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contributo inviato da Achille_Passoni il 18 ottobre 2011


Quando le rappresentanze sindacali delle forze di polizia sono costrette a scendere in piazza a distribuire volantini per chiedere di essere messe in condizione di assicurare il funzionamento della sicurezza  e  avere le condizioni minime -  auto, benzina, divise – per svolgere il proprio lavoro, vuol dire che il Governo è ormai completamente scollegato dal Paese. Sono tanti i poliziotti di diverse sigle sindacali che manifestano davanti alla Camera ed al Senato contro i tagli al comparto sicurezza, con fusti di benzina vuoti per chiedere il sostegno dei cittadini con una colletta simbolica per l'acquisto di carburante.  

L’esasperazione che ha spinto le forze dell’ordine a denunciare la situazione indegna in cui sono costrette a lavorare  è la cifra del ridicolo in cui è caduto questo Governo: il centrodestra ha scimmiottato un atteggiamento “law and order” per tutta la legislatura, ma in realtà ha trattato la sicurezza e i suoi addetti come tutti gli altri settori del Paese, ovvero sbeffeggiandoli e tagliando i fondi alla cieca.

 Da ultimo, giungono gli annunci di inutili provvedimenti speciali dopo i fatti gravissimi di sabato: l’ennesima conferma che non si vogliono affrontare i problemi veri delle Forze dell’Ordine. Il vero dramma è causato proprio dalle scelte e dai tagli irresponsabili del Governo, che appena pochi giorni fa - come ricordano i sindacati scesi in piazza - ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell'ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all'ordine pubblico e alle missioni.
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