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contributo inviato da Achille_Passoni il 10 ottobre 2011


Un grande corteo ha aperto la manifestazione di sabato a Roma per dire no all’accanimento del Governo contro i lavoratori pubblici. Un fiume di persone, capitanato da ricercatori, infermieri, assistenti sociali, medici, tutti uniti dalla stessa condizione di precarietà del lavoro.Si perché ci sono anche loro, e sono tantissimi: i precari della pubblica amministrazione, quelli che spesso con il loro lavoro mal pagato e senza diritti mandano avanti la macchina dello Stato, sono quasi quattrocentomila in tutta Italia.

Anche loro hanno voluto manifestare assieme agli altri lavoratori del pubblico impiego per protestare contro i tagli del governo alla scuola, alle università, al welfare. Per ricordare al Paese, come ha sottolineato nel suo intervento Susanna Camusso, che la vera emergenza resta il lavoro, e che questo governo invece di affrontare il tema della crescita e della qualità continua a far pagare al lavoro pubblico e ai lavoratori i costi della crisi.

E ci vuole poco per dimostrarlo, i piani del centrodestra sono chiari: la segretaria generale Fp Cgil Rossana Dettori ha ribadito come l’obiettivo del Governo sia quello di ridurre di oltre trecentomila unità i dipendenti del pubblico impiego tra il 2008 e il 2013, senza tener conto della crisi, dell'alta disoccupazione, delle ricadute sulle condizioni delle persone, del funzionamento della Pa. Un obiettivo da raggiungere tramite l'uscita anticipata per pensionamento e l'accanimento verso i precari.

E’ una politica inaccettabile e miope, che va cambiata al più presto.
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