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contributo inviato da iociprovo il 13 settembre 2011

L'INTERFERENZA FRA I POTERI NEL SISTEMA ISTITUZIONALE ITALIANO

 Come accennato nella prima parte il primo grosso difetto struttrale della nostra architettura istituzionale è senz'altro una insufficiente distinzione fra i tre poteri fondamentali dello stato.

La cronaca dei nostri giorni è piena di evidenze di questa situazione,

Il presidente del consiglio che dichiara che "il governo non ha alcun potere" cosa intende dire? Semplicemente che non ha abbastanza potere legislativo dimenticando che il governo non dovrebbe avere alcun potere legislativo ma ad esso dovrebbe essere demandato il solo potere esecutivo, cioè l'onere di rendere esecutive ed applicare le leggi formulate ed approvate dal parlamento. Eppure di potere legislativo il governo ne ha già molto più del giusto, Basti pensare al continuo ricorso alla fiducia che non fa altro che toglere al parlamento la sua funzione di discussione e di affinamento delle leggi. L'ampiezza della rappresentività dei parlamenti ha lo scopo di fornire il più ampio spettro di opinioni, di istanze e di interessi in modo che ciascuna legge sia esaminata in tutti i suoi aspetti ed effetti.

Quindi l'usurpazione del potere legislativo da parte del governo (non solo di questo il problema è strutturale anche se si è accentuato in questa fase) rischia di avere effetti disastrosi sulla qualità delle leggi, e quindi sulla loro efficacia.

Peraltro è anche vera l'interferenza opposta. Esiste una eccessivo ricorso alle leggi anche per provvedimenti che in se sarrebbero da classificare come provvedimenti amministrativi e quindi di esclusiva competenza del potere esecutivo.

Sembra che in Italia tutto si debba fare tramite le leggi ed infatti se ne sono prodotte in quantità veramente assurda, Aumentare di un punto il il tasso dell'IVA, a mio parere è un provvedimento amministrativo e che non dovrebbe interessare il parlamento.

Le leggi dovrebbero riguardare esclusivamente i principi e non le modalità per il raggiungimento degli stessi.  

Il Potere esecutivo tenta in tutti i modi di controllare gli organi del potere giudiziario, anche questo lo riscontriamo quotidianamente, si tentano di approvare leggi "di riforma della giustizia" che in realtà sono dei tentativi di minare il principio fondamentale della indipendenza del giudice nei confronti del potere esecutivo. Chi conosce un po di storia sa bene che rinunciare a tale principio significa semplicemente rinunciare alla democrazia.

la concentrazione in un solo organismo del potere esecutivo e giudiziario è la caratteristica tipica di tutte le dittature.

Peraltro, per reazione c'è chi ravvisa in alcune azioni della  magistratura, il tentativo di influire nel sistema politico forzando l'uscita di scena di alcuni soggetti. La politicizzazione del magistrato è un male sicuramente da evitare, nel nostro sistema non vi sono sufficienti presidi che possano assicurare che una tale stortura non si verifichi.

Resto in attesa di commenti e spunti di discussioni su tale argomento. saluti a tutti

TAG:  ISTITUZIONI RIFORME POTERE ESECUTIVO LEGISLATIVO GIUDIZIARIO 

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commento di iociprovo inviato il 19 settembre 2011
VERSO QUALE RIFORMA ISTITUZIONALE? - 3
L’INEFFICIENZA DEL SISTEMA LEGISLATIVO

Il sistema legislativo italiano consiste in un “bicameralismo perfetto”, la camera dei deputati ed il senato hanno il compito di formulare e definire le leggi e quindi approvarle. L’iniziativa della proposta di legge può provenire da un qualsiasi deputato o senatore, può provenire da una proposta del governo o può essere di iniziativa popolare attraverso la raccolta di firme.

A questo punto la proposta viene messa in coda in una dei due parlamenti ed inizia una lunga trafila prima di essere effettivamente esaminata e discussa, nel frattempo i parlamenti sono impegnati a discutere (quando va bene) e ratificare i decreti governativi in scadenza, a ratificare le varie manovre finanziarie, ad impelagarsi nelle lotte di potere e fra i poteri. Quando finalmente dopo anni di attesa la legge arriva ad essere discussa, il dibattito su di essa è fortemente influenzata dalla contrapposizione faziosa fra maggioranza ed opposizione, viene difesa a spada tratta dallo schieramento da cui proviene mentre viene osteggiata in ogni modo dallo schieramento opposto. Anziché svolgersi un dibattito sereno sul merito della legge, essa diventa il terreno di battaglia fra i due schieramenti. Il risultato è che la legge spesso non migliora, il più delle volte peggiora. Quindi passa all’esame dell’altro parlamento, che può approvarla così comè, (se ne è costretto, rinunciando alla propria funzione) oppure può modificarla, facendole cosi ricominciare il gioco dell’oca.
Tutti conoscono i frutti di questo sistema assurdo, la produzione legislativa del nostro “bicameralismo perfetto” è scarsa e di scadente qualità.
Nell’ultima legislatura , per effetto della legge elettorale, si è assistito ad un impressionante svuotamento delle funzioni proprie del parlamento. I deputati ed i senatori sono eletti solo in virtù del fatto di essere stati scelti dalle dirigenze dei rispettivi partiti e per questo ris
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