interessi personali e molto poco o nulli per quelli del popolo democratico.

Un Parlamento formato da nominati non assicura la piena democrazia; infatti, i vari eletti non si sentirebbero legati a nessuna parte degli interessi dell’elettorato, perché la loro presenza parlamentare avviene attraverso la nomina e non la scelta elettorale.

Pertanto, dev’essere auspicabile riaffermare la democrazia nella Repubblica; è necessario continuare la legislatura affidando l’incarico ad un super partes riconosciuto da tutti; un Governo Presidenziale il cui programma minimo, ma necessario, possa prevedere alcune delle Riforme dalle quali, poi, si innesterà tutta l’azione innovativa del futuro Governo, eletto con la nuova legge elettorale e capace di dare risposte più democratiche, dentro un Parlamento di scelti dalla collettività.

Abbiamo assistito troppe volte all’uso indiscriminato delle richieste di fiducia, che hanno annullato la democrazia, attraverso l’annullamento del confronto democratico, perché i vari nominati della maggioranza non potevano esprimere la loro libera coscienza democratica, in quanto avevano l’obbligo di integrarsi con il carattere monolitico del potere, più vicino agli interessi personalistici e di sistema, che di quelli della collettività.

Ricordiamoci che la democrazia è un composto di due parole, Demos e Crazia, il cui significato si rappresenta come il “Potere nelle mani del Popolo”; in democrazia questo potere si esplica con le libere elezioni, a patto che il cittadino possa esercitare questa sua scelta, capace di portarlo ad individuare il politico di sua fiducia, che deve, poi, completare il concetto della democrazia, assumendosi la responsabilità di gestire la sua politica, non per realizzare interessi personalistici, clientelari, familistici o sistemici, ma, per concretizzare in azioni politiche di qualità la su azione, per la quale lo stesso è stato eletto e siede in Parlamento, mantenuto economicamente, coi voti di tutta la collettività.

TAG:  PARLAMENTO  NOVE ELEZIONI  PORCELLUM  LEGGE ELETTORALE  GOVERNO PRESIDENZIALE   

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