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contributo inviato da team_realacci il 6 ottobre 2011
Interrogazione a risposta scritta Al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Per sapere premesso che recenti articoli apparsi sulla stampa nazionale e scientifica, da ultimo un articolo a di Carlo Petrini pubblicato da Repubblica il 26 settembre 2011 dal titolo “Sono tornate le api ora lasciamole in pace”, attestano del rapido ripopolamento degli alveari nel nostro territorio, successivo alla sospensione dei pesticidi sistemici per la concia dei semi di mais; la sopraccitata sospensione, quarta in ordine di tempo, scadrà il prossimo 31 ottobre 2011; da tempo importanti rappresentanze nazionali apistiche, come l’UNAAPI, associazioni ambientali, come Legambiente, ed associazioni per l’eccellenza alimentare e la promozione dell’agricoltura biologica lamentano le nefaste conseguenze di questi micidiali insetticidi per la sopravvivenza delle api, la produzione di miele con conseguenti problematiche e rischi d’insufficiente impollinazione botanica sia delle culture sia delle essenze spontanee; trattasi di pesticidi che, come anche sostiene l’agenzia regionale in materia agricola “Venetoagricoltura” per colpire l’1% di probabilità di infestazione delle colture diffondono molecole con un potere offensivo del 70% sulle specie ritenute pericolose, colpendo e decimando nel contempo però tutti gli insetti utili, come le api; l’Istituto Nazionale di Economia Agraria conferma come nel suddetto periodo di divieto d'impiego dei neonicotinoidi, quantomeno per il mais, si sia riscontrata un'evidente ripresa dello stato di salute e di buona produttività degli allevamenti apistici italiani e che nel periodo di mancato impiego di semi conciati non si siano verificati fenomeni di danno alle colture. Questa evidenza contrasta con le allarmistiche previsioni, ad esempio, di danni da diabrotica su mais. Questo anche grazie alla secolare tecnica della rotazione delle colture la quale ha prodotto anche effetti positivi dal punto di vista del risparmio dei costi di produzione e a beneficio della varietà produttiva. i maiscoltori italiani hanno perciò non solo rispettato maggiormente l’ambiente, grazie alla sospensione dei concianti sistemici, ma risparmiato varie decine di milioni di euro, conseguendo buone se non ottime produzioni del cereale; in Francia, paese in cui è autorizzato ed estesamente utilizzato uno solo, il Cruiser 350, dei quattro preparati sistemici per la concia del mais, la crisi e il decremento degli alveari invece persevera, anzi si acutizza. Peraltro il Consiglio di Stato della Repubblica Francese, con la recente sentenza 336647 del 3 ottobre 2011, ha dichiarato illegale l’autorizzazione per il 2010 concessa dal Ministero dell’Agricoltura d’Oltralpe al conciante sistemico del mais “Cruiser 350”. Sentenza che conferma e aggrava quanto già stabilito, nel febbraio 2008, sull’illegalità dell’autorizzazione d'uso del Cruiser per il 2009. La sentenza in questione ha definitivamente smascherato il sotterfugio utilizzato delle “autorizzazioni ministeriali d’uso annuali, a termine” utilizzato per non ottemperare alle norme di precauzione previste dalla pur carente normativa vigente e poiché: “ priva i cittadini del loro diritto a un ricorso, in tempo utile"; nella risposta all’atto di sindacato ispettivo 4-00505 presentato dal sottoscritto interrogazione, il Ministro dell’epoca On. Luca Zaia, affermò: << Al riguardo [moria delle api dovuta a nicotinoidi, ndr], si fa presente che questa amministrazione, nell'ambito delle azioni di ricerca per l'attuazione del regolamento comunitario n. 797 del 2004 e successive modifiche, per il triennio 2007-2009 appena iniziato, ha inserito le attività di seguito riportate: Azione C: Razionalizzazzone della transumanza. c.1 - Mappatura aree nettarifere; cartografia, raccolta dati sulle fioriture o flussi di melata; spese per la diffusione con vari mezzi dei dati raccolti - (INA, ISZA): a) l'obiettivo consiste nel valutare la tossicità per le api allevate in aree coltivate con mais conciati mediante insetticidi neonicotinoidi. Attività complessiva del triennio. In aziende agricole maidicole dell'Italia centrale saranno collocate postazioni sperimentali munite di gabbie underbasket per la raccolta delle api morte, al fine di evidenziare eventuali episodi di mortalità acuta e verificare lo stato di salubrità dell'area. Al fine di evidenziare la traslocazione dei pp.aa. e dei loro metaboliti nelle matrici dell'alveare verranno periodicamente prelevati ed analizzati il miele e il polline raccolto dalle api. Parallelamente verranno effettuate tutta una serie di osservazioni in modo da valutare tutti i parametri funzionali delle colonie (sviluppo di adulti e covata, sciamatura, attacchi parassitani, produzione di miele); b) studi sull'impiego delle api come indicatore biologico dei principali contaminanti ambientali (pesticidi, radionuclidi, metalli pesanti, benzopirene, eccetera) per la definizione dello stato di salubrità delle aree nettarifere e, più in generale, dell'ambiente. L'obiettivo dello studio, oltre a mettere a punto questa innovativa strategia di controllo del territorio, è quello di salvaguardare la qualità dei prodotti dell'alveare. Lo studio e l'applicazione dell'ape come indicatore biologico sta infatti rivestendo sempre più importanza per le sue diverse possibili applicazioni. Attività complessiva del triennio. Da un lato, si intende continuare la ricerca sulla messa a punto delle metodologie (protocolli di campo e di laboratorio) e degli strumenti (preparazione degli alveari, gabbie di raccolta, eccetera) per migliorare l'efficacia dei diversi tipi di monitoraggio (per esempio ticidi, radionuclidi, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici), dall'altro si proseguirà nelle diverse fasi applicative che consentono in ultima analisi di definire la qualità dell'ambiente e dei prodotti apistici. Si inizierà ad applicare le stesse strategie anche nel controllo della eventuale dispersione nell'ambiente di polline di piante geneticamente modificate. Nel settore che viene definito «emergenza apicidi» proseguirà lo studio dei rapporti tra mortalità di api e pesticidi e più in generale lo studio dei metodi per l'individuazione dei collegamenti tra pesticidi ed effetti sulle api. Le risorse recate dal Regolamento comunitario, sia per la materia regolamentata (miglioramento della commercializzazione del miele e dei prodotti dell'alveare), sia per l'esiguità dei finanziamenti, non consentono, evidentemente, di approfondire l'argomento, ma costituiscono un elemento per mantenere il fenomeno sotto osservazione. Allo scopo di redigere un Programma per avviare una serie di azioni di ricerca più organiche e mirate, anche per indagare sul rapporto causa/effetto tra i principi attivi «sotto accusa» e le morie di api denunciate ho avviato una serie di consultazioni, che hanno coinvolto tutte le componenti della filiera, al fine di trovare delle convergenze sui temi da inserire in una specifica proposta di ricerca>>; se non ritenga il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di: -rendere adeguatamente note le risultanze di tale importante studio scientifico (Apenet) e relativo monitoraggio, che distingue e qualifica nel mondo l’Italia sia per l’approccio complessivo e sia soprattutto per la sua assoluta indipendenza dai forti interessi commerciali in gioco; -assumere con la dovuta urgenza le necessarie iniziative volte a stabilire immediatamente e comunque entro il 31 ottobre 2011, il divieto definitivo all'uso di questi pesticidi per la concia del mais; -avviare al più presto l’adeguata rivalutazione scientifica dell’autorizzazione d’uso dei preparati a base di tali efficacissime ma assai pericolose molecole nei vari, variegati e crescenti campi d’utilizzo. Roma, 5 ottobre 2011 Ermete Realacci
TAG:  LEGAMBIENTE  API  DIVIETO  INTERROGAZIONE  PESTICIDI  PARLAMENTARE  MAIS  UTILIZZO  MORIA  NEONICOTINOIDI  UNAAPI  CONCIANTI 

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