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contributo inviato da frapem il 6 ottobre 2011

Tempo fa il Presidente del consiglio si lamentava che il sistema politico non lo lasciava lavorare, per fortuna, direi, essendo disastroso e liberticida quel poco che è riuscito a fare. Oggi il Presidente della Repubblica dice di operare in condizioni difficili. Le due maggiori cariche dello stato denunciano i limiti del sistema politico ma nessuno si decide a cambiarlo. Occorre uscire dall'ambiguità. O si torna ad un sistema politico parlamentare, o si approda ad una vera repubblica presidenziale. Il superamento delle ideologie, la necessità di velocizzare l'azione di governo consiglierebe di passare alla seconda ipotesi. Ma stante le cose, cioè questa classe dirigente di centro, di destra, e di sinistra obesa privilegiata, corrotta e affollata, non se ne farà nulla. E intanto Napolitano piange sulle quattro donne morte in uno scantinato dove lavoravano per meno di quattro euro al mese.. Ma sono lacrime di coccodreillo visto l'entità del suo stipendio,  della sua prossima pensione, e del costo del Quirinale, ancora più enorme dati i piccoli poteri che può esercitare, e vista infine, l'allergia al sacrificio dei politici in questa fase di crisi tremenda. Lo stato italiano costa ai suoi sudditi ottocento miliardi l'anno.. il più costoso d'Europa e del mondo. E per questo dovrebbe piangere Signor Presidente.

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commento di magnagrecia inviato il 10 ottobre 2011
Cristina1950 ha scritto:
Anch'io ho imparato a valutare le persone durante la mia esperienza professionale, ma sono arrivata ad una conclusione opposta alla tua”

Replica illuminante, che vale la pena di approfondire, pigliandola alla lontana. Non sarò breve.

1) Questione femminile in Italia.
Nel ‘post’ proposto da Cristina1950 “Perché il PDnetwork è morto”, ho scritto:
“Ho aspettato un giorno, ma invano: nè nel 'post', né nei commenti (tranne, in parte ed in via indiretta, quello del Camerata Prof. fantasioso Seamusbl), ci fosse un accenno, anche minimo, di proposta e soprattutto di autocritica. C'è invece, come al solito, soltanto lamentela, confusione di idee sulla funzione di un net politico e assenza di concretezza.
E – ribadisco - l'abituale e comoda pulsione... "vescovile" (v. CEI) di trovare la responsabilità sempre negli altri, mai in se stessi”.


(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 10 ottobre 2011
(segue/2)

Ed in risposta a Versoest:
“Rammento che la stessa Cristina1950, l’ultima volta, poco tempo fa, mi rispose che non era più interessata alle sorti di Pdnetwork, poiché era ormai già impegnata con il circolo “LèP” e con la sua iniziativa in FB. Ora invece, con il caratteristico andamento ondivago che caratterizza i politici dilettanti, entusiasti a corrente alternata (tra i quali mi metto anch’io), ha lanciato questo ennesimo ‘post’ di lamentela, rivolgendosi incongruamente alla RedazioneWeb, che è l’ultimo soggetto della catena della comunicazione del PD (approfondii concretamente questo aspetto quando dovetti trasmettere la “Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD”, forse l’unica iniziativa concreta – nei limiti delle possibilità offerte dal web - e di qualità partorita da questo network nell’ultimo anno, contrastata – ti sembrerà incredibile - da diversi iscritti, tra cui qualche narcisista che sciorina indefessamente qui i suoi commenti e le sue critiche e che arrivò addirittura alla minaccia davvero esilarante di una denuncia all’AG...)”.

(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 10 ottobre 2011
(segue/3)

Ora, io credo che Cristina1950, almeno a giudicare da quel che scrive sul suo impegno al di fuori di questo forum, costituisca un’eccezione nel panorama socio-politico italiano, caratterizzato dal sostanziale disimpegno delle donne. Con effetti drammatici sia sull’economia nazionale, sia sulla qualità e l’educazione delle giovani generazioni. Perché, come ho scritto varie volte anche qua, da ultimo nel ‘post’ “Siate affamati, siate pazzi”:
“Ho già scritto che occorre una rivoluzione culturale; occorre che la donna rinunci ad una parte del suo potere tra le mura domestiche - dove si formano i paradigmi culturali, che deve contribuire a cambiare -, a favore di un suo più marcato ruolo pubblico, di una presenza più incisiva nei posti dove si fanno le leggi, che sono in rapporto biunivoco con il retaggio culturale: ne sono influenzate e lo influenzano”.

“Per il Sud, si aggiunge un altro elemento che fa da freno
- per chi non è del Sud è difficile capire che uno dei pilastri della cultura meridionale – probabilmente il portato del cattolicesimo e che si tramanda di generazione in generazione - è l'invidia ed il conservatorismo sociale - l'altra faccia del “noi siamo dèi” (cfr. “Il Gattopardo”) -, per cui, invece che considerarlo uno stimolo all'emulazione ed al miglioramento, si giudica negativamente il successo dell'altro ed impera un meccanismo automatico, una sorta di riflesso condizionato delle persone, che sono “costrette” a frenare qualunque iniziativa privata o, soprattutto, pubblica;


Mi dispiace constatare sempre di più che, sfortunatamente, l’effetto della famigerata “linea della palma” sciasciana ha omologato, in peggio, il Nord al Sud.

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 10 ottobre 2011
(segue/4)

2) Valutazione delle persone.
Per quanto riguarda la “conclusione opposta” cui Cristina1950 è pervenuta, posso osservare che:
a) la mia affermazione “le persone che si prefiggono soltanto obiettivi smisurati o lontani nello spazio e nel tempo sono per solito degli incapaci” è non soltanto veridica, ma ovvia, persino banale, dal momento che prefiggersi obiettivi smisurati (vale a dire, nel 99.9% dei casi, impossibili da raggiungere, tranne che non si sia un Napoleone o altro personaggio eccezionale) per forza nasconde un’incapacità sottostante;
b) l’esperienza mi ha insegnato anche, non me ne voglia Cristina1950, che rifiutare un'affermazione ovvia è sempre indizio di coda di paglia (che, come si sa, è ammissione inconscia di colpa);
c) che la mia affermazione riguarda adulti, in massima parte da 25 a 60 anni, e non ragazzi over 18, inclini fisiologicamente a confondere i sogni (le proprie aspirazioni) con la realtà.

Obiettivi smisurati (quasi impossibili).
Ne discende che ciò che è fisiologico per un under 18 è invece patologico per un adulto, perché prefiggersi soltanto obiettivi impossibili è velleitario, autolesionistico (perché si è votati inevitabilmente all’insuccesso), stupido e, come dicevo, indice di incapacità, poiché si potrebbe impiegare il proprio impegno per obiettivi alla propria portata, ma in questo caso non si avrebbe la comoda copertura dell’alibi che l’obiettivo è impossibile da raggiungere.
Esempio di obiettivo impossibile: aggregare 3 milioni di persone per mutare radicalmente l’assetto istituzionale.

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 10 ottobre 2011
(segue/4)

Faccio notare, molto en passant, che le rivoluzioni, tutte le rivoluzioni, sono state realizzate ad opera di un nucleo iniziale costituito da 4 gatti, non certamente da milioni di individui.
E che il movimento degli “indignados” spagnoli o quello degli indignati statunitensi è composto da poche migliaia di persone.

Esempio di obiettivo lontano nello spazio o nel tempo (caratteristica che fa parte ormai della vulgata riferita ad una certa sinistra): battersi per le ingiustizie di popoli lontani e non di quelle che riguardano il nostro vicino di casa o… di PDnetwork (v. caso Giancarloba).

In conclusione, io penso che noi Italiani paghiamo, in generale, lo scotto di una cultura astratta, a-pragmatica, mammona, conservatrice, per cui - per volgere in positivo queste mie osservazioni – ne dovremmo essere consapevoli ed anche in un forum politico come questo, anziché impossibili riforme costituzionali palingenetiche alla Frapemo sterili conati pseudo-rivoluzionari, invero insensati in PDnetwork, alla Pasquino50 o ricerca paranoica e solipsistica di supposti nemici (USA, giudici, ecc.) alla Vecchio vascello o leziose “lezioni” monotematiche, stortignaccole e catastrofiste alla Seamusbl, dovremmo intelligentemente affiancare alla chiacchiera infinita e sterile il perseguimento, nei modi e coi mezzi offerti dal web, di obiettivi semplici, concreti, raggiungibili, utili.

(Fine)
commento di pasquino50 inviato il 9 ottobre 2011
Curiosità:
Fu espulso dall'Unione Comunisti Italiani perché frequentava un circolo di tennis, attività ritenuta "borghese".(chissà quale circolo era e da chi era frequentato...)
Sarebbe il caso di iniziare a fare "migliori letture"...
Ad ognuno il suo.
Riot.
commento di pasquino50 inviato il 9 ottobre 2011
Biografie:
Dopo aver ottenuto la maturità classica, comincia la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani.
Inizia la sua attività giornalistica presso la redazione napoletana de l'Unità, per cui lavora dal 1975 al 1982, avvicinandosi alla corrente politica del migliorismo. Nel 1982 lascia Napoli per assumere l'incarico di responsabile dell'inserto regionale dell'Emilia-Romagna, venendo poco dopo chiamato alla sede romana del quotidiano.
Nel 1988 passa a la Repubblica, di cui resta vice-direttore di Eugenio Scalfari prima e di Ezio Mauro poi. Responsabile dell'edizione on-line del quotidiano e corrispondente da Londra, nel 2002 lascia la testata per fondare e dirigere Il Riformista, giornale della sinistra moderata (che lui ha definito "arancione").
Nel 2006, in vista delle elezioni politiche, si candida come senatore con la Margherita e viene eletto nella circoscrizione Campania. Nella XV legislatura ricopre l'incarico di segretario della III Commissione Permanente del Senato della Repubblica, Affari Esteri, Emigrazione. Le sue iniziative legislative si sono sempre concentrate su temi di attualità, tra cui il famoso Ddl contro i “Fannulloni” della Pubblica Amministrazione e l'uso delle intercettazioni telefoniche.
Nel 2008, nonostante le richieste della Margherita, rifiuta di ricandidarsi al Senato tornando a dirigere "Il Riformista" che aveva lasciato durante l'esprienza parlamentare.
Nel 2007 viene eletto segretario cittadino de la Margherita a Napoli.
Fa parte di numerosi think-tank ed associazioni internazionali, tra i quali "Policy network", "Les Progressistes" e Aspen Institute.
Il 30 dicembre 2010, in vista di un cambio di proprietà del giornale, annuncia le sue dimissioni da direttore del Il Riformista.
Da gennaio 2011 è editorialista del Corriere della Sera.
Curiosità:
Fu espulso dall'Unione Comunisti Italiani perché frequentava un circolo di tennis, attività ritenuta "borghese".(chissà quale circol
commento di frapem inviato il 9 ottobre 2011
Ti hanno dato da bere per concretezza, caro mg, il vitalizio ai politici, i restaurant a costo zero, le centinaia di migliaia di auto blu, le cooperative del neo capolarato, gli enti inutili, i mille parmamentari, i settanta consiglieri della regione puglia, i ventimila addetti alla regione sicilia, la monarchia quirinalizia, i contributi ai giornali di partito e quindi a lavitola, e potrei continuare. Ogni popolo ha il governo che si merita, pardon il sistema che si merita.. Se ti capita leggi Polito sul corriere di oggi, e capirai, forse, in che merda il tuo realismo ci ha portato e ci porterà qualora vinceste le elezioni.
commento di cristinasemino inviato il 9 ottobre 2011
@maagnagrecia

Anch'io ho imparato a valutare le persone durante la mia esperienza professionale, ma sono arrivata ad una conclusione opposta alla tua.
Tu dici: "Le persone che si prefiggono soltanto obiettivi smisurati o lontani nello spazio e nel tempo sono per solito degli incapaci".
Il progetto per l'Italia che è espresso nel post deve essere messo in atto rapidamente, non può essere assolutamente procrastinato, se si vuole raggiungere in tempo utile l'obiettivo di fare dell'Italia un paese civile e normale.
A mio modo di vedere, in genere, è tipico di menti intelligenti saper individuare, prima di altri, le strategie risolutive. Un pò come la soluzione di un problema matematico: c'è chi ci arriva subito, perchè coniuga regole e intuizione, e chi ci mette più tempo. Ma la soluzione è sempre la stessa.
E per l'Italia c'è solo quella soluzione.


commento di pasquino50 inviato il 9 ottobre 2011
"Per ragioni professionali, ho dovuto imparare a valutare le persone. La mia esperienza mi ha insegnato che le persone che si prefiggono soltanto obiettivi smisurati o lontani nello spazio e nel tempo sono per solito degli incapaci."

Altisonante affermazione dal vago sapore di "cicero pro domo sua", peraltro poco veritiera ma verificabile.

Anche altri, per ragioni professionali, hanno "insegnato" ha chi doveva "imparare" l'arte della "dissimulazione culturale"...
commento di magnagrecia inviato il 8 ottobre 2011
Rettifico: sono riuscito finalmente a trovare il 'post' e riporto le adesioni all'Appello al Segr. Bersani per l'eliminazione del doppio stipendio. (Confermo per la TTF che non ce ne fu nessuna).

commento di magnagrecia inviato il 22 giugno 2011
Ringrazio tutti per il sostegno. Dopo l'invierò a Bersani come appello di PDnetwork.

commento di cristina1950 inviato il 22 giugno 2011
SOTTOSCRIVO assolutamente.

commento di viola16 inviato il 21 giugno 2011
Si,sottoscrivo certamente.

commento di seamusbl inviato il 21 giugno 2011
Sottoscrivo pure io.

commento di grandmere inviato il 21 giugno 2011
Sottoscrivo questo appello e spero che il PD faccia sua questa battaglia.

commento di nino55 inviato il 21 giugno 2011
Ci sono troppe situazioni fuori controllo, altro che fuori ruolo.

commento di magnagrecia inviato il 8 ottobre 2011
Per ragioni professionali, ho dovuto imparare a valutare le persone. La mia esperienza mi ha insegnato che le persone che si prefiggono soltanto obiettivi smisurati o lontani nello spazio e nel tempo sono per solito degli incapaci.

La tua risposta, Frapem, è la dimostrazione plastica del perché questo network è “morto”, dopo una lunga agonia: perché alberga quasi soltanto dei tirchi di spirito e dei parolai perditempo, che aborrono la concretezza.

Lo scandalo del doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo fu sollevato l’anno scorso da “Report” (cfr. ‘post’ allegato). Io l’ho fatto mio ed ho lanciato qui l’iniziativa di una lettera al Segretario Bersani, dovendo purtroppo riscontrare la totale assenza di adesioni, te incluso; come già successe con l’Appello del PSE a favore della TTF, ed in parte con la Lettera di PDnetwork.
APPELLO DI PDNETWORK AL SEGRETARIO BERSANI PER CANCELLARE LO SCANDALO DEL DOPPIO STIPENDIO AI MAGISTRATI FUORI RUOLO
commento di frapem inviato il 7 ottobre 2011
Splendido, Magna Grecia, così mi piaci. Anche Rizzo sul corriere tratta un argomento simile.. Svegliamoci, soprattutto a sinistra.
commento di magnagrecia inviato il 7 ottobre 2011
Riporto la e-mail che ho inviato il giorno 14.9 u.s. alla Presidenza della Repubblica:

SCANDALO DEL DOPPIO LAUTO STIPENDIO AI MAGISTRATI FUORI RUOLO.

Il nostro Bel Paese è pieno di ingiustizie e di privilegi. Tra questi ultimi spicca lo scandaloso doppio stipendio dei quasi 250 magistrati posti fuori ruolo e passati ad altro incarico, che prendono non uno ma due lauti stipendi, per un costo complessivo annuo di ben 20 milioni. Ad esempio, il presidente dell’Autorità Antitrust, Antonio Catricalà, che prende il lautissimo stipendio di presidente pari a 500 mila € e quello di magistrato, di oltre 200 mila; o il consigliere giuridico del presidente della Repubblica, Salvatore Sechi.
E tutto questo mentre, dai dati ISTAT sul rapporto annuale dell'INPS diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese.
E migliaia di pensionandi, anche inattivi (a reddito zero), si sono visti, con un semplice comma della manovra finanziaria 2010, procrastinare l'erogazione della pensione di 12 mesi.

Ecco un piccolo-grande problema per la cui soluzione l'impegnato presidente della Repubblica dovrebbe dedicare un po’ del suo prezioso tempo e della sua "moral suasion".

Distinti saluti
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
28 aprile 2008
attivita' nel PDnetwork