.
contributo inviato da stefanocamattini il 1 novembre 2011

A Concita De Gregorio, Repubblica,

ho letto con attenzione il suo articolo, dedicato alla manifestazione tenuta a Firenze presso la ex stazione Leopolda , manifestazione organizzata da Matteo Renzi.

Il suo articolo inizia con questa frase: <Matteo Renzi è un populista di centro...> e poi continua cercando di confrontare i personaggi ritenuti populisti avvicendatisi nell’ultimo secolo.

La prima cosa a cui ho pensato, leggendo il suo articolo, è se davvero Matteo Renzi debba essere definito un populista.

Ed allora sono andato a leggere la definizione del termine sul dizionario, e il termine può essere riassunto in:” Atteggiamento o movimento politico tendente a esaltare il ruolo e i valori delle classi popolari,  volto ad assecondare le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, e della loro opportunità”.

Ho pensato anche,  che per l’ascesa di una persona ritenuta populista,  servano determinate  premesse e cioè,  che nella società civile,  si instauri l’idea  che il potere sia racchiuso all’interno di  un “sistema”,  cioè la “partitocrazia,  e che questo sistema sia gestito da un élite che “congiuri” contro la “gente”,  e che per farlo,  si serva delle istituzioni democratiche. Tutto questo fa diventare  la politica un mezzo per curare unicamente gli interessi di chi sta al potere, a discapito di tutti, in questo modo la politica  diventa una cosa negativa agli occhi della “gente”, ed allora ecco che il popolo o  la “gente”  pensa  di essere l’unico tenutario  del giusto.

A pensarci bene è quello che sta succedendo in Italia e quindi  mi viene da pensare che il populismo non sia tanto legato ad una persona ma ad una situazione che si va creando nel Paese.

Renzi è un populista perchè denuncia lo stato di inadeguatezza dell’attuale classe politica? perchè chiede un ricambio generazionale ad una classe  dirigenziale fallimentare? Perchè chiede al partito di guardare con attenzione ai movimenti?

Signora De Gregorio, in questa Italia come si fa, allora, a non essere populista?

Buona parte degli elettori contestano al segretario del partito democratico una scarsa “leadership”, che basa la sua strategia politica soprattutto sulla richiesta di dimissioni dell’attuale Primo Ministro  Berlusconi,  senza dare un importante contributo di idee di rinnovamento (il PDL e la Lega perdono voti ma il PD non ne guadagna poi tanti).

Ora che, all’orizzonte politico, emerge un giovane all’interno del Pd che dimostra di saper parlare alla gente, e che chiede cose concrete (trasparenza, moralità, riduzione dei costi) la stampa (anche quella considerata amica) lo impallina, riducendolo ad una figura populista che vuole spaccare la sinistra ed oltretutto definendolo di centro.

No, io non ci sto, e spero che come me la pensino in tanti. Forse  lei non definirebbe  populisti gli attuali burocrati della sinistra, ma non hanno mai saputo governare, o perchè perdevano sistematicamente le elezioni o perchè, anche se le vincevano, non riuscivano a trovare un accordo tra loro, eppure sono ancora tutti li, non li smuove nessuno dalla loro poltrona.

Se li tenga lei i vari D’Alema, Bersani, Veltroni, Vendola, Bertinotti, etc etc.. io non li voglio più, voglio il nuovo che c’è all’orizzonte e anche se lei lo definisce un populista di centro spero che porti finalmente la sinistra a governare questo Paese, ne abbiamo talmente bisogno che, se fossi in lei, non sottilizzerei così tanto.

TAG:  MATTEO RENZI  LEOPOLDA  FIRENZE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di versoest inviato il 2 novembre 2011
Se si ritiene importante rivolgersi a un dizionario per chiarirsi il significato di un termine, bè, si deve accettare la definizione o crearne un'altra a uso proprio.

Populista è colui che, in politica, non si scomoda a verificare se le pretese "popolari" siano accettabili, giuste o improponibili, cosa che uno statista dovrebbe sempre saper discernere, egli semplicemente ne diviene il portatore pubblico con la consapevolezza che tutto ciò è solo strumentale ai suoi veri scopi che sono quelli di ottenere consenso.

Maestri di tale strategia sono il Presidente del Consiglio e la Lega.

In politica i protagonisti scelgono come presentarsi ai loro potenziali elettori, Renzi ha scelto gli "effetti speciali", verbali e scenografici, aiutato da volonterosi maneger televisivi, forse un copione già visto.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
30 novembre 2010
attivita' nel PDnetwork