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contributo inviato da MarcoBorciani il 9 novembre 2011
Lo scenario che si è aperto con la salita al Colle di ieri sera del premier è solo apparentemente esaltante. Dietro si cela qualcosa di terribilmente drammatico: basti vedere l'andamento dei mercati finanziari odierni (Piazza Affari chiude a -3,78% e lo spread ha raggiunto quota 570 e chiuso a 552). La nota politica emanata dal Quirinale, poi, evidenzia una preoccupazione fortissima del Presidente Napolitano. Di fronte a questo, pullulano le dichiarazioni di intenti del centrosinistra e i desiderata del centrodestra.

E ora? Che ne sarà del nostro Paese?
Non è dato sapersi, ma ciò che è auspicabile e, in qualche modo conveniente, è che le responsabilità, oneri e non onori a ben vedere, vengano affidate a forze politiche differenti da quelle che finora hanno dominato l'(in)attività politica. Lo dico non perché speri personalmente in un "ribaltone" per mano della Presidenza della Repubblica, ma perché ritengo evidente l'assoluta incompetenza e inaffidabilità di quanti in questi mesi hanno tergiversato lungamente senza indurre i necessari cambiamenti del sistema. Dunque, non più ruoli di governo all'attuale schieramento di (ex)maggioranza, ma a una serie di personalità politiche e tecniche che diano un fortissimo impulso alla ripresa e, ancor più, alla credibilità di cui il nostro Paese ha bisogno.
In questo scenario è indiscutibile la partecipazione delle forze d'opposizione e, come ha detto senza mezzi termini il Segretario Bersani e come ha giustamente ripreso anche Casini, è indispensabile che su tutte sia coinvolto il Partito Democratico, in qualità di primo partito del Paese.

A fronte di ciò, però, è fondamentale una "riflessione interna".
O meglio: è importantissimo che il PD per primo si impegni sia sul fronte dell'amministrazione dello Stato, ma soprattutto ad intraprendere quella campagna elettorale prospettata nella nota del Quirinale e che, a ben vedere, sarà tanto aspra quanto temporalmente contenuta.
Si è aperta, dunque, una fase transitoria durante la quale il PD deve svelare la propria identità di forza di governo, elaborando una strategia per amministrare il Paese e portarlo fuori dal precipizio in cui ci ha precipitato Berlusconi con tutto il suo entourage. 
Insomma, tocca a noi Democratici prenderci sulle spalle le responsabilità di Ricostruire il Paese: lo dobbiamo, lo possiamo e lo vogliamo fare. 
Tocca a noi essere il traino della ripartenza; tocca a noi ridare vigore alla produttività italiana (sia industriale che intellettuale); tocca a noi riaccendere il motore del Paese. Tocca a noi, come ha detto Bersani sabato a Roma, ridare Fiducia all'Italia. Tocca a noi, sempre citando Bersani, ristabilire la Verità delle cose, quale che essa sia. Tocca a noi Ricostruire l'Italia migliore. Tocca a noi tutto questo per noi e per l'Italia.
TAG:  DIMISSIONI  BERLUSCONI  QUIRINALE  PD  BERSANI  FIDUCIA  VERITÀ  RICOSTRUZIONE 
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