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contributo inviato da cristina1950 il 26 settembre 2011

Penso che la Redazione non pubblicherà questo mio post, ma almeno avrà modo di leggere il mio pensiero.

Si sono resi conto che l'unico net ufficiale del più grande partito italiano è morto? No, tanto non ci vengono mai, come fanno a saperlo? Nè i circoli territioriali nè gli informatici del partito ne conoscono l'esistenza, figuriamoci gli altri.

Perchè è morto il pdnet? Perchè, stanchi di un silenzio da parte della dirigenza che dura da quasi 4 anni, i partecipanti lo hanno abbandonato. Io per prima.

Per carità, non è che con i nostri scritti pretendiamo di cambiare il mondo, ma vorremmo un interlocutore: non c'è e non c'è mai stato. I dialoghi avvengono tra noi ed hanno risultato pari a zero.

Dunque, cara Redazione, hai una grande responsabilità. Dovresti essere l'intermediario tra noi, la base, e loro, i dirigenti del più grande (attualmente) partito italiano.

Ti sollecito caldamente affinchè tu lo diventi, almeno nell'immediato futuro, dopo una pausa di 4 anni.

Se mi leggerò mi farà piacere, perchè vorrà dire che non c'è censura su queste pagine, altrimenti sarà lo stesso.

TAG:  PDNET. BASE  DIRIGENZA 

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commento di Circolo PD Online inviato il 27 settembre 2011
Continua 4
Ma qui vogliamo indicare linee di azione che rispondano essenzialmente alla domanda della impresa cui il partito deve dare risposte precise, nel segno dello sviluppo, della trasparenza e della certezza procedurale.
1) Tempi rapidi obbligatori per la conclusione dei procedimenti civili a tutela dei crediti d’impresa e di lavoro.
2) Taglio degli iter burocratici con autorizzazione, “consenso assenso”, qualora l'iter burocratico ritardi oltre 6 mesi.
3) Introduzione del principio che in presenza di VIA nessuna azione giuridica possa sospendere i lavori.
4) Obbligatorietà di saldo fatture anche da parte della P.A. entro 90 gg. Eguale obbligo per Iva e Irpef ai privati.
RIDUZIONE SPESE E QUALIFICAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Riteniamo che esista un serbatoio di sprechi eliminabili senza pregiudicare in alcun modo la qualità dei servizi pubblici e lo stato sociale. Si possono eliminare uscendo dalla logica dei tagli lineari e rimuovendo ciò che appesantisce le procedure e complica la vita dei cittadini e delle imprese. Occorre uno sforzo per ri-definire, con occhi nuovi che guardino ai bisogni, lo spazio da riservare allo Stato e quello che è auspicabile resti o sia restituito all’iniziativa privata, senza che sia smarrito l’impegno prescritto dall’art. 41 della nostra Costituzione – oggi pericolosamente minacciato - che impone l’orientamento sociale dell’attività produttiva.
1. Dismissione, nei tempi suggeriti dal mercato, delle attività immobiliari e mobiliari (partecipazioni, ecc.) non ritenute strategiche. Valutazione puntuale della possibilità di cessione di attività della Pubblica Amministrazione che meglio possano essere gestite dalla sfera privata, insieme alle strutture organizzative ed ai relativi dipendenti. Conferimento di partecipazioni al Fondo finanziario europeo per gli EuroUnionBond (v. proposta Romano Prodi). Eliminazione degli ordini professionali.

2. Riduzione congrua delle spese per la difesa nazional
commento di Circolo PD Online inviato il 27 settembre 2011

Continua 3
1) Istituzione di un Comitato Interdisciplinare, che, avvalendosi delle migliori professionalità, definisca un programma integrato di sviluppo decennale delle attività produttive, con individuazione dei settori di priorità. Definizione di un piano energetico nazionale.
2) Individuazione degli elementi finanziari, organizzativi e delle risorse umane necessari alla realizzazione del piano di cui al punto 1), anche in concertazione con le associazioni imprenditoriali e dei lavoratori.
3) Individuazione delle fonti a copertura e dei processi da avviare per il conseguimento dei risultati.
4) Utilizzazione del sistema bancario, opportunamente garantito dal Credito di firma dello Stato e l’appoggio della Cassa Depositi e Prestiti, in misura assai superiore a quella attuale per ottenere un effetto determinante.(ca 15/20 mld di euro).
5) Inserimento per 10 anni nel progetto, con assunzione a tempo indeterminato, di una quota dei migliori curriculum scolastici e universitari giovanili. Questi giovani verrebbero selezionati dalle imprese beneficiarie di finanziamenti a garanzia statale o da aziende pubbliche. Si vuole che il progetto stimoli a un nuovo rapporto fra sistema formativo e sistema produttivo.
6) Sostegno e incentivi al partenariato tra attività produttive e Università, per la Ricerca e Sviluppo.
LAVORO
La “proposta per il lavoro” formulata da “Libertà è partecipazione” – che alleghiamo - ci appare coerente con le linee del presente documento. * Essa, infatti, propone una risposta sia sul tema del lavoro precario e della necessaria mobilità e flessibilità del lavoro sia dell’utilizzo dei necessari ammortizzatori sociali a sostegno di questo processo. La sua ottica è quella del superamento della attuale, inaccettabile dualismo fra un’occupazione iperprotetta e il precariato permanente. Ma qui vogliamo indicare linee di azione che rispondano essenzialmente alla domanda della impresa cui il partito deve dare risposte precise, nel
commento di Circolo PD Online inviato il 27 settembre 2011
Contoinia 2
Noi pensiamo, ad esempio, che l’amministrazione pubblica, a qualunque livello e in tutti i suoi atti - gestionali, giuridici, di spesa, ecc. -, debba diventare trasparente al cittadino. Noi pensiamo, ad esempio, sia giunta l’ora di metter mano con coraggio ai troppi privilegi che devastano il tessuto sociale e la convivenza civile, minando la credibilità del patto che ne è il fondamento. Essi, a nostro avviso, sono una causa decisiva della malattia che ha colpito la nostra società e, pertanto, da rimuovere senza indugi. Occorre che tutte le componenti, politiche, culturali, produttive, della nostra società siano aiutate a rivedere il proprio ruolo in ottica di attiva compartecipazione al bene comune. E’ necessario provare a dirigere convintamente la società verso i valori del lavoro, dell’impegno, del merito, della partecipazione, della solidarietà, insieme declinati. E pensiamo a una pedagogia nazionale, a un nuovo senso comune che sia antidoto permanente alle spinte egoistiche e alla bulimia di potere che abbiamo lasciato crescere all’interno del corpo sociale.
Per questo, “Libertà è partecipazione” ha ritenuto di sintetizzare le linee di forza di un lungo e vivace dibattito sviluppatosi al suo interno e di proporle al Partito Democratico cui il circolo aderisce, auspicando che siano comunque valutate nel rapporto interattivo che deve svilupparsi fra il centro e le articolazioni territoriali e ideali - fra questi ultimi i circoli on line e il nostro circolo – del partito.
SVILUPPO E CRESCITA
Guardiamo alla crescita e allo sviluppo non come mero incremento del Prodotto Interno Lordo, ma come soddisfazione dei bisogni, a partire da quelli più urgenti, nonché come progetto condiviso, con precisi obiettivi e strumentazioni, nonché come mobilitazione delle energie e delle intelligenze latenti o sprecate, particolarmente rappresentate dall’universo giovanile e femminile.
1) Istituzione di un Comitato Interdisciplinare, che, avvalendosi delle
commento di Circolo PD Online inviato il 27 settembre 2011
continua 1
Equità e democrazia contro la crisi
per una nuova Italia, per un nuovo senso comune
Proposta di “ Libertà è Partecipazione”, circolo PD on line
La società italiana sconta da anni difficoltà politiche, finanziarie ed economiche. Da una parte la crescita, da tempo debole, ha subito più recentemente ulteriori decelerazioni per effetto delle congiunture sfavorevoli su scala europea ed internazionale, nonché per un deficit di governo. Dall’altra, l’evolversi della situazione politica negli ultimi 15-20 anni ha frenato la partecipazione democratica reale dei cittadini, che si è tentato di ridurre a popolo acclamante e “tifoso”. Le proposte politiche, quelle della maggioranza in particolare, non hanno focalizzato l’attenzione sui veri problemi del paese. Sono andati persi anni preziosi, sia per lo sviluppo e per la crescita economica del nostro paese, sia per il rilancio democratico, che sarebbe stato – ed è ancora – necessario per permettere all’Italia di affrontare con la necessaria condivisione, forza e determinazione i vecchi ed i nuovi problemi. Noi non pensiamo sia possibile separare il discorso sul tessuto economico da quello sul tessuto democratico. I due piani si condizionano reciprocamente e i guasti del sistema democratico, soprattutto, sono il freno decisivo per uno sviluppo sostenibile e durevole.
Per questo il nostro Circolo chiede alla politica una coraggiosa "rottura" con la visione miope che, ingabbiandoci in una prigione ideologica, ci ha fatto vedere un paese inesistente e oscurato il paese vero. Noi pensiamo, ad esempio, contro le false evidenze dell’antipolitica, di dare nuovo valore alla politica, attraverso una nuova e fattuale partecipazione dei cittadini. Per far questo dovrebbero innanzitutto essere rimossi tutti gli ostacoli che attualmente impediscono questa partecipazione, declinando finalmente con forza l’impegno contenuto nel secondo comma dell’art. 3 della nostra Costituzione. Noi pensiamo, ad esempio, che l’amminis
commento di Circolo PD Online inviato il 27 settembre 2011
La questione di "metodo" oggi è una questione di "merito". Il modo in cui vengono scelte le candidature alle elezioni politiche, il processo di formazione delle decisioni all'interno dei partiti ed il loro stesso ruolo di mediazione fra la società civile ed Istituzioni sono problemi decisivi da affrontare per produrre un vero cambiamento della politica italiana.
Accanto a queste problematiche, già presentate nel documento con cui intendiamo partecipare all'incontro di Bologna del 22 e 23 ottobre, desideriamo sottoporvi alcune considerazioni e proposte contenute nel documento: "Equità e democrazia contro la crisi"

continua
commento di pasquino50 inviato il 27 settembre 2011
Punto di rottura.
"« Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente".
Chi ricorda?
Déjà vu?
commento di pasquino50 inviato il 27 settembre 2011
Punti critici.
Il non ritorno: D’Alema: la socialdemocrazia è tramontata, il movimento socialista no.
..."D’Alema ha quindi lanciato un appello ai socialisti europei affinché abbiano «il coraggio di andare oltre i confini della propria esperienza storica e anche oltre i confini geografici».
D’Alema è anche «perplesso sulle critiche da sinistra alla Terza via. Perché se è vero che ha dimostrato una certa subalternità al pensiero liberista, con un ottimismo eccessivo sulla globalizzazione, è anche vero che ha portato una cultura liberale che non deve essere rinnegata dai socialisti».
Chi è dunque questo personaggio, Epimedine di Creta?....il paradosso del mentitore.
commento di pasquino50 inviato il 27 settembre 2011
Punti di forza.
Ancora una volta "il popolo" dovrà impugnare la leva atta ad aprire ed ingrossare le crepe di cedimento nel muro d'isolamento in cui è stato precipitato.
Chi vorrà candidarsi come fulcro per tale leva?.
Aspettiamo, ormai poco pazientemente.
commento di magnagrecia inviato il 27 settembre 2011
Ho aspettato un giorno, ma invano: nè nel 'post', né nei commenti (tranne, in parte ed in via indiretta, quello del Camerata Prof. fantasioso Seamusbl), ci fosse un accenno, anche minimo, di proposta e soprattutto di autocritica. C'è invece, come al solito, soltanto lamentela, confusione di idee sulla funzione di un net politico e assenza di concretezza.
E – ribadisco - l'abituale e comoda pulsione... "vescovile" (v. CEI) di trovare la responsabilità sempre negli altri, mai in se stessi.

commento di pasquino50 inviato il 27 settembre 2011
Punti di unione.
Come perseguire quei "tratti di unificazione e pacificazione" nel tessuto sociale ed economico del paese se si tende "all'implosione centrista" ex "nuova convergenza parallela", la più grande truffa storica di "politica economica"?
Si difendano i "valori di classe" dividendo, si dividendo, loglio dal grano.
Utopie vetero comuniste, anarchismo protestatario, si, ma metteteci pure la perfida sempiterna borghesia sulla "bilancia della storia".
Se non si incide,anche con grossolano bisturi, non si effettua quella "lesione del continuum" e non ci potrà essere processo riparativo che tenga.
commento di versoest inviato il 27 settembre 2011
Una riprova della faziosità che contraddistingue l'opinione mondiale sull'Italia, considerata ignorante in materia scientifica, è la grande competenza dimostrata da noi italiani sulla faccenda dei neutrini, tutti ne parlano a ogni livello e anche il Ministro dell'Università ha dimostrato la sua assoluta conoscenza dei sistemi di mobilità di questi nostri amici. Tutti coloro che pensano che i tagli alla ricerca siano stati pesanti e indiscriminati, sono serviti, 45 milioni di euro stanziati per la mobilità dei nutrini, ora ci si attende lo stanziamento per l'autostrada per i raggi cosmici e la rotonda per l'antimateria.
commento di pasquino50 inviato il 27 settembre 2011
Punti di origine.
Nasce il PPI (18 gen 1919).Il PPI rappresentò per i cattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza a causa del "non expedit" conseguente alle vicende dell'unificazione nazionale,ed il comunista Antonio Gramsci ebbe a scrivere che con il PPI "avrebbe assunto una forma organica e si sarebbe incarnato nelle masse il processo di rinnovamento del popolo italiano". Leggere, comprendere, studiare.
Nell'ottobre del 1942, mentre si profilava la sconfitta del regime, il partito della Democrazia Cristiana venne fondato da Alcide De Gasperi,dopo il forzato scioglimento del Partito Popolare Italiano (PPI) da parte del fascismo nel 1926. Anche qui leggere, comprendere, studiare (perlomeno IV-V-VI-VII Legislatura).
Nella relazione alla Cei, prudentemente, il card.Bagnasco si distacca dai progetti vaticani di una nuova dc. La Cei sembra puntare ad un "soggetto culturale e sociale" che si confronti con la politica.
« La scelta [politica, ndr] non è libera, perché le passioni politiche oppongono troppi e potenti ostacoli. E fosse anche libera, resterebbe un ostacolo anche maggiore da superarsi, quello del giuramento che ciascuno è obbligato a prestare senza alcuna restrizione. Questo giuramento, notate bene, dovrebbe prestarsi a Roma, qui nella capitale del cattolicesimo, qui sotto gli occhi del Vicario di Gesù Cristo… si deve giurare di sancire lo spoglio della Chiesa, i sacrilegi commessi, l'insegnamento anticattolico… ». Meditate....anche tu Seam.
Finchè non sarà chiara "la politica della scelta delle alleanze" all'interno del pd (identità di scopo/persona politica) ed una ferma visione "politica"(l'aggettivo ondivago nel pd diviene un "sostantivo") attinente un radicale cambiamento (non trasformismo), non ci potrà essere nessun elemento organizzativo dirompente "nato dal basso"...il "pd", di fatto, è incapiente.
Auguri, il lacrimatoio è pieno....Tigellino!




commento di frapem inviato il 27 settembre 2011
La democrazia è governo del popolo, e alla vecchia sinistra, come ai vecchi democristiani, questa cosa è estranea. Il popolo italiano non ha nessuna possibilità di esprimere la propria sovranità a livello centrale. Mentre l'esperienaza dei comuni ha dimostrato che è maturo e capace di usarla...
commento di frapem inviato il 27 settembre 2011
Il PD online è la dimostrazione lampante dello squallore in cui versa il partito democratico.. Gli obiettivi che si pone sono due: cacciare berluusconi, e ipotetiche primarie per le candidature.. Tormare al potere per vessare da "sinistra" il popolo italiano.. senza un vero progetto di cambiamento..
commento di Stefano51 inviato il 27 settembre 2011
Continua da precedente commento :

Qualsiasi discussione, a partire da quelle fondamentali di delega e rappresentanza della democrazia, non potranno mai essere affrontate decentemente se non si parte da qui. Io stesso ho abbandonato quasi completamente pdnetwork e se il mio nome si affaccia qui ogni tanto è soltanto perché un articolo del mio blog ha fatto breccia nella redazione ( e anche questo problema, dei criteri cioè con cui viene gestita la visibilità esterna dai blog, dovrebbe essere affrontato).

Grazie per l’attenzione

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
commento di Stefano51 inviato il 27 settembre 2011
Non si tratta di portare qui un dirigente a rispondere alle nostre domande. Dico meglio: questo non può bastare. Fui il primo (ne trovate traccia a questo link: http://www.arengario.net/poli/poli90.html ) a portare, più o meno 10 anni fa, un dirigente politico ( nella fattispecie Giovanna Melandri) a rispondere alle domande dei forumisti di Ulivo.it. Quell’esperimento restò una rosa nel deserto perché, allora come adesso, noi tutti siamo piazza e basta. Nascosti dietro a un nick diciamo la nostra e le parole diventano aria quando sono anonime. Perciò se vogliamo dare peso, massa critica al network, prima di tutto dobbiamo diventare persone riconoscibili, con nome e cognome, se è il caso addirittura con iscrizione certificata da documento di identità.

A cristina50 ricordo che l’esperienza dei circoli online fu tentata anche nell’ulivo prima versione con SUEZ, acronimo di Sezione Ulivo Extra Zone. Non andò avanti, si spense da sola. Perché il web è uno strumento, non un approdo. Lo si deve usare per organizzare cose nel mondo reale, altrimenti è anche peggio di prima.

Diventiamo tutti persone, riconoscibili, ciascuna con le sue competenze, i suoi problemi, i suoi progetti e i suoi sogni a disposizione degli altri. A quel punto tutte le iniziative, all’interno del forum, che aggregano consensi diventano pesanti perché effettivamente rappresentative. Non è un caso il fatto che ormai le iniziative politiche su web siano prese soprattutto su Facebook, dove ci si presenta con nome e cognome. Anche lì ad esempio pdnetwork potrebbe aprire una finestra, una vetrina, uno stargate.

Qualsiasi discussione, a partire da quelle fondamentali di delega e rappresentanza della democrazia, non potranno mai essere affrontate decentemente se non si parte da qui. Io stesso ho abbandonato quasi completamente pdnetwork e se il mio nome si affaccia qui ogni tanto è soltanto perché un articolo del mio blog ha fatto breccia nella redazione ( e anche questo problema, dei cr
commento di seamusbl inviato il 27 settembre 2011

"Sono assolutamente d'accordo, il PDNET è morto perchè è diventato una terra di nessuno: nei commenti può entrare di tutto, sfottò, insulti, volgarità, bullismo telematico e polemiche sterili.
Tutto ciò è contrario ai principi democratici, al codice civile e penale"

E' arrivato comrade questurino John Wayne Bysshe a dare manforte.
Ora siamo al completo e in sicurezza o in cella.
commento di seamusbl inviato il 27 settembre 2011
"Perchè è morto il pdnet? Perchè, stanchi di un silenzio da parte della dirigenza che dura da quasi 4 anni, i partecipanti lo hanno abbandonato."

comrade giving up Cristina, il protocollo web venne a salvare il mercato dei computer; microsoft non lo aveva compreso, poi pero' non ebbe scrupoli a uccidere netscape.
i blog e forum sono venuti per restare, se il pdnet e' morto, affermazione con cui discordo in parte, e' perche' a "morire" sono stati soprattutto molti suoi frequentatori con la preoccupazione di usare la piattaforma, con tutti i suoi limiti, come un canale o telefono privilegiato per parlare direttamente con i dirigenti altrimenti avvertiti come irraggiungibili.
Quando invece il primo obiettivo dovrebbe essere oltre il cazzeggiare liberamente tentare di dare un contributo di idee e confrontarsi. E in qualche modo cio' e' avvenuto in alcuni casi, tanto che il partito si sarebbe preso anche la briga di disattivare i link e non farlo conoscere troppo.
Il partito e' piuttosto distrutturato, con poche idee e confuse. Un piccolo miglioramnto potrebbe consistere nell'abitudine di esporre le motivazioni diero alcune scelte o posizioni, invece dello slogan, cosi' da indirizzare alcuni scambi di idee. Per esmpio la giustificazione della pseudoreligione dei sacrifci e espiazione se ritenuta necessaria.
Take care


commento di giancarloba inviato il 26 settembre 2011
E' morto perchè dava fastidio.
commento di Circolo PD Online inviato il 26 settembre 2011
Continua 4
Desideriamo concludere il nostro intervento con un plauso nei confronti dell’iniziativa che ha permesso queste giornate di Bologna dove gran parte delle forze che desiderano lavorare per una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica del Partito e del Paese hanno avuto la possibilità d’incontrarsi.
Riterremmo utile che si uscisse da queste giornate con parole d’ordine unitarie come queste:
1) Via il Governo Berlusconi. Chiediamo elezioni politiche immediate per il ricambio della classe politica
2) Primarie per la scelta dei candidati, aprendo la nostra lista agli esponenti della società civile , dei movimenti e delle associazioni
3) Tutto il potere ai Circoli
Chiediamo al partito di organizzare una mobilitazione permanente fino alla caduta del governo.
Organizziamo in tutte le città comitati aperti ai cittadini, associazioni e movimenti per l'individuazione dei candidati da presentare alle primarie.
commento di Circolo PD Online inviato il 26 settembre 2011
Continua 3
Via via i rappresentanti dovrebbero a loro volta scegliere, mediante candidature, gli elementi più rappresentativi per i livelli superiori sino alla composizione dell’Assemblea Nazionale dove viene eletto il Segretario con il metodo delle primarie e la Direzione Nazionale. Dell’assemblea Nazionale potrebbero far parte, come previsto anche oggi, elementi scelti in rappresentanza dei parlamentari . Se nella prima fase della creazione del Partito la sua genesi verticistica poteva far preferire una organizzazione diversa, oggi i tempi sono maturi per un cambiamento radicale. 2) La diffusione e l’utilizzo delle opportunità di comunicazione offerte dalla Rete sono forse uno delle novità più importanti della nostra società. Perché tuttavia queste possibilità rappresentino una nuova opportunità nel rapporto fra la popolazione, i movimenti e le organizzazioni tradizionali della politica, i partiti, è necessario trovare adeguate forme di organizzazione e di rappresentanza. Il PD ha previsto nel suo Statuto la possibilità organizzativa di circoli nella rete: i circoli online. Noi riteniamo che una opportuna valorizzazione di questo strumento possa migliorare le possibilità di partecipazione riannodando il percorso verticale fra base e vertice e permettendo una circolazione più veloce delle idee nell’uno e nell’altro senso. E’ questa la scommessa su cui è nato il nostro Circolo PD on line “ Libertà è Partecipazione” . La diffusione dei circoli online potrebbe rappresentare sia uno strumento di sviluppo della democrazia interna nella vita del partito, sia uno strumento agile d’interazione con i movimenti , le associazioni e la rete. Bisogna dare la possibilità di sviluppare il confronto e il dibattito dei Circoli utilizzando una piattaforma telematica apposita (magari “Circoli in Rete” ?) e consentendo che da questa possano scaturire proposte da offrire al vaglio della Direzione Nazionale. Desideriamo concludere il nostro intervento con un plauso nei confronti del
commento di Circolo PD Online inviato il 26 settembre 2011
continua 2
All’interno di questo processo, riteniamo che il Partito Democratico possa e debba svolgere un ruolo decisivo rivedendo e rielaborando la propria funzione, stimolando la partecipazione del cittadino alla vita politica e democratizzando la vita interna del partito. Il Partito Democratico deve rappresentare il centro di sviluppo della partecipazione, ricomponendo una linea di collaborazione e di continuità fra rappresentati e rappresentanti . Nei confronti della società civile deve essere chiaro che il partito non cerca il monopolio dell’espressione e dei canali di partecipazione del cittadino, che devono potersi sviluppare liberamente nelle associazioni , in rete ecc. , bensì desidera collocarsi fra loro come forza stimolante e creativa. Nel momento della scelta delle candidature per le elezioni politiche il partito deve aprire la propria lista ai cittadini anche non iscritti. Le candidature vanno scelte con il metodo delle primarie. Dobbiamo ripetere l’esperienza positiva delle elezioni amministrative di Milano e Napoli, con la saldatura attorno ai candidati di un consenso che superi la base del nostro partito per rappresentare non solo la coalizione di opposizione ma tutti i movimenti, compresi gli ancora incerti che debbono trovare un punto di riferimento per le loro istanze di cambiamento. Relativamente invece al processo di democratizzazione interna non possiamo che ripetere quanto abbiamo già espresso nella lettera alla Conferenza Nazionale sul tema del partito, ribadendo i seguenti punti:
1)Tutto il potere ai circoli . In sostanza il percorso di formazione degli organismi di coordinamento e di livello superiore, sino all’assemblea nazionale, dovrebbe essere formato solo ed esclusivamente dai rappresentanti eletti dai circoli territoriali, di settore e/o ambiente e online. Via via i rappresentanti dovrebbero a loro volta scegliere, mediante candidature, gli elementi più rappresentativi per i livelli superiori sino alla composizione dell’Assembl
commento di Circolo PD Online inviato il 26 settembre 2011
continua 1
Documento di Libertà è partecipazione”, circolo on line del PD
Incontro 22-23 ottobre Bologna
In un momento così difficile della storia italiana occorrono scelte nette e riforme radicali che facciano uscire il nostro Paese dal declino economico, morale e civile in cui è caduto e consentano di riprendere il cammino della crescita, della coesione sociale e della speranza in un futuro migliore per le giovani generazioni. Come è stato ripetutamente dichiarato anche dalle più significative componenti del mondo delle imprese e del lavoro, è necessario un momento di forte discontinuità che non può essere realizzato dalle forze politiche che compongono l’attuale maggioranza di governo. Non possiamo non sottolineare lo spettacolo penoso ed offensivo del senso civico comune presente in troppi atteggiamenti del Presidente del Consiglio, tale da non consentire indugi, volendosi recuperare il decoro delle istituzioni e l'immagine del Paese. La discontinuità tuttavia non può essere rappresentata da un semplice cambio di governo, se debbono essere sanati i guasti e rimossi i rischi di future derive populistiche. . La gravità della situazione coinvolge in profondità il rapporto fra classe politica e società civile. Riteniamo pertanto necessario che gli esponenti migliori della società civile abbiano la possibilità di partecipare all'attività politica, ricevendo attenzione dal sistema dei partiti e prefigurando il ricambio generazionale e morale della classe politica. Sono necessarie al più presto nuove elezioni che permettano questo ricambio e consentano al Paese di esprimere le sue migliori energie per avviare una vera discontinuità e riprendere la crescita. Solo in tal modo, anche a livello internazionale, l’Italia potrà ottenere un recupero della propria credibilità e convincere gli investitori che sono state definitivamente recise le collusioni e connivenze di un sistema che inibisce lo sviluppo in nome del mantenimento di una rete di privilegi. All’interno
commento di Circolo PD Online inviato il 26 settembre 2011
Desideriamo intervenire nel dibattito che state effettuando, ponendo giustamente al centro delle vostre osservazioni il problema della rivitalizzazione del Partito attraverso un suo diverso rapporto con la base interna e con le classi lavoratrici, con un nostro documento con cui intendiamo partecipare all'incontro di Bologna convocato da Giuseppe Civati e da Debora Serracchiani, per il 22 e 23 ottobre pv.
"La Rete della democrazia"

continua
commento di maxo7533 inviato il 26 settembre 2011
Potete dire quello che volete, ma le cose stanno andando nel modo giusto, questa destra si stà suicidando da sola, è arivata per la prima volta a dover risanare i conti e hanno fatto flop.

Questo PD è quello di sempre, dal PDS ad oggi, è quello del 92-94 quello del 96-01 quello del 06-08 quello che ha sempre risanato i conti, quello che ci ha portato in Europa, quello che ha salvato Isdraele ed il Libano da un conflitto.

E' quello di cui essere fieri, pensate alla Francia,Germania Inghilterra cosa hanno queste Nazioni dai Loro Governanti balbuzienti che non riescono a prendere il toro per le corna della crisi. Kohl, Mitterrand erano grandi Leader che le crisi le pilotavano e i nostri dirigenti vengono da quella scuola.

Chi ha messo l'Italia nei guai sono stati i Socialisti e la DC, non dimenticatevelo e quelli che oggi accompagnano Silvio sono gli eredi di questi due Partiti. (Cicchitto,Ferrara, Scajola,Tremonti, ecc.ecc.)

Oggi ci troviamo nella stessa (anzi peggio) situazione del 92, quando l'Italia rischiò la bancarotta, però allora eravamo più ricchi di adesso, ma con un buon Ciampi al Governo (appoggiato dal PDS)riuscimmo ad uscirne.

Purtroppo quello che succede però è che nonostante tutto il putiferio che è successo in questi ultimi anni, la percentuale dei voti non sono cambiati siamo sempre al 50% sia a destra che a sinistra, sè sommate i partiti di destra e quelli di sinistra, vi rendete conto che niente è cambiato in 10 anni.
L'unica cosa che il PD è riuscito a fare e prima dividere Bossi nel 94 e oggi il FLI e l'UDC.
commento di cristinasemino inviato il 26 settembre 2011
@delega

Per quanto mi riguarda rivoterò PD solo se saprà rendersi protagonista del cambiamento, se avrà una classe dirigente all'altezza del compito e non si arrenderà alla prima battaglia persa. Se avrà cioè quel coraggio che in 4 anni di vita non ha mai dimostrato. Noi siamo qui ad incitarlo. Vediamo se almeno ci prova.
commento di pasquino50 inviato il 26 settembre 2011
"Altro il pd non sa dire, altro non sa fare. Intanto la " celere" davanti a montecitorio manganella a tutto spiano gli indignati ed i nostri tutti dentro a fingere di fare opposizione. Una domanda: ma perchè dovremmo ancora votarlo il pd?"

Bella domanda, andrebbe posta al vertice, al "cervello pensante" (sigh!)...,
ma non mi stupirei della risposta di sempre..."...perchè io so' io e voi nun siete un cazzo"...da marchese a vice-conte!!!
Questi se so' magnati l'italia a pezzettini, gonfi e tronfi come l'artri, senza distinzione che non sia l'occupazione del potere, pe' fa quello che je pare, sbracando un patrimonio collettivo di cultura esperienza militanza e passione che ha sostenuto e tenuto in forza un popolo, quello comunista.
E nun raccontate la barzelletta che il comunismo è morto e sepolto, è solo stanco,dopo aver lottato e tolto dall'indigenza e oppressione miliardi di questa composita "umanità".
Riot, rimedio "antistanchezza"... :)
commento di frapem inviato il 26 settembre 2011
Come non essere d'accordo?
Ma i grandi cambiamenti avvengono fuori dal sistema di potere, è stato così nel 68 e anche nel 69 quando gli operai si ribellarono alle commissioni interne..
E avvengono con il concorso tra gli interessi delle forze produttive. Le vittime del sistema non sono soltanto gli operai ridotti a servi ma anche l'imprenditoria, i commercianti, gli aritigiani onesti che pagano le tasse.
Ma queste categorie come i lavoratori dipendenti sono ingabbiati dalle loro associazioni i cui vertici ricevono oboli dal sistema.. magari candidature alle prossime politiche. Se Berlusconi è indegno, è una minaccia per la democrazia, perchè non si è fatta una grande manifestazione unitaria di opposizioni e categorie? Non stiamo parlando di un premier che non ci piace, con alleato antipatico, ma di uno che piscia sul tricolore e l'altro che usa aerei di stato per trasbordare le sue puttane.. Fatti gravissimi, la gente di destra, di centro e di sinistra, avrebbe capito. Ma io credo che solo l'annuncio di una simile manifestazione avrebbe fatto cadere il governo.
commento di delega inviato il 26 settembre 2011
Quante volte abbiamo chiesto, mendicato, direi, di sentire la voce di un qualche dirigente anche di infimo livello, che dialogasse con noi. Mai abbiamo avuto la grazia! Ora il net è morto, preda di 2-3 sconclusionati narcisi che lo intasano con le loro poco comprensibili elocubrazioni ed a me pare di vedere la soddisfazione di dalema e soci che in nome del primato assoluto della politica ( la loro), ci considerano tutti degli ingenui incapaci, incolti per di più, buoni solo a portare voti, facili da convincere grazie alla loro arte retorica. Putroppo credo che un ben scarso ascolto avrà anche il circolo on line, come succede per quelli territoriali, fucine di serventi alle feste democratiche e basta. Bersani, lo dico da tempo, a me pare una brava persona, ma appesantito come è da tutti i fardelli interni al partito e per sua propria inclinazione, è condannato a fare sempre l' effetto della tartaruga per prontezza di intuizione e velocità di esecuzione.Abbiamo preso l' ennesimo schiaffo sul voto segreto ( che doveva essere risolutivo) per l' arresto di milanese ed è ricominciata la solita tiritera su berluconi " che si deve dimettere per il bene dell' Italia". Altro il pd non sa dire, altro non sa fare. Intanto la " celere" davanti a montecitoria manganella a tutto spiano gli indignati ed i nostri tutti dentro a fingere di fare opposizione. Una domanda: ma perchè dovremmo ancora votarlo il pd?
commento di pasquino50 inviato il 26 settembre 2011
Potrei continuare con altri "entusiasmanti" copiaincolla in tema.....
Non risolverebbe il problema...
Da un "partito" (ripeto così si è voluto definire il pd) "nato morto politicamente" non ci si può aspettare che abbia capacità "rivitalizzanti" per la società "incivile", quella ha cui ora ci si vuole rivolgere nel chiedere consenso, questa classe dirigente non dimostra di averne le capacità.
(devo elencare iniziando da No-Tav?)...quindi... "con questa classe dirigente non si va da nessuna parte.."

"Perchè il pdnetwork è morto"
Perchè non si può innestare tessuto fresco di laboratorio su "carni in cancrena"....neanche se il pd stesso si dichiara la medicina risolutiva, la pennicillina "politica", per il "grande male"......pensando di costringere la scelta del male minore...
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