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contributo inviato da nino55 il 11 ottobre 2011

Non mi suona bene il verbo "devono", e quindi opto per "suggerirei" ai dirigenti del Partito Democratico, a quelli "che contano", - di smetterla - di rappresentare un modello di politica senza identità, la gente continua a vederci come un "bel manichino in vetrina", senza schiena, senza flusso vitale.

Si prenda spunto da ciò che dice Veltroni, il quale  insiste per avere una linea programmatica trasparente su cui poi, chi vorrà convergere, dall'IDV a SEL, così come si è giunti alla presentazione del programma Pisapia a Milano, anche attraverso quelle primarie che hanno contribuito a rafforzare la coalizione, potrà valutare di aderire o meno.

D'altronde non si può immaginare di presentarsi isolati di fronte a qualsiasi consultazione elettorale a breve o a lunga scadenza, si rischia di vanificare il movimento di idee che sin qui il popolo del PD ha espresso, a meno che non si voglia continuare a tenere le distanze dal proprio elettorato.

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commento di pasquino50 inviato il 12 ottobre 2011
"Ma forse è meglio rischiare in nome della chiarezza con gli elettori."

Infatti gli unici rischi che sono pronti a sopportare sono quelli "introiettati" nel "partito parlamentare", i rischi del paese possono attendere.
commento di Anpo inviato il 12 ottobre 2011
L'unico modo di fare chiarezza è presentare un programma e "lanciare" una coalizione. Capisco le difficoltà visto che centristi sembrano ancora essere determinanti e si vuole evitare di chiudergli definitivamente la porta in faccia.

Ma forse è meglio rischiare in nome della chiarezza con gli elettori.
commento di magnagrecia inviato il 12 ottobre 2011
Non è solo un problema di legge elettorale, che peraltro non è nella disponibilità del PD, ma, ripeto, di strategia di alleanze e di proposte politiche (che dipendono, ovviamente, dai differenti ceti sociali di riferimento).

Anche oggi, su Europa:

“[…]. Perché, è stato osservato da alcuni, i documenti delle precedenti assemblee vanno aggiornati, tema per tema. Non si tratta di buttare via nulla, ma c’è bisogno di una evoluzione. È soprattutto sulle questioni di politica economica, a partire dalla Bce per finire al programma nazionale di riforme e alla conferenza sul lavoro, che si sono registrati punti di vista differenti, in linea con quanto è andato emergendo nelle ultime settimane e in questi giorni.
Da una parte il responsabile economico, Stefano Fassina (bersaniano), e quello cultura e comunicazione, Matteo Orfini (dalemiano), dall’altra il lettiano Marco Meloni (riforma dello stato, università e ricerca), ma anche, su alcuni temi, Stella Bianchi (MoDem, ambiente).
Ha rivolto un appello all’unità il vicesegretario Enrico Letta, la cui presa di posizione pro-Bce nelle scorse settimane era stata vistosamente diversa dal giudizio negativo espresso da Fassina. Letta, che proprio l’altro ieri è andato all’assemblea nazionale MoDem a spiegare che «dobbiamo fare attenzione a non cercare altri uomini neri, che siano i banchieri o l’Europa dei tecnocrati». […].

Il PD accelera, ma è nervoso
commento di maxo7533 inviato il 12 ottobre 2011
Non credo sia un'identità di vedute, ma una questione più terra terra, con questa legge elettorale chi decide i candidati, sono le segreterie di Partito e penso che Veltroni abbia paura che molti dei suoi modem restino fuori.

Allora vorrebbe un'altra legge elettorare con i voti di preferenza, dove pensa di avere più opportunità.

Poi le scelte da fare sono quelle, non è che il PD abbia molte proposte:
Patrimoniale, riforma fiscale, lotta all'evasione con rintracciabilità a 100 euro, meno agevolazioni fiscali all'Industria (più alle aziende)liberalizzazioni ecc.ecc.
commento di nino55 inviato il 12 ottobre 2011
Certamente che non c'è identità di vedute.
Ma, si tratta che tutti devono calare le brache, non si può pensare di affrontare un problema mondiale ancora divisi sperando che venga la fatina con la bacchetta magica.
Anche Confindustria, agisca in modo operoso, con riunioni quotidiane, con tutti i partners e con i sindacati.Tutti gridano al lupo al lupo, ma nessuno ha il coraggio di proporre soluzioni operative nell'immediato.
commento di magnagrecia inviato il 11 ottobre 2011
Guarda, Nino55, che sia sulla stategia delle alleanze che sulle proposte programmatiche non c'è identità di vedute, basta leggere "Europa" (anche oggi c'è un articolo) per farsi un'idea al riguardo.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129947/modem_il_pd_cambi_rotta_e_insiste_sul_nuovo_governo
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