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contributo inviato da team_realacci il 17 ottobre 2011
Interrogazione scritta

Al Ministro per i  Beni e le Attività Culturali

Per sapere premesso che

    nel riscontro all’ interrogazione scritta numero 4-12681 afferente alla questione della tutela dalla speculazione edilizia e sul tema della valorizzazione di Villa Arrigoni-Muti, sita in comune di Grottaferrata (RM), il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sen. Giancarlo Galan tra le diverse  considerazione fatte ha basato la risposta sulle seguenti affermazioni: << Il complesso monumentale [di Villa Arrigoni-Muti, ndr] è stato oggetto, in data 27 luglio U.S., di un sopralluogo espletato dalla competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, congiuntamente a rappresentanti del Comune di Grottaferrata e della Polizia municipale e, nell'occasione, non è stato rilevato alcun intervento in atto. Per quanto concerne la questione della vendita, agli atti della suddetta Soprintendenza non risultano avviate procedure per l'alienazione di parti, nè dell'intero immobile. Relativamente alla trasformazione in condominio di appartamenti della Villa Muti, la Soprintendenza ha sempre sostenuto l'illegittimità del progetto concessionato, come anche di recente ribadito, su specifica richiesta dell'Amministrazione Comunale di Grottaferrata. La contestata Concessione Edilizia n. 49 del 2007 menzionata nell'atto di sindacato ispettivo in esame, è stata finalmente dichiarata decaduta dal Comune di Grottaferrata, che ne ha dato comunicazione alla competente Soprintendenza in data 8 agosto 2011, con nota acquisita in atti il 25 agosto 2011l, n. prot. 25666.>>;

    la sopraccitata risposta è simile nei termini a quella trasmessa al circolo ECODEM del Partito Democratico “Colli Tuscolani” dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, redatta in data 12 agosto 2011 a firma del Soprintendete ad interim Arch. Pierdominici;

    quanto enunciato nella sopraccitata missiva  della Soprintendenza non risulta completamente aderente alla realtà poiché, come accennato nell’atto 4-12681, l’annuncio di vendita pubblicato sui siti di due società specializzate nella vendita di immobili di grande pregio è senza alcun dubbio veritiero.
    la Sa. Mo. Italia S.r.l., sul suo sito, ha in effetti pubblicizzato la vendita di 16 appartamenti ricavati proprio dal corpo centrale dell'immobile storico più altri 3 in un annesso, così come ha fatto “Roma investimenti di ASP Finance SpA”. A sua volta sul sito: http://www.romainvestimenti.com/it/i-nostri-immobili/5-nobile-villa-arrigoni-muti anche se con qualche differenza nella composizione dell’offerta rispetto alla Sa. Mo. si legge: “ L’articolazione della Villa è su quattro unità situate all'interno del corpo principale, per una superficie totale degli immobili pari a 6.500 mq, circondata dall’ampio parco di 68.500 mq. L’edificio principale è costituito da cinque livelli (piano terra, piano ammezzato, piano primo “nobile”, piano secondo e piano terzo”. L’attenta opera di ristrutturazione della Villa ha interessato il consolidamento dei solai e delle facciate, il rifacimento del tetto, intonaco e tinteggiatura, recupero dei soffitti storici, restauro conservativo degli affreschi. Il restauro degli interni è attualmente in fase di ultimazione. Sulla base dei due progetti approvati, la destinazione d’uso dell’immobile è residenziale (17 appartamenti) e ad attività terziaria (albergo, ristorante, sale convegni).”
 
    la risposta poi non chiarisce inoltre la delicata questione del restauro, già posta dalle segnalazioni di privati cittadini e dalle notizie apparse sulla stampa locale che, nell'ottobre del 2007, le quali descrissero alcune trasformazioni edilizie, lucernari e coperture poco coerenti con il restauro conservativo di un bene storico vincolato. Trasformazioni forse più compatibili con un cambio di destinazione d’uso ad interesse speculativo che, a quanto pare, avrebbero stravolto irrimediabilmente una stupenda e unica villa storica trasformandola in un qualcosa di dubbia classificazione. Il risultato contrasta con il significato stesso di restauro se per azione di restauro si intende l’impegno di riportare alla funzionalità e fruibilità originarie un immobile di pregio,  tutelato  anche dalla Legge;

    la sopraddetta ristrutturazione è stata, come già sottolineato, finanziata con 216.544,44 euro dalla «Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio» e segnalate al Ministro per i beni e le attività culturali ed al comune di Grottaferrata oltre che alla stessa Soprintendenza, anche da varie associazioni locali;

se il Ministro per i Beni e le attività culturali, anche per tramite degli uffici territoriali competenti, non intenda dare completa risposta tutti gli interrogativi presentati nell’atto di sindacato ispettivo 4-12681 e riproposti nel presente. Se poi non ritenga utile interessare i propri uffici al fine di verificare la conformità alle leggi e alla prassi del restauro architettonico di Villa Arrigoni-Muti. Se poi non intenda, come peraltro il Ministro propone nella sua precedente risposta, farsi reale promotore di un << tavolo tecnico con l'Amministrazione Comunale e con la proprietà […] al fine di addivenire ad una soluzione condivisa delle problematiche che hanno impedito finora la risoluzione della questione con l'individuazione di forme di rifunzionalizzazione del compendio monumentale>> optando per una fruibilità a carattere universale ovvero pubblica.

Roma, 11 ottobre 2011

Ermete Realacci
 
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