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contributo inviato da team_realacci il 15 settembre 2011

Al Ministro dell’Interno
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare



Per sapere, premesso

che il tentativo di realizzazione di un centro commerciale a Borgarello (PV) fu presentato per la prima volta nel 2000 attraverso due delibere per variante di PRG, l’odierno Piano di Governo del Territorio, ma venne bocciato sia dalla Provincia che dalla Regione Lombardia;

nonostante il primo diniego degli Enti locali preposti il 20 maggio 2010 viene presentato il progetto per realizzare il centro commerciale. Al progetto vengono richieste alcune modifiche su proposta dell’Amministrazione comunale nella figura dell’Ing. Giovanni Valdes, sindaco di Borgarello, e così ripresentato il 1° luglio 2010;

il 12 luglio il progetto viene adottato, con Delibera Consiglio Comunale n. 16 del 2010. La delibera viene però sospesa perché, come prescrivono le norme in materia, è necessaria l’autorizzazione commerciale rilasciata dalla Regione Lombardia dopo una conferenza di servizi ad hoc;

il progetto di Centro commerciale adottato a Borgarello (PV) contempla la realizzazione di un’area di vendita commerciale di 14.950 metri quadrati, di un parco tematico di 32.700 metri quadrati, di un’area di intrattenimento con multisala e attività sportive, di un hotel con 90 camere e con in cima un osservatorio e un roof garden, di una stazione di servizio, di un nido, di una nursery e di una pista di pattinaggio sul ghiaccio di circa 300 mq. La convenzione prevede che la società che realizzerà il progetto metta a disposizione del Comune di Borgarello un importo complessivo di circa 9 milioni di euro ai quali si aggiungeranno altri 3 milioni qualora, per motivi indipendenti dalla volontà della società, questa non riesca ad acquisire e conferire all'amministrazione Comunale Villa Mezzabarba;

nell’autunno del 2010 la vicenda del futuro centro commerciale di Borgarello si intorbidisce a causa dell’arresto del sindaco Giovanni Valdes perché, come anche riportato dalla stampa locale e da “Il fatto quotidiano” del 13 gennaio 2011, nel corso della grande operazione antimafia che ha decapitato la ’Ndrangheta in Lombardia, è accusato di turbativa d’asta e falso. Secondo i giudici del Tribunale di Milano Giovanni Valdes: <<avrebbe truccato la gara per vendere un terreno
davanti al suo municipio, finito a una società di “comodo”, la Pfp>>;

il 4 gennaio 2011 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale di scioglimento del Consiglio Comunale di Borgarello. Dopo lo scioglimento il commissario prefettizio Michele Basilicata partecipa alle conferenze di servizi per l’autorizzazione del centro commerciale e si farà carico anche di tutti i provvedimenti seguenti. Il 4 aprile il Comune di Borgarello rilascia la licenza commerciale a “Progetto Commerciale srl”.

l’area in cui dovrebbe sorgere il centro commerciale ha attualmente una destinazione agricola e risulta molto fragile dal punto di vista ambientale e paesistico. Infatti, ricade:
- in vincolo di cui all’art. 142 lett. c del dlgs 42/04;
- nel Piano Territoriale Regionale d’Area “Navigli Lombardi” con appositi indirizzi e direttive paesistiche;
- in zona circondata da un corridoio primario della Rete Ecologica Regionale (RER) a nord, da un elemento di primo livello a est e di secondo livello a ovest, sempre della RER oltre che da un’area prioritaria per la biodiversità ad est;
- a poco più di due kilometri dal complesso della Certosa di Pavia lungo l’ex strada statale 35 già attualmente inadeguata rispetto l’intenso traffico di collegamento Pavia-Milano

al Ministro dell’Interno quali azioni intenda mettere in campo per chiarire se l’azione del commissario prefettizio, Dott. Michele Basilicata, all’epoca dei fatti non sembri in contrasto con la prassi consuetudinaria che vuole il commissario prefettizio, come un funzionario del Governo che dovrebbe limitarsi a gestire l’ordinaria amministrazione;

al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare quali azioni intenda intraprendere per tutelare un patrimonio paesistico e naturalistico che rischia di essere compromesso da un ulteriore consumo di suolo e proprio nelle vicinanze di un monastero di inestimabile valore storico-artistico, già monumento nazionale italiano sin dal 1866, come la Certosa di Pavia. Esso costituisce un punto di attrattiva turistica prioritaria tra quelli di natura storico-culturale associati al sistema dei Navigli. Si chiede pertanto al Ministro dell’Ambiente inoltre di verificare se per autorizzare il sopraccitato complesso commerciale della superficie edificata lorda di pavimento di quasi 50.000 mq., con un numero di parcheggi superiore a 500 posti auto e una strada extraurbana secondaria di interesse provinciale nemmeno fosse necessaria una verifica di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).

Roma, 15 settembre 2011 On. Ermete Realacci

TAG:  AMBIENTE  CENTRO  PAVIA  MINISTRO  COMMERCIALE  INTERNO  INTERROGAZIONE  CERTOSA  BULGARELLO 

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