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contributo inviato da team_realacci il 11 ottobre 2011
La proposta di legge per l’architettura di qualità in punti La legge stabilisce un principio generale secondo il quale l’architettura è un’espressione della cultura nazionale. Punta a ridurre il fenomeno degli incarichi fiduciari riducendo da 100.000 euro a 40.000 euro la soglia massima per affidare i servizi di progettazione a trattativa privata. Il concorso di progettazione deve diventare la via prioritaria per l’affidamento degli incarichi di progettazione. Si vieta ogni forma di restrizione della concorrenza attuate tramite l’aggiramento delle procedure di gara attraverso la stipula di convenzioni tra la pubblica amministrazione e università, centri di ricerca e organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Si introduce la figura dell’advisor per i concorsi. Si tratta di un consulente-specialista, una figura peraltro già presente sul mercato, in grado di coadiuvare le amministrazioni nell’organizzazione e nella gestione dei concorsi. Largo ai giovani. Si eliminano le barriere di fatturato e di organico che impediscono agli studi professionali più giovani di partecipare ai concorsi di progettazione. Si istituisce inoltre l’Albo dei giovani architetti presso il Ministero per i beni e le attività culturali. L’Albo è aperto ai progettisti di età inferiore a quaranta anni, vincitori di concorsi di idee o di progettazione, ed è a disposizione dei privati intenzionati a promuovere forme di consultazione su invito. Si stabilisce il principio che la progettazione è un processo unitario che parte dal concetto preliminare e arriva fino in cantiere. L’obiettivo è far prevalere la qualità delle proposte progettuali rispetto al curriculum dei progettisti, al ribasso sul costo della prestazione e alla riduzione dei tempi di esecuzione. Le regioni possono riconoscere incentivi ai soggetti privati che ricorrano ai concorsi per affidare i progetti delle opere di nuova costruzione. Tra gli incentivi possono figurare bonus volumetrici, sconti sugli oneri di urbanizzazione e procedure semplificate per l’ottenimento dei titoli abilitativi. L’appalto integrato viene limitato a opere particolarmente complesse da un punto vista tecnologico e di importo superiore a 20 milioni di euro o inferiore a 500.000 euro. Si vieta il ricorso all’appalto integrato su progetto preliminare che in molti casi – come in occasione dei lavori per il G8 alla Maddalena – ha favorito la lievitazione dei costi delle opere. Si mette un freno alla progettazione in house da parte delle pubbliche amministrazioni. La prima scelta deve essere il mercato con il ricorso a gare trasparenti. Alla pubblica amministrazione resta il compito di programmare e divigilare. Allo stesso modo devono essere Sono previste sanzioni a carico dei funzionari delle amministrazioni, che potranno essere chiamati a rispondere di danno erariale in caso di mancata realizzazione di un progetto selezionato attraverso un concorso di architettura. In Italia un incarico di progettazione su due viene assegnato sulla base di rapporti fiduciari tra l’amministrazione e il progettista oppure sulla base di gare fondate solo sul prezzo. Ciò significa che i progetti per scuole, case popolari, piazze e uffici, ovvero per la maggior parte degli spazi che ci troveremo ad abitare in futuro, sono assegnati senza preoccuparsi di ciò che sarà realizzato, ma solo di chi sarà a realizzarlo. Per colmare questa gravissima lacuna è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il progetto di legge n°4492 “Modifiche al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e altre disposizioni per la promozione della qualità architettonica nonché in materia di disciplina della progettazione”. A discuterne,il primo firmatario Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, gli Onorevoli Pierluigi Mantini, (Unione di centro per il terzo polo) e. Fabio Rampelli, (Popolo della Libertà), firmatari della legge e Giorgio Santilli, giornalista del Sole 24 Ore. Le condizioni del patrimonio edilizio italiano, il disegno degli spazi pubblici e l’ambiente rurale necessitano di interventi profondi e urgenti, che devono essere definiti all’interno di una politica generale di qualità architettonica in cui fini e mezzi contribuiscano a garantire un nuovo benessere abitativo. La proposta di legge presentata oggi vuole rispondere agli obiettivi che richiamano le politiche generali dell’Europa, quali: l’apertura, la trasparenza e l’applicazione di princìpi non discriminatori del mercato nell’assegnazione degli incarichi pubblici di progettazione; la garanzia di livelli tecnici elevati nelle costruzioni, a difesa dei consumatori e dell’ambiente; il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni di trasformazione del territorio; la promozione di politiche per i giovani, sulla base del merito; un maggiore controllo sui costi di costruzione delle opere pubbliche arrivando ai cantieri sulla base di progetti ben definiti e condivisi. La proposta di legge è frutto di un’iniziativa promossa dal quotidiano « Il Sole-24 Ore » attraverso il settimanale « Progetti e Concorsi ». Ha il sostegno del Consiglio nazionale degli architetti e ha ricevuto l’apprezzamento di grandi firme come Renzo Piano, insieme con quello di centinaia di professionisti dai volti più o meno noti, che hanno partecipato alla sottoscrizione promossa dal giornale. Tutti questi elementi distinguono questa proposta di legge da altre promosse in passato e ne fanno tutt’altro che un’iniziativa di carattere corporativo. Nella sezione Attività parlamentare di questo blog la scheda sulla Proposta di legge Ufficio stampa On. Realacci
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