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contributo inviato da Achille_Passoni il 1 novembre 2011


La metà dei soldi li ha messi la Regione (61 milioni) l'altra metà (58) i grandi gruppi internazionali che investono in Toscana e che qui hanno già stabilimenti produttivi. Se il Governo in questi giorni è sempre più vicino al collasso, la Toscana si attrezza da parte sua con una politica industriale territoriale. Sono stati finanziati quattordici progetti industriali selezionati in base al legame che potranno sviluppare col territorio e alla possibilità di creare posti di lavoro.

Le imprese coinvolte come capofila sono tra le più importanti che operano nella regione a cominciare da General Eletric, Esaote, El. En, De Tomaso, RIchard Ginori e molte altre. La firma dei contratti da parte di queste aziende impegna l'assunzione di 109 ricercatori, ma secondo le stime dell'Irpet ci potrebbe essere un aumento di sette volte di più. Quindi l'equazione ricerca, innovazione, produzione, posti di lavoro sembra ancora una volta non fare un piega.

Più volte avete potuto leggere da me su questo blog quanto sia determinante per la crescita regionale il settore manifatturiero, tant'è che le crisi industriali più difficili, anche in termini di costi sociali, riguardano proprio l'industria. E sono proprio l'innovazione e il rafforzamento dei centri di eccellenza ad essere il fulcro da cui dipende la presenza di quella grande e media impresa che costituisce il motore della produzione di qualità e quindi di livelli elevati di prodotti competitivi.

I progetti in questione sono stati presentati da grandi aziende in partenariato con aziende piccole e medie, università e centri di ricerca nei settori della comunicazione, della meccanica avanzata, della robotica. La Toscana ha dimostrato ancora una volta di esserci, nonostante un Governo sempre più assente.
TAG:  TOSCANA  LAVORO  CRISI  INDUSTRIA  MANIFATTURA  REGIONE  SVILUPPO 

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