.
contributo inviato da magnagrecia il 24 ottobre 2011
           

Egr. Dott. Bei,

 

Lei, nell’articolo “Berlino, nessun bilaterale con Berlusconi. Il premier: "Pronto a riformare le pensioni", ha scritto:

“Insomma, per trovare risorse da destinare alla crescita restano davanti al governo soltanto due strade. Quella del condono fiscale (ribattezzato "concordato" per renderlo più sexy), che però non sarebbe accettata dall'Europa in quanto misura una tantum.

Un provvedimento impresentabile politicamente e non strutturale, soprattutto perché monco di quella riforma fiscale che sola potrebbe, al limite, giustificarlo. L'altra strada, l'unica possibile a questo punto, è la riforma delle pensioni”.

 

Mi permetto di osservare (premettendo che io sono già in pensione, ma la stessa mi verrà erogata dopo 12 mesi, con un mancato introito quest'anno di quasi 20 mila €):

1) Spesa pensionistica.

E’ vero che la spesa sociale italiana è in linea con quella media OCSE, ma non la voce pensioni, né l’età di pensionamento. Quindi ci sono margini d’intervento, che andrebbero però definiti sulla base di incentivi-disincentivi decisi con la riforma Dini del 1995, che è una delle 7 riforme delle pensioni varate a partire dal 1992.

Ma è altresì vero che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione” (in merito al quale sono già state presentate proposte di legge dal centrosinistra), ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’Osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’INPS perché andata in difficoltà per troppa generosità).

In ogni caso, per allinearci alla media OCSE, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il REDDITO MINIMO GARANTITO UNIVERSALE (l’Italia è l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede) oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ per i lavoratori precari.

 

2) Imposta patrimoniale.

Ormai l’imposta patrimoniale non è un tabù neppure per le associazioni imprenditoriali ed è positivo che esse abbiano aperto alla sua introduzione, ma se si guardano i numeri delle loro proposte, si vede che:

http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf

a) le entrate da loro previste per le pensioni vanno da 2,9 a 18 mld (“Si può stimare che le misure proposte - vedi box - determinino un risparmio iniziale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel 2013 e di circa 18 miliardi di euro nel 2019. Tali stime si riferiscono al solo sistema Inps.

Le risorse reperibili con la riforma delle pensioni devono anche concorrere a realizzare gli interventi cruciali per la crescita e in particolare a ridurre l’attuale cuneo contributivo e fiscale e rilanciare così l’occupazione, soprattutto dei giovani".).

b) Mentre dall’imposta patrimoniale prevedono un introito di 6 mld, che a me appare decisamente insufficiente, se si pensa che la sola abolizione dell’ICI sulla prima casa ha comportato minori entrate per quasi 4 mld (cfr. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html ).

In altri studi e proposte (cfr. Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ),

si ipotizzano ed auspicano introiti maggiori.

 

Conclusione.

E’ superfluo notare che bisognerà stare molto attenti affinché, come succede troppo spesso in un Paese stortignaccolo come il nostro (e come rammenta Eugenio Scalfari nel suo editoriale di oggi, citando Enrico Berlinguer), si appronti un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E quindi non contribuiamo ad alimentare, Dott. Bei, la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” *) per rendersene conto. O basta analizzare sulle spalle di chi sta gravando e graverà l’onere dei quasi 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

[*] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento. http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

Cordialmente,

 

 

 

 

TAG:  BERLUSCONI  MERKEL  VERTICE UE  IMPOSTA PATRIMONIALE  ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI  F. BEI  SPESA PENSIONISTICA 

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commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
La lettera dell'Italia all'UE

[…].

B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA
Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

- Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

- Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;

- Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia;

- Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l’economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/2)

A riguardo, l’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa “Eurosud” e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell’Italia intera.

Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia.

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/3)

C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE

Le pensioni


Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.

Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.

Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.

[…].

La lettera dell'Italia all'Ue

(Fine/3)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
L'EDITORIALE
Lo sberleffo della verità
di BARBARA SPINELLI
25 ottobre 2011
Chi frequenta i summit delle istituzioni europee, e ne conosce le deferenze opportuniste, le verità lente a dirsi, le cerimoniose capricciosità, non dimenticherà facilmente quel che è successo domenica, nella conferenza stampa di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel a Bruxelles. Un giornalista li interroga sulla credibilità di Berlusconi, ed ecco che d'improvviso scoppia un'ennesima bolla, fatta sin qui di illusioni e non-detti: una delle tante, nei quattro anni di crisi che abbiamo alle spalle. La bolla di uno Stato-subprime: debitore di seconda categoria, poco affidabile. Alcuni giudicano disdicevole la sbirciata complice che si sono lanciati l'un l'altro Sarkozy e la Merkel, e umiliante quell'attimo muto, terribile, che ha preceduto l'erompere inaudito della risata, subito echeggiata dai giornalisti presenti. È vero, è stata umiliazione e anche qualcosa di più: un atto di sfiducia che non avanza più mascherata, che si esibisce senza pudori sapendo il consenso mondiale di cui gode. Un assassinio politico in diretta. […].

Lo sberleffo della verità
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
26 ottobre 2011
Berlusconi show a Bruxelles per resistere ancora a Roma
Il Cavaliere e Bossi si puntellano. Sarkò: l’Europa vicina all’esplosione
Francesco Lo Sardo


“cervellotiche limature del sistema pensionistico”?

(il mio commento in calce all’articolo).

Berlusconi show a Bruxelles per resistere ancora a Roma
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
Vediamo, sulle pensioni, il punto di vista dei padroni…

Pensioni, cosa ci differenzia dall’Europa
redazioneweb
25/10/2011 14:56
La riforma della previdenza blocca sembra bloccare il decreto sviluppo del governo. È possibile portare le pensioni a 67 anni? Ecco cosa fanno gli altri Paesi europei. […]. Che differenze ci sono tra il sistemi previdenziale italiano e quello degli altri Paesi dell’area euro? Secondo l’agenzia Adnkronos, che ha riassunto i dati del Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea, le principali differenze sono di genere, con età di pensionamento diverse per uomini e donne, e la pensione di anzianità. In molti Paesi europei, dove l'accesso alla sola pensione di vecchiaia è previsto a 65 anni sia per gli uomini che per le donne, è già previsto un aumento graduale fino a 67/68 anni. Ecco un quadro europeo delle pensioni:

Pensioni, cosa ci differenzia dall’Europa
(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/2)

ITALIA: 60 anni per le donne e 65 gli uomini nel settore privato, mentre nel pubblico 61 anni per le donne ma con innalzamento a 65 anni nel 2012. Si deve poi aggiungere un anno ulteriore previsto dalla finestra mobile inserita nella manovra correttiva del 2010. C'è comunque la possibilità di uscire con la pensione di anzianità a 60 anni con 36 di contributi (61 gli autonomi), età alla quale va comunque aggiunta la finestra mobile.

FRANCIA: attualmente l'età di pensionamento prevista per uomini e donne è d 62 anni. È previsto un aumento progressivo di quattro mesi all'anno dal 1 luglio 2011 (a regime nel 2018) a cominciare dai nati dopo il 1 luglio 1951.

GERMANIA: 65 anni per gli uomini e donne, nati prima del 1 gennaio 1947. L'obiettivo da raggiungere sono i 67 anni per gli uomini e le donne con aumento graduale dal 2012 al 2019 a partire dai nati nel 1947.

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/3)

REGNO UNITO: l'età per gli uomini è a 65 anni; per le donne è previsto un graduale aumento fino a 65 anni dal 2010 al 2020. È previsto un aumento a 68 anni per tutti tra il 2024 e il 2046.

SPAGNA: per uomini e donne a 65 anni. Aumento graduale fino a 67 anni dal 2018 al 2027.

BELGIO: 65 anni per uomini e donne.

DANIMARCA: 65 anni per uomini e donne. Previsto l'innalzamento a 67 tra il 2024 e il 2027 e dal 2025 l'adeguamento all'incremento della speranza di vita media dei sessantenni.

FINLANDIA: 65 anni per la pensione di base; da 62 a 68 anni per la pensione legata alla retribuzione.

SVEZIA: età flessibile fra i 61 e i 67 anni.


Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea

Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News
(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/4)

… ed il punto di vista della CGIL:

Dal 1992, sono state varate 7 più o meno importanti riforme delle pensioni, che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050. Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi.
L’accordo della notte scorsa uniformerà il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato a quello degli uomini.

FLCGIL - LA NORMATIVA IN MATERIA DI PENSIONI PUBBLICHE DOPO LE MANOVRE ECONOMICHE DEL 2011
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
Pubblico la mia replica a Francesco Bei.

Egr. Dott. Bei,

Lei ha scritto: “E, purtroppo, sembra che all'Ue piaccia più l'abolizione delle pensioni d'anzianità della patrimoniale...”.

A Lei risulta che l’UE abbia chiesto l’abolizione delle pensioni d’anzianità? A me no.

Quel che è certo, non l’ha chiesta la famosa lettera della BCE, * scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal “Corriere”, di cui riporto il passo:
“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/2)

La lettera della BCE, peraltro, va considerata integralmente, anche per quanto riguarda il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, poiché - s'informi - ci sono milioni di cittadini, parecchi di loro over 45, ed anche over 60, anche con famiglia a carico, senza lavoro e completamente privi di tutele:
“c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi”.

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (quasi 140 mld nell’ultimo anno e mezzo) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (mentre i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente), le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale. Le misure ormai sono condivise da tutti (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond (non a caso caldeggiati da Tremonti) e della TTF, occorre:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente, l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi;
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimoniale ordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila €.
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani,
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2011
(segue/3)

In conclusione, Dott. Bei, concretamente, a me le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito di quasi 20 mila €, a Lei quanto?

(*) Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

Cordialmente,


(Fine/3)

commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
A qualcuno risulta che l’UE abbia chiesto l’abolizione delle pensioni d’anzianità? A me no.
Quel che è certo, non l’ha chiesta la famosa lettera della BCE, scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal Corriere, che riporto integralmente, sottolineando i passi salienti, dal mio punto di vista.

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.


(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
(segue/2)

Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:
1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.


(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
(segue/3)

2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.


(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
(segue/4)

Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.
3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'è l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.
Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet


(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
(segue/5)

LE CONDIZIONI DELL'EUROTOWER
Il documento segreto della Bce: ridurre gli stipendi pubblici
Le richieste del 5 agosto scorso al governo italiano Liberalizzazioni, flessibilità del lavoro e privatizzazioni
Mario Sensini
29 settembre 2011

Il documento segreto della Bce: ridurre gli stipendi pubblici

LA LETTERA ORIGINALE IN INGLESE

LA LETTERA TRADOTTA IN ITALIANO

(Fine/5)
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2011
Ricevo e pubblico volentieri:

Data: 24/10/2011 16:17
Grazie del contributo, mi è stato molto utile e ne terrò conto. Io mi riferivo a quello che ci chiede l'Europa non alle mie aspettative in merito.
E, purtroppo, sembra che all'Ue piaccia più l'abolizione delle pensioni d'anzianità della patrimoniale...
cordialmente
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15 ottobre 2009
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