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contributo inviato da cesare pisano il 16 ottobre 2011
Di Cesare Pisano
E’ il movimento nuovo di questo secolo, che si sta espandendo in tutto il mondo e che sta assumendo forme nuove di gestione, diverse dalle consuete e che riconosce una struttura di base aperta, per dare occasione ai giovani di essere i soggetti attivi e di potersi confrontare tra di loro in modo libero ed autentico, sui problemi che assillano tutti i giorni, al di là di qualunque forma usata dalla politica, per esprimere e per tutelare interessi di parte sociali, diverse dai veri interessi del popolo e, soprattutto, dalle speranze dei giovani.

E’ definibile come un movimento anarchico? Credo di no.

Infatti, non credo contrasti il potere o la forma di Stato; mi pare che la contestazione sia diretta a quelle istituzioni rappresentative di un sistema economico-politico, che il movimento non vuole riconoscere, perché incapace di risolvere le problematiche e di avere annullato il futuro dei giovani, attraverso la crisi ed una cattiva gestione di essa, da parte dei Governi attuali.

Nel rifiuto ideologico-aperto ci sono le istituzioni, considerate responsabili della crisi ed i Governi-inetti, ritenuti incapaci di produrre leggi eque, per ristabilire una società che possa assicurare una degna esistenza a tutti, a cominciare dal lavoro e dalla sistemazione dei giovani.

Il movimento si sta espandendo a macchia d’olio in tutti i Paesi ad economia capitalista e sta assumendo forme diverse, ma, con un fattore che li accomuna: la ricerca e la prassi delle forme di democrazia diretta, che ci ricorda Atene, l’Agorà e la cittadinanza, chiamata alle decisioni con un’alzata di mano, anche, se, poi, la politica restava sempre nelle mani dei potenti della città….

Gli indignados di oggi hanno in comune il rifiuto delle banche, della finanza e dei Governi, che non rappresentano gli interessi di tutto il popolo, ma di una sola parte…..da questa presa di coscienza l’organizzazione aperta mira ad una critica globale del sistema capitalista, gestito per il mantenimento delle distanze e dei privilegi, dei sistemi e della finanza, che creano ricchezza e profitti, ma, che non sanno creare posti di lavoro, né, tanto meno, assicurano il futuro ai giovani, che si sentono esclusi e, forse, inutili, anche, se dichiarazioni, qui e là, da parte di quadri sociali riconoscono la validità del movimento ed i contenuti di lotta.

Un movimento, sostanzialmente, rivoluzionario, sia perché contrasta le istituzioni di base del sistema e sia perché si pone fuori le righe del sistema politico dei Partiti attuali, respingendo le loro strutture organizzative, chiuse all’avanzata dei giovani e ferme alle tradizionali forme di lotta, ed evitando di farsi coinvolgere, almeno nella sua prima fase di prassi di lotta e di organizzazione interna e programmatica-aperta.

Il movimento resta rivoluzionario perché pone vie diverse di lotta e di forme democratiche di lotta, si pensi alla Piazza usata come spazio-assemblea, od ai locali aperti a tutti, ove discutere nelle forme pubbliche i problemi…

Lo spazio, quindi, la Piazza resta il luogo fondamentale ove discutere e prendere le decisioni.

Come succede a New York, ove stanno ultimando e perfezionando le forme di lotta, i contenuti, i gruppi di lavoro, capaci di gestire la Piazza, dalle pulizie, all’informazione, al divertimento…per accogliere la molteplicità delle persone interessate ai problemi e portarli all’espressione degli stessi….attraverso la piazza, che è di tutti ed accessibile a tutti…non ha le porte e nessuno deve bussare!!!!!!

E’ un movimento pacifista che si pone in alternativa alla politica ed alle sue tradizioni e che si pone come il soggetto autentico a dettare le problematiche, che, poi, dovrebbero essere trasformate in legge.

Il movimento cresce, ma, cresce, anche, la consapevolezza che da solo non va da nessuna parte; da solo potrà fare emergere una zona diversa nelle forme e nei contenuti progettuali, quali espressioni della democrazia diretta, proveniente dal popolo, espressione vera del potere, che, con le elezioni, ha sempre conferito ai politici il potere diretto, ma, che, adesso, sono oggetto di critica, perchè ritenuti responsabili di governi inadatti alla risoluzione dei problemi, che la Piazza esige.

Non credo al carattere anarchico del movimento; credo al carattere spontaneo della democrazia diretta, che, con, la crescita e la sistemazione organica degli aspetti del movimento, acquisterà la consapevolezza che, alla fine, se riusciranno a farsi riconoscere, come sta avvenendo, visto il carattere pacifico e la presenza parenterale dei nostri giovani, avranno l’esigenza di rapportarsi con la politica capace e necessaria per realizzare e sostenere la soluzione delle problematiche emerse dentro le forme della democrazia diretta, in modo autentico e senza strumentalizzazioni.

Per trasformarle le prerogative ed i progetti di piazza, in produzione legislativa e Riforme della società, nel senso della democrazia, dello sviluppo, dell’equilibrio sociale, della regolazione delle banche e del potere finanziario, della cultura, del merito e della valorizzazione delle capacità individuali……..come dire della trasformazione totale dell’uomo e della politica, occorre un Partito aperto capace di fondere i suoi valori a quelli della Piazza-democratica, per una politica veramente rappresentativa, non di interessi di parte, ma di interessi generali e pubblici……..

Un nuovo politico, quindi, capace di espressione di quella democrazia diretta, proveniente dalle assemblee popolari aperte a tutti i cittadini che vogliono dire la loro?

Nelle intenzioni pare proprio di si; la sostanza vera di questo movimento, figlio della cultura della globalizzazione sembra mirare a questo grande obiettivo…….

E’ del tutto inutile fare riferimenti ai movimenti storici del passato, come quello del movimento degli studenti…..la differenza è enorme, ma, emerge tra tutte il grande spazio offerto da internet, che, in un solo istante, riesce a rapportare milioni di cittadini; questo significa ampliamento delle capacità organizzative e velocità nelle decisioni, quasi istantanee, là, dove la tradizionale comunicazione non permetteva altro che i lunghi tempi e l’offuscamento delle verità, come, spesso, accade tra i media tradizionali.

Il mondo globalizzato ha creato ricchezza e separato la gente; ma, ha creato, anche nuove forme di lotta…e, direi, vincenti, perché capaci di espandersi a velocità di internet e capaci si sputtanare qualunque strumento mediatico che vorrebbe offuscare le verità…ma, anche, di tentare di fermare in tempo qualunque tentativo di imbavagliare la libertà espressiva dei siti e blog privati…

Gli Indignados si stanno rappresentando come il contrasto alla società, al suo pensiero, alla sua gestione, alla cultura travista ed infangata, perchè convinti che esiste un’altra società, quella basata sulle verità, sulla solidarietà, sul vedere l’altro come se stesso…etc….

Credo che questo movimento nuovo e vecchio, allo stesso tempo, ponga un problema di fondo: RIFARE L’UOMO in un essere di qualità, capace di pensare, non solo a se stesso o al suo futuro, ma, soprattutto, AGLI ALTRI, dentro una forma di solidarietà, che dovrebbe riprendere i valori della cultura umanistico-cristiana……

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