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contributo inviato da moreno bucci il 27 ottobre 2011

La lettera compilata in due giorni per rispondereall’imperioso ordine dell’Unione europea, guidata dal duo Sarko-Merkel, sembrasia stata sufficiente a quietare le ire verso un premier tanto lontanodall’Europa quanto attento alle proprie sorti personali.

Francamente non c’è stata traccia, finora di una capacità digoverno: l'Italia va alla deriva, senza una politica industriale, senza unavisione del futuro, senza un’idea di politica estera, fino a poco tempo falegata all’amicizia con Putin e Gheddafi e distante da Bruxelles anni luce.

 Dagli ambienti del centro destra. Sembra un vanto, stamani,dire che Tremonti non ha messo mani alla compilazione della missiva.

A mio avviso è invece il segnale del completo disinteresseper una politica europea di livello. A Tremonti si possono addebitare molte colpe,senz’altro; una delle sue proposte, però, sarebbe stata vincente perfronteggiare la crisi europea e per impedire che il popolo greco fosse ridottoalla disperazione, così com’è stato fatto seguendo assurde linee di calvinismoeconomico e politico di stampo tedesco. Salvo poi, da parte di Sarkozy e Merkel, accorgersi che erano le loro banche le più esposte verso la Grecia e correre ai ripari per gli interessi di quest'ultime.

Quando Tremonti, ormai già molto tempo fa, proposel’emissione di “bond” europei, misura che avrebbe certamente fatto pagare dipiù a paesi come Germania, Francia ed altri minori, ma che avrebbe al tempostesso impedito che si sviluppasse la manovra speculativa sui debiti sovranidei paesi dell’euro, cosa fece Berlusconi? Si mise in moto, sulla base dirapporti bilaterali o di gruppo, per sostenere quella proposta e per convinceregli altri a farla passare? Nemmeno per sogno, non se ne interessò per niente.

 Ora però ha creduto di salvarsi con queste proposte (quelleche avrebbe voluto realizzare, ma che gli alleati gli avevano impedito difarlo) pone l’Italia nella condizione di entrare nel tunnel del liberismoeconomico e del ricatto della speculazione. Sarà facile, ad ogni abbassamentodi rating od all’aumento dei tassi di interesse dei BPT, procedere oltre conmisure che impoveriscono coloro che sono già poveri.

Non un cenno sul far pagare chi ha accumulato patrimoni ericchezze durante gli anni della crisi.

Dopo la prima guerra mondiale ci furono le imposte a caricodei “pescecani”, come venivano chiamati all’epoca quelli che si erano arricchiti a causa della guerra.I pescecani di oggi restano ben saldi, aggrappati al potereberlusconiano.

Sarà opportuno contrapporre a questa misera letteraall’Unione una politica rigorosa di proposte alternative, in modo da farcomprendere bene agli italiani che è possibile governare la crisi senza ridurrel’Italia alla stregua della Grecia. 

Anche se Berlusconi ha già armato il traghetto per Patrasso.

 

TAG:  BERLUSCONI  GRECIA  LETTERA ALL'UE  TREMONTI  SARKOZY  MERKEL  TREGHETTO 

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