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contributo inviato da Claudia Castaldini il 1 novembre 2011

Come si fa a fare crescere l'economia, data la situazione internazionale, data la situazione italiana e i danni fatti dal governo in carica, date le previsioni che mostrano andamenti lenti se non stagnazione?  Questo è il fulcro di ogni analisi di questi giorni, mentre le cifre che quantificano il problema peggiorano di giorno in giorno.  Aggiungerei anche:  come si fa a far crescere un'economia che finora in massima parte è stata in contrasto con l'ambiente?  Non ho le risposte in tasca per tutto, ma forse se ci decidessimo a lavorare su un rilancio dell'economia fondato sull'economia verde riusciremmo a trovare risposte e a modificare una tendenza che non è predefinita ma dipende in larga parte dalle scelte politiche, come molte esperienze e studi ci suggeriscono - molti dei quali citati nei post di questo blog.
"Fondato", e non "tradizionale, con qualche elemento" di economia verde, così per dire che siamo attenti all'ambiente. C'è un'enorme necessità di ridurre le conseguenze ambientali dell'esistente, di rispondere a una richiesta di servizi di basso impatto, di efficientare il patrimonio edilizio, di produrre energia pulita, di realizzare un sistema smart grid efficiente, di innovare ed efficientare le produzioni industriali, e di farlo davvero invece di continuare con il consumo di territorio, il sostegno a fonti energetiche inquinanti, le vecchie produzioni che perdono fette di mercato mentre altri conquistano le proprie. C'è bisogno di una politica energetica degna di tale nome, che vada insieme ad una politica industriale degna di tale nome.
Dunque, non basta più parlare di "crescita economica", bisogna parlare di "quale" crescita economica. Il concetto di crescita del Pil, già da tempo messo in discussione per la sua incapacità di rilevare il reale stato di salute di una società e della qualità della vita che in essa si vive, può essere legato a questi concetti se lo si vuole, cioè se la politica lo vuole. Se siamo tutti d'accordo che la finanza non può guidare l'economia reale - e sarebbe ora di intervenire concretamente - dobbiamo trovare elementi d'accordo anche sul tipo di economia reale su cui investire. La via per decidere questo non può che essere vista da uno sguardo sul futuro, e nemmeno tanto lontano, il futuro di tutti noi e dell'Italia. Viene da chiedersi infatti che cosa si aspetti per uscire fuori dalle dinamiche perverse in cui ci stiamo incastrando, e che rischiamo di pagare a caro prezzo all'aggravarsi delle stesse.
 

TAG:  ECONOMIA  CRISI ECONOMICA  POLITICA ENERGETICA  ECONOMIA VERDE  GREEN ECONOMY  RISPARMIO ENERGETICO  EFFICIENZA ENERGETICA  FUTURO  DIBATTITO POLITICO  ENERGIA  INQUINAMENTO  FINANZA 

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