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contributo inviato da Stefano51 il 8 ottobre 2011

 

 
Nel 2013 saranno quasi vent’anni, questi trascorsi dietro a Silvio Berlusconi. E che, come nel millennio mussoliniano, in Italia non ci sia stata nel frattempo una guerra, sono in tanti ormai che non stentano a crederlo. Il paese in ginocchio, il disagio economico che colpisce pesantemente anche la classe media dopo aver gettato nella disperazione gli operai, i padroni sempre più arroganti e al governo un uomo prepotente e incapace, che si è circondato di leccapiedi e donnette ossequianti, incapaci di contraddirlo neanche per timore, ma per la mancanza di amor proprio.
 
Siamo alla deriva verso l’iceberg che ci distruggerà e il capitano del nostro Titanic se ne va in Russia a fare turismo sessuale il giorno che anche la terza maggiore agenzia di rating declassa il nostro paese con out look negativo. Il suo commento laconico : “Decisione attesa” è la cifra del suo fallimento, anche se forse lui l’ha buttata lì per non essere bloccato proprio sul predellino dell’aereo perché già pregustava, poveretto, di usare la sua pompetta nella dacia dell’amico con le moscovite. Altro che bene del paese.
 
I suoi ministri rosicchieranno fino all’ultimo tutto il possibile, figurarsi se da loro ci aspettiamo il beau geste di una indispensabile eutanasia politica. Si mangeranno il paese se non li fermiamo e dunque occorre coraggio, non si può più rimandare. Se non ora, domani. Questo è lo slogan giusto.
 
Stefano Olivieri
TAG:  RIVOLUZIONE  NUOVO GOVERNO  DIMISSIONI BERLUSCONI  POMPETTA 

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