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contributo inviato da generosobruno il 15 ottobre 2011

 

 
“Occorre che Fiat anticipi ai lavoratori Irisbus una prima tranche di Tfr. D'altronde, quelli del Tfr, sono soldi dei lavoratori. Serve, davvero, a poco esasperare gli animi provando, a questo punto della vertenza, a far uscire i bus dallo stabilimento di Valle Ufita. Se è vero che la Fiat ha già pagato una penale di due milioni e mezzo di euro a causa della mancata consegna dei mezzi già venduti è pur vero che i lavoratori Irisbus sono in sciopero, quindi senza salario, da ormai cento giorni. Serve, in questo momento, far avanzare le prospettive di soluzione per la vertenza lasciando perdere inutili prove di forza. Fiat deve accelerare l’inizio del confronto con il gruppo cinese “Dongfeng” e questo governo, invece, deve correggere il tiro sul finanziamento al Piano nazionale del trasporto pubblico”.
“Ha detto bene, Massimo D’Alema, ieri pomeriggio – venerdì 14 – a Napoli, in una riunione a cui ho partecipato, presso il Pd regionale, insieme ai sindacati ed alle Rsu - Ansaldo, Alenia, Irisbus, Fincantieri e Firema – degli stabilimenti campani in crisi, più l’indotto Fiat-Irisbus”: “Questa crisi rischia di travolgere, nel Mezzogiorno, tanta parte della struttura produttiva in settori che anche per la loro qualità rappresentano punti di eccellenza non solo per l’apparato produttivo campano ma nazionale. Quello che colpisce è l’assenza di una qualsiasi politica industriale. Il Paese rischia di uscire dalla crisi con le ossa rotte”.
 

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