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contributo inviato da cesare pisano il 30 settembre 2011
Di Cesare Pisano

Possiamo affermare che le democrazie occidentali ed il capitalismo, espressioni socio-politico- economico, che rappresentano il modello uscito vittorioso dallo scontro ideologico con i paesi comunisti nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, sono fortemente in crisi e sotto attacco giornaliero dei mercati speculativi e che si stanno avviando lentamente, ma, inesorabilmente, verso un pericolo di default, che annienterebbe, non solo le economie, ma, l’euro, i modelli sociali, la crescita, i rapporti politici, gli stessi mercati…..

La crisi, originatasi dagli Stati Uniti e riversatasi in tutto il globo, paesi asiatici compresi, non dà segni di calo, anzi, fa temere il peggio, soprattutto, per la Grecia, in questo momento e per l’Italia, subito dopo.

La crisi si origina dalla finanza, per rappresentarsi come crisi del capitalismo e della democrazia.

Il neo-capitalismo selvaggio, senza regole, senza limiti, considerato il motore primo nel processo di globalizzazione, ha provocato cambiamenti negativi in quanto ha diviso il mondo e smascherato definitivamente il forte iato tra umanità misera, povera e ricca, se non ricchissima, ha saputo dilatarsi a dismisura, e, giocando con la finanza creativa, che ha creato sfruttamento, attraverso la speculazione forsennata, che ha arricchito i pescecani di turno ed i furbastri del quartierino…ha ottenuto il risultato finale di una forte crisi, ma, mentre le grandi firme, i grandi industriali non cedono sul mercato mondiale, invece, i piccoli, incapaci di vincere la concorrenza coi grandi, spariscono lentamente e inesorabilmente, alle prese con le banche, attraverso prestiti e fidi, che non possono pagare e con tasse capaci di strozzare, fino al fallimento ed alla chiusura.

Eppure, sembrava che, dopo l’uscita di scena delle ideologie comuniste e dello scontro che bloccava i due sistemi diversi nel modello di vita e di economia, il capitalismo avrebbe dominato il mondo incontrastato…invece, non è così: il sistema capitalista è in forte crisi, crisi di identità e di tenuta, di crescita, di democrazia, di speranze …….i giovani non hanno un futuro!!

Una crisi che ha avuto inizio con la nascita della finanza tecnico-creativa, che ha prodotto ingenti spostamenti di denaro, arricchendo a dismisura i soggetti, senza creare ricchezza nello Stato, attraverso l’aumento del pil, in termini di prodotto e di merci da vendere sui mercati.

Questo è il significato del fallimento e delle speranze irrealizzabili legate ai sub-prime statunitensi, che hanno invaso l’Europa….: titoli, acquistati da banche, qualcuna delle quali , poi, è fallita, la cui consistenza era zero….visto che i pacchetti non assicuravano garanzie sui crediti americani, acquistati dalle banche europee.

I mercati, quali espressioni della compravendita delle merci, prodotte dalle industrie, hanno ceduto il posto alle finanze, quindi, alle banche, ai titoli vari, agli spostamenti di ingenti somme di denaro, incapaci di creare produttività e crescita, ma ricchezza individuale….e, adesso il capitalismo si trova dentro una crisi che imporrà enormi sacrifici alla popolazione, chiamata dalle varie manovre a contribuire al risanamento dello Stato, attraverso l’annientamento del debito pubblico.

Infatti, se i mercati non vendono il prodotto, le industrie si fermano…la crescita del pil si ferma….e, se le industrie si fermano, significa che saranno costrette al licenziamento o a chiudere i battenti, per fallimento…come, infatti, si sta verificando, soprattutto, in Grecia, già in odore di default, ma, anche, in Italia.

La democrazia è entrata in crisi, soprattutto, in Italia, in cui il Parlamento è stato trasformato in una registrazione di atti della maggioranza non-politica, ma, numerica delle destre, che hanno sempre posto la fiducia in Parlamento, bloccando qualunque forma di dialogo tra i gruppi politici parlamentari; infatti, nessuna manovra, delle ultime quattro, è stata condivisa con le opposizioni, che restano escluse, dentro un’emarginazione politica, che le fa reagire, attraverso manifestazioni di piazza e forti critiche, atte ad abbassare la fiducia nell’azione politica, posta in discussione, quotidianamente, del Governo delle destre.

Le misure non sono idonee, anzi, secondo le opposizioni, sono ininfluenti ed incapaci di affrontare la crescita e di annientare il debito pubblico.

Troppi tagli, mancanza di una riforma fiscale; sbilanciamento nella spartizione dei pesi nella popolazione; esistenza dei tanti privilegi legati alle varie caste; mancata riforma istituzionale; blocco del patto di stabilità dei Comuni; …..etc…

Mancano strumenti di crescita vera; manca la patrimoniale su tutto il patrimonio e reddito dei ricchi; riduzione delle tasse alle imprese produttive; aiuti alle piccole imprese, che a migliaia dal nord al sud stanno fallendo….

Come dire: finanziarie pensate, non tanto per l’annullamento del debito, quanto per fronteggiare strumentalmente i provvedimenti e mantenere l’equilibrio tra le forze, che si rappresentano come conflittuali e poco coese

Il capitalismo deve dare al sociale una regolata; la finanza va regolata dentro comportamenti prevedibili; occorre frenare le speculazioni, che, poi, sono le azioni delle stesse banche, che hanno giocato con la finanza, attraverso spostamenti di denaro da una banca ad un’altra, da un soggetto ad un altro, da uno spazio ad un altro……col solo merito di avere creato ricchezza individuale, in modo selvaggio, ….ma, non ricchezza sociale in termini di pil.

E, nel grottesco generalizzato, ecco, che le stesse banche acquistano e vendono titoli e speculano su di essi e, mentre il gioco si fa duro, ecco che il capitalismo, espresso dagli imprenditori, si trova a subire questo diabolico eterno gioco delle parti, interpretato dalle borse, dalle speculazioni e delle varie agenzie, che ne dettano i criteri di comportamento, provocando le manovre-provvedimenti salva-Stato, senza possibilità alcuna, se non quella di subire la crisi, di diminuire le vendite e di vedere le piccole imprese, quelle che non possono ricevere aiuti dalle stesse banche, che hanno provocato i danni della crisi, sparire dai mercati, perché le banche si rifiutano di concedere loro prestiti e perché la piccola azienda è incapace di sostenere la concorrenza all’estero su mercati sui quali operano, con più facilità, i grossi nomi dell’impresa e le grandi marche, collaudate, sia dalla bravura, sia dalle competenze, sia dal fatturato, continuamente in crescita.

Come uscire dalla crisi e tentare di annientare il debito pubblico?

La risposta è data dalla crescita e dagli investimenti, dall’economia alla cultura, dalla ricerca alla formazione dell’uomo e della sua dignità…un cambiamento che dovrà investire l’io dell’individuo per canalizzarlo verso un atteggiamento costantemente etico e morale, positivo e futurista…….

Pare che la Germania, oggi, abbia votato in modo favorevole un provvedimento salva-Stati, il fondo sala-Stati, EFSF…..In questo modo pare che l’Eurozona sia salva ….Ma, non mi pare giusto che debba essere uno Stato a salvare l’Eurozona e non il Governo europeo; manca, infatti, un Governo europeo ed una politica tra gli Stati membri…..

La crisi porterà gli Stati membri alla vera unificazione politica??


TAG:  CAPITALISMO  GLOBALIZZAZIONE  FINANZA  DEBITO PUBBLICO  CRISI.MANOVRE 

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