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contributo inviato da iociprovo il 12 settembre 2011

Con l'urgenza della crisi economica la questione delle riforme istituzionali sembra essere passata in secondo piano ma in realtà la necessità di modifiche sostanziali al funzionamento del nostro sistema politico istituzionale è quanto mai attuale. Per prendere la giusta direzione nella formulazione delle riforme è però prima necessario individuare le cose che non funzionano nell'attuale sistema. Eccone un elenco sicuramente non esaustivo:

- Grave Interferenza e confusione fra poteri che dovrebbero essere distinti - Legislativo - Esecutivo - Giudiziario;

- Scarsa efficienza del sistema legislativo: a causa del ruolo identico assegnato alle due camere ogni legge deve passare l'esame dei due organi senza alcun cambiameto, In consseguenza di tale inefficiente si è sviluppata l'utilizzo dei metodi del "decreto legge", della "legge delega" ed il ricorso alla fiducia nelle votazioni tutte splicite interferenze del potere esecutivo sul legislativo.

- Instabilità del sistema politico, le coalizioni politiche tendono rapidamente a sfaldarsi nel giro di pochi mesi dopo le elezioni, il risultato è in alcuni casi il ricorso alle elezioni anticipate, in altri casi al trasformismo parlamentare.

Nei prossimi interventi svilupperò più approfonditamente questi argomenti, le necessarie modifiche al nostro sistema istituzionale scaturiranno dalla analisi delle sopra enunciate problematiche

Invito tutti a contribuire alla discussione sul merito.

 

TAG:  RIFORME ISTITUZIONI PROPOSTE POTERI STATO 

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commenti a questo articolo 0
commento di iociprovo inviato il 3 ottobre 2011
COME, QUANDO CHI
Ho finora cercato di immaginare una ideale riforma dell'assetto istituzionale, e chiunque può provare ad ideare una ipotesi di “mondo ideale” differente dalla realtà attuale, ma in effetti questo non basta, se non si vuole essere accusati di utopia occorre indicare il “come” arrivare a questo obiettivo descritto.
Tengo subito a precisare che, a mio parere, questo parlamento non può e non deve procedere a una qualunque riforma.
In primo luogo credo che non debba farlo perché ritengo che non sia legittimato democraticamente a farlo. E' innegabile il fatto che con questa legge elettorale si è pervenuti ad un parlamento di nominati e non di eletti, l'elettore non ha avuto alcuna possibilità di determinare chi dovesse andare a rappresentarlo, sia per causa della ignobile legge elettorale, ma anche e soprattutto per il fatto che le liste elettorali dei partiti sono state determinate in maniera verticistica e senza alcun vero riscontro democratico, e questo vale per tutti i partiti (se qualcuno è in grado di confutare questa affermazione prego batta un colpo).
Inoltre sono certo che non è in grado di pervenire ad una vera riforma istituzionale per il modo in cui si sono poste le forze politiche al suo interno sia prima che dopo le elezioni. Intendo dire che non è assolutamente possibile ed accettabile che le istituzioni vengano riformate solo da una parte dello schieramento politico, esse non possono che essere ampiamente condivise in quanto devono costituire un patrimonio comune condiviso, devono essere le regole del gioco accettate da tutti.
Invece questo parlamento si è costituito sulla base di una contrapposizione assoluta, una faziosità, una distanza di valori che non consente di immaginare un qualsiasi nucleo di idee comuni.
commento di iociprovo inviato il 3 ottobre 2011
Questi parlamentari non possono essere i padri della nuova Repubblica, questa benedetta seconda Repubblica, che è in gestazione da venti anni, non può nascere con questa nutrice, sarebbe sicuramente abortita, o ben pochi ne sarebbero orgogliosi. Nelle nostre menti e nei nostri cuori la nuova creatura è già formata e pronta a nascere, ma non con questo parlamento.
Ed allora? Cosa si può concretamente fare oggi? Evidentemente questo parlamento può al massimo ambire a fare una nuova legge elettorale che consenta di avere nella prossima Legislatura un parlamento degno di operare il faticoso parto della nuova Repubblica.
Ma questo non basta, per sperare che il prossimo parlamento sia in grado di fare una cosi ampia e complessa riforma è necessario che si vada alle elezioni con la piena consapevolezza del ruolo istituente che esso dovrà avere, e quindi con un vero nuovo spirito costituente.
Per ottenere questo è necessario che le forze politiche abbandonino l'attuale spirito di contrapposizione, occorre che ci si ponga con un atteggiamento completamente diverso da quello attuale, l'atteggiamento di chi cerca di trovare gli elementi di unione e non quelli di divisione. Intendo dire che nelle prossime elezioni occorrerà distinguere due differenti piani di alleanze.
Occorrerà che si formino le alleanze per il governo del paese, ma sarà necessario che si vada alle elezioni anche con delle alleanze ben più ampie sui temi istituzionali, occorre che si vada con un atteggiamento di reciproca legittimazione senza la quale non si potrà instaurare un dialòogo veramente costruttivo.
Molti staranno pensando, ma come facciamo a fidarci di quelli? Come possiamo imporci un rispetto che non abbiamo? Rispondo subito, penso che il rispetto potrà esserci solo se in entrambi gli schieramenti si procederà con il metodo democratico per la scelta dei candidati.
Solo questo può e deve essere il principiò fondamentale e fondante per la nascita del nuovo spirito costituente,
commento di iociprovo inviato il 23 settembre 2011
VERSO QUALE RIFORMA ISTITUZIONALE -4
LE PROPOSTE
Voglio ora esprimere alcune mie idee riguardo alle linee di intervento modificativo che possano dare risposta alle problematiche precedentemente illustrate: - Interferenza fra i poteri dello stato - Scarsa efficienza del sistema legislativo - Instabilità del sistema politico;
E' necessario riscrivere l'architettura istituzionale con l'ottica di una migliore distinzione fra le competenze, occorre rafforzare e delineare meglio gli organi di controllo che devono dirimere le dispute di competenza. Il potere legislativo deve essere di esclusiva competenza di un ramo del parlamento, il senato legislativo.
L'ambito legislativo deve essere meglio delimitato, ridefinendo il concetto di legge e distinguendolo dai provvedimenti amministrativi, ed attuativi delle leggi. La “Legge” dovrebbe, a mio parere, contenere i principi ispiratori, le finalità che si vogliono conseguire, le regole generali, la struttura portante dell'azione che si vuole conseguire, dovrebbe inoltre indicare i mezzi con cui raggiungere le finalità fra cui anche le fonti delle risorse economiche.
commento di iociprovo inviato il 23 settembre 2011
L'esecutivo deve adempiere esclusivamente al suo compito di “dare attuazione alle leggi” attraverso l'emanazione dei provvedimenti amministrativi necessari, dei regolamenti attuativi, l'assegnazione dei compiti e delle risorse.
Il carattere “parlamentare” del nostro ordinamento istituzionale può e deve essere mantenuto, dando alla camera dei deputati, che rinominerei come camera esecutiva, il compito di discutere le proposte del governo, approfondendone gli effetti e le problematiche che ne conseguono, emendandone i difetti.
Il governo andrebbe quindi a configurarsi come il “direttorio politico” della camera esecutiva, un gruppo ristretto costituito sia da parlamentari che da tecnici esterni, che gode della fiducia dell'assemblea, che ne imposta le linee di azione programmandone le attività e le priorità. I decreti attuativi del governo sono approvati dalla camera esecutiva. Solo la camera esecutiva può sfiduciare il governo. La procedura di formazione del governo può essere mantenuta come nell'attuale ordinamento, il Presidente della Repubblica, a seguito delle consultazioni delle forze parlamentari, nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, il quale a sua volta forma la squadra di governo in modo da ottenere la fiducia da parte della camera esecutiva.
Con un tale tipo di ordinamento verrebbe a cadere ogni possibile ingerenza legislativa da parte dell'esecutivo, mentre il governo avrebbe un potere meno limitato e condizionato dalle procedure del “bicameralismo perfetto”.
commento di iociprovo inviato il 23 settembre 2011
Qualcuno potrebbe obbiettare il pericolo di una eccessiva divaricazione fra l'azione dell'organo legislativo e quello esecutivo. E' evidente che una omogeneità di maggioranza politica fra i due parlamenti potrebbe evitare tale divaricazione, ma comunque anche se le due maggioranze dovessero essere differenti questo non comporterebbe una paralisi istituzionale, in quanto i due organi potrebbero continuare ad agire in autonomia. Si tratterebbe di una situazione simile alla “anatra zoppa” che si verifica nell'ordinamento statunitense quando la maggioranza del senato è differente da quella che ha eletto il presidente. In parte tale possibilità sarebbe limitata anche effettuando contemporaneamente l'elezione dei due parlamenti. Comunque questa possibilità rimane nel caso di scioglimento anticipato della sola camera esecutiva, in caso di impossibilità di formare una maggioranza in grado di sostenere un governo, non ci sarebbe alcun motivo per sciogliere il senato legislativo.
commento di iociprovo inviato il 23 settembre 2011
Peraltro non sarei favorevole ad adottare una legge elettorale identica fra i due parlamenti in quanto diversa è la loro funzione. Per quanto riguarda il senato legislativo adotterei un sistema che garantisca la maggiore rappresentività possibile, orientato quindi al proporzionale , invece per il parlamento esecutivo sarebbe auspicabile una legge elettorale in grado di garantire la stabilità della maggioranza.
In entrambi i parlamenti dovrebbe essere garantita sia la rappresentanza delle istanze territoriali che la necessaria sintesi di una rappresentanza nazionale. Ciò si può tradurre nella formula “collegi locali e collegio unico nazionale”. Proporrei un sistema elettorale in cui si vota il partito e si da la preferenza ad una coppia di cui uno è un rappresentante locale e l'altro è un leader nazionale del partito”.
Per quanto riguarda la soglia di sbarramento e il premio di maggioranza, proporrei un sistema in cui le due cose sono legate. Il premio dovrebbe consistere nel trasferire ai partiti maggiori i voti dati a quei partiti che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento. In particolare, a mio parere, i partiti dovrebbero dichiarare, prima del voto, gli apparentamenti, cioè il partito a cui deve convergere il voto nel caso in cui non si superasse la soglia. In questo modo, e regolando la dimensione dei colleggi elettorali (che dovrebbero eleggere al massimo 10 parlamentari), si potrebbe contrastare la disgregazione in partiti troppo piccoli.
commento di pasquino50 inviato il 22 settembre 2011
Ora una considerazione pesante che spero venga criticata con attenzione.
Vista la personale "biografia politica" di G.Napolitano, biografia che lo contraddistingue in particolari fasi delicate della storia del pci e del paese, può essere l'elemento determinante per la definizione e chiusura di un ciclo storico e politico nel paese? Può, considerate le "forze politiche" che al colle lo hanno portato, essere veramente "super partes" intrepretando al meglio "lo spirito" della Carta Costituzionale?
Io mi sento di "soffrire" di un parere negativo: non può adempiere "liberamente" a tale compito. E'genesi stessa "dell'errore", parte dello "stallo istituzionale".
commento di pasquino50 inviato il 22 settembre 2011
Al punto in cui si è "globalmente" giunti, la sferzata ri-novatrice dovrà trovare il suo Che Fare integrando e assimilando gli errori "analitici" sin qui visibili.
Tenendo conto che le risorse naturali non sono infinite, includendo anche la "percezione di sopravvivenza-benessere-felicità", non sarebbe illusorio perseguire fattive "politiche economiche" che, con gradiente di riforma dove possibile, incidano profondamente sulla "percezione del collettivo" unica barca da mantenere a galla...tanto per non essere perniciosamente "transeunti"...chi ci ricorda?
Brevi,confusi,disarticolati esempi: ripristino e tutela del patrimonio demaniale , controllo-possesso-rinnovo delle risorse energetiche, nuovo "regime" per le risorse agroalimentari (piano di sviluppo alimentare sottratto ai vari wto omc), ricondizionamento dei valori e regole dell'accumulo "bancario"(plusvalenze, giacenza-risparmio, investimenti al reddito d'impresa, ecc.)rilancio della funzione collettiva/pubblica nella burocrazia dello Stato (ripristino/nuove norme anticorruzione,coscienza culturale collettiva sulle attività fiscali/welfare(a ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le proprie possibilità), assegnare risorse quantitative/qualitative all'universo dell'istruzione (che i privati facciano i loro passi ma non a danno del collettivo pubblico)......
Insomma, chi riuscirà a "riconnettersi per riavviare" senza gattopardeschi tentativi, avrà diritto al giudizio del voto ultima residua arma democratica in nostro possesso, gelosamente custodita "in surplace" da un buon oltre 24% di elettorato.
Altrimenti inizierà prima la disobbedienza civile,già si vede in giro, poi il tentativo di scorciatoie violente, ed anche questo s'intravede.
commento di seamusbl inviato il 22 settembre 2011

Sarebbe interessante sapere per chi votano i disgraziati produttivi di cui sopra, tolti gli extracomunitari, probabilmente in gran numero per Bossi e motherfucker Silvio.
Occorre adottare la filosofia capitalistica della grande troia pensatrice Terry,infatti bisogna vendersi le madri per passare sul cadavere di inghilterra e francia e raddrizzare le partite correnti.
La reazione deve venire dal lato produttivo, esportativo, energetico, gli interventi devono penalizzare le caste parassitarie e improduttive e settori analoghi, nella speranza di una ripresa e crescta, altrimenti si va del culo definitivamente. (La varie imprese private che sopravvivono solo mungendo lo stato, che non amano molto la competizione e che sono liberiste solo se si tratta di licenziare dovrebbero anche essere invitate a stare di piu' sul mercato che a parole tanto amano).
Ai predicatori del mercato per gli altri cioe' ai giornali di disinformazione bisognerebbe abolire il regalo di denaro pubblico e magari eliminare anche la casta come voleva Paolo Murialdi.
Chissa' che in tal caso non si fuoriesca pure da una inforomazione peggiore di quella del Burundi, senza offesa per qusto paese portato ad esempio da comrade sconclusionato e antiracotanzabidellare Frapem.
commento di seamusbl inviato il 22 settembre 2011
"Ne deriva la centralità dell'ideale comunista come critica al pensiero unico."

comrade mistico aspirante guru Pasquino, le cose che dici sono interessanti e in generale poi concordo con le considerazioni postate da comrade iwouldtryit.

Uno dei problemi centrali e' l'educazione, e tra i maggiori responsabili del disastro ci stanno i sinistri che oltre ad essere assai spesso degli asini cercavano il posto al caldo. L'alternativa che presentavano era mero dannoso folclore.

However democristianamente parlando vi sono dei problemi tecnici pressanti che non possono essere elusi adesso con analisi mistico filosofiche.

L'italia e' stata trasformata in argentina, persino le pietre lo sanno ora, solo i comrades come i bollettini di disinformazione nazionale non lo afferrano.
In tali condizioni non esiste alternativa alla deflazione e recessione, manco il padre eterno potrebbe fare diversamente.
In italia un numero relativamnte minoritario e' altamente produttivo e tiene in piedi la baracca ma e' pagato una miseria, dato che devono mantenere pensionati (incluse pensioni d'oro di nullafacenti o perniciosi personaggi), caste, parassiti, impiegati pubblici in generale poco produttivi.
Le medie imprese produttive e l'eni e le poche altre competitive, cioe' quelli che tengono in piedi la baracca, politicamnte non hanno potere. Sono le caste parassitarie a disporrre di maggiore potere decisionale.
Questi nodi finche' si resta un'argentina e non si vuole uscire dall'euro vanno affrontati, e non si puo' vnire fuori con la storiella di motherfucker Silvio e Tremonti.
Gli asini poi che hanno creato tale asinino euro all'argentina dovrebbero astenrsi da ogni intervento per non causare danni addizionali.
Idem quelli che hanno fatto fallire banche (capital ratio 1,3 e 2,0) non dovrebbero rompere i coglioni.
Sarebbe interessante sapere per chi votano i disgraziati produttivi di cui sopra, tolti gli extracomunitari, probabilmente per Bossi
commento di iociprovo inviato il 21 settembre 2011
per pasquino50
riguardo al mettere al centro la trasparenza di scopo: identità di classe, e ad altri tuoi commenti improntati sulla idea marxista del principio materiale di ogni entità culturale.
Occorre in primo luogo identificare il motivo storico del fallimento delle previsioni di Marx sulla inevitabile evoluzione verso il comunismo. Sinteticamente potrei riassumere nel seguente concetto, l'economia di mercato ha dato al proletariato o a parte di esso la speranza (o l'illusione) di potersi distaccare singolarmente dalla propria classe sociale, facendo sponda sulla naturale tendenza all'egoismo dell'essere umano, bastarono "mille lire al mese" per far credere all'italiano medio di essere un piccolo borghese.
L'identità di classe è un sentimento difficile da mantenere, occorre una consapevolezza culturale della propria storia per sentirsi convintamente "proletari" non basta essere poveri... Credo che l'identità di classe non può reggersi sulla sola consistenza materiale ma può esistere stabilmente solo se supportata da una forte consistenza culturale.
ps. è un piacere leggere i tuoi commenti
commento di pasquino50 inviato il 21 settembre 2011
L'altro convitato di pietra è l'elettorato passivo: l'astensione al voto.

Non sono pochi, potrebbero essere la famigerata "maggioranza silenziosa" o semplicemente la silent majority o magari soltanto difetto di rappresentanza.
Chi è cosa dire loro?
commento di pasquino50 inviato il 21 settembre 2011
-Credo che vi siano due punti su cui si dovrebbe convergere:
ecc..ecc.-
Il Pensiero Unico.(egemonia culturale del neoliberismo).
Fra gli assiomi del neo liberismo, che la critica al pensiero unico tende a contestare, si possono citare indicativamente:
L'economia di stampo liberista (e la crescita illimitata) come scienza che governa la società. La politica e tutte le altre scelte culturali tendono ad essere assoggettate al potere economico.
Il mercato come parametro principale che determina il successo o l'insuccesso di ogni attività umana in generale.
Servizi, istruzione, sanità, ambiente e welfare affidati in gran parte all'iniziativa privata ed alla legge di mercato.
Quindi:
"Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee."
Ora se:
Il comunismo è innanzitutto e principalmente un cambiamento del modello economico. Soprattutto un ideale di rapporti di scambio e di produzione tra gli esseri umani più giusto, più equo (a ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le proprie possibilità), attraverso l’eliminazione dell’accumulazione di capitale ottenuta tramite il plus-valore (ossia il plus-lavoro del lavoratore).
Il capitalismo è dunque per Marx un modo di produzione transitorio, caratterizzato dalla separazione dei mezzi di produzione dai lavoratori e dalla massima diffusione della produzione mercantile.
In tale ottica il valore non è più una proprietà "naturale", ma risulta connesso alle determinazioni specifiche, storiche di tale modo di produzione.

Ne deriva la centralità dell'ideale comunista come critica al pensiero unico.
Ritorno al futuro?
per esempio: http://enricosabatino.blogspot.com/2010/06/carl-marx-ritorno-al-futuro
commento di maxim11 inviato il 21 settembre 2011
Perchè non cominciate dal vice conte max nobiluomo del vaticano? Ridicolo!!!!
commento di seamusbl inviato il 21 settembre 2011
"Per uno sguardo sul presente, vedo solo l'opzione del "reset politico", vista la quantità e qualità di virus inoculati nel sistema, da altre parte nel mondo lo fanno e, se serve , anche violentemente"

comrade mistico e aspirante guru Pasquino tale reset puo' anche avvenire se la situazione economica peggiora ulteriormente e se la stolta predica dell'austerita' (per quanto forzata per l'argentina italia) va vanti.

Tuttavia non e' detto che porti a un effettivo miglioramento, soprattuto se manca un'avanguardia e tutto si riduce a ribellismo fine a se stesso.

Credo che vi siano due punti su cui si dovrebbe convergere:
la conoscenza di quanto e' avventuo e avviene, quandi una efficace gramamtica anche economica per capire.
Individuazione di una forza popolare che scalzi il dominio assoluto dell'elite che e' ignorante e parassita e pronta a svendere tutto e a trasformare l'italia in terzo mondo purche' sopravviva parassitariamente con le sue ricchezze.
Un'azione moderata ma con chiarezza di idee e determinazione puo' avere successo. Il problema e' che in condizioni economiche recessive e deflattive i partiti popolari saltano perche' deludono le aspettative e aprono la pista al fascismo e dittature dietro alle quali sempre vi e' l'elite e relative burocrazie altrimenti non starebbero in piedi un giorno.
commento di seamusbl inviato il 21 settembre 2011
"- Ridare centralità ai partiti
- Incentivare l'aggregazione delle forze politiche,
- Definire più nettamente gli ambiti propri "

comrade costituzionalista iwouldtryit concordo con i tre punti evidenziati.
E in un sistema parlamentare dovrebbe essere il parlamento che condensa la sovranita' popolare e i partiti a svolgere un ruolo prioritatio.

Con il colpo di stato contro la DC l'elite e i suoi vari scagnozzi dei giornali a promuovere l'antipolitica avevano come unico obiettivo svuotare i partiti, renderli cartelli elettorali facilmente controllabili, trasformare le elezioni in una farsa e razziare le risorse pubbliche. (Basta vedere chi ha accumulato ricchezza negli utlimi due decenni e chi ha perso per capire le intenzioni,e i sacrifici sono sempre a senso unico, applicati alla massa di cani).

Sulla DC il tuo giudizio e' approssimativo, infatti nella pratica non vi e era instabilita' ma una sorta di alternaza delle figure ai ministeri per accontentare un poco tutti, ma il sistema politico era stabile e produsse un miracolo economico straordinario.
La DC propose invero la miglior riforma per dare centralita' al parlamento e ai partiti ma venne violentemente attaccata dato che all'epoca l'elite non aveva ancora sfasciato i grandi partiti e trasformati in lacche', e con il proporzionale a sbarramento sarebbero stati eliminati i piccoli partitini di destra e compagni di meenda.
La riforma migliore continua ad essere un proporzionale corretto.
commento di pasquino50 inviato il 21 settembre 2011
Da un punto bisognerà ripartire per ridare stabilità al sistema paese, rendendo chiaro però cosa si indica per stabilità. Dal dopoguerra in poi il "partito popolare" DC rimane ancorato saldamente alle "politiche sociali" anglo-americane finalizzate al contenimento "dell'anticapitalismo tout-court" così come conoscibile e rappresentabile nell'altra metà del mondo. E lo ha potuto fare, assieme ad i suoi "comprimari in arte", solo corrompendo e snaturando (criminalmente a mio avviso) altre "politiche sociali" fondative ed emergenti nell'altro "partito popolare": il PCI. E' la somma degli errori storici e delle sottovalutazione implicite nell'eliminazione "del comunismo dalla faccia della terra" che ci conduce sin qui. Senza troppi "algoritmi storici e revisionismi e migliorismi", dovrebbe apparire chiaro che senza l'anelito "all'ideale comunista", non si percorre lunga strada, neanche se a tracciarla sono, indubbiamente, Grandi Timonieri.
Per uno sguardo sul presente, vedo solo l'opzione del "reset politico", vista la quantità e qualità di virus inoculati nel sistema, da altre parte nel mondo lo fanno e, se serve , anche violentemente. Gli ipocriti benpensanti chiudono gli occhi pensando di scacciare da sè stessi l'intima violenza che contraddistingue la specie umana, inutilmente.
Ben vengano tutte quelle "proposte di riforma" sin qui illustrate ed in parte condivisibili, purchè mettano al centro la trasparenza di scopo: identità di classe rimossa ad hoc da chi persevera nell'interclassismo, comodo paravento del "catch all party"...("partito di massa e partito pigliatutto", O.Kirchheimer).

commento di iociprovo inviato il 21 settembre 2011
Una riforma istituzionale che voglia ridurre l'instabilità dell'azione di governo, aumentandone l'efficacia, dovrebbe quindi basarsi su questi tre principi fondamentali:
- Ridare centralità ai partiti regolandone la struttura e dando dei principi comuni nella loro formazione, nella selezione dei loro componenti, nella impostazione della democrazia interna;
- Incentivare l'aggregazione delle forze politiche, dare forza alla proposta politica che ottiene i maggiori consensi.
- Definire più nettamente gli ambiti propri del potere legislativo da quello esecutivo, affidando pieno potere all'esecutivo nel proprio ambito di competenza. Può essere utile a tal proposito l'istituzione di un organo di controllo che abbia la funzione di distinguere nel merito la competenza sui singoli argomenti.
p.s.
Mi piacerebbe che si discutesse di più sul merito , anche criticando le idee e le proposte, piuttosto che mettere in dubbio la liceità di una discussione.
commento di iociprovo inviato il 20 settembre 2011
Al contrario le maggioranze di centro sinistra, (forse dimostrando un minore attaccamento alle poltrone), al primo disaccordo non hanno esitato a far saltare tutto in aria. E' comunque grave che, a fronte del raggiungimento di un accordo elettorale che ha consentito il conseguimento di una maggioranza parlamentare, non ha corrisposto il mantenimento di una unità e di una continuità di azione in entrambe le due legislature del centro sinistra.

E' tempo che ci si cominci a chiedere il perché di questa instabilità di fondo, di questa insanabile frammentazione del quadro politico italiano in entrambi i campi.

Da una parte la motivazione può essere trovata nel progressivo decadimento della capacità dei partiti di offrire proposte politiche complessivamente convincenti, in grado di affrontare le complesse problematiche della nostra società.

D'altro canto il sistema elettorale non consente di selezionare e dare forza alle proposte politiche più convincenti, lasciando alle forze politiche minori la facoltà di porsi quale “ago della bilancia” e di esercitare di conseguenza una azione ricattatoria nei confronti dei partiti maggiori, causando il più delle volte un vero e proprio blocco nell'azione di governo.

L'altro grande causa della difficoltà dell'azione dei governi è data dal fatto che nel nostro paese tutto deve essere fatto tramite provvedimenti legislativi. L'autonomia d'azione, l'ambito esclusivo, del potere esecutivo è estremamente limitato. Occorrerebbe trovare dei principi generali che consentano di distinguere più nettamente ciò che è di legge da ciò che è amministrazione.
I provvedimenti amministrativi dovrebbero poter essere adottati dal'esecutivo in assoluta autonomia e quindi senza alcun passaggio di conferma dell'organo legislativo.

Una riforma istituzionale che voglia ridurre l'instabilità dell'azione di governo, aumentandone l'efficacia, dovrebbe quindi basarsi su questi due principi fondamentali:
- Ridare cen
commento di iociprovo inviato il 20 settembre 2011
L'INSTABILITA' DEL SISTEMA POLITICO, L'IMPOTENZA DEL POTERE ESECUTIVO
Il sistema politico della repubblica italiana è da sempre caratterizzato da una elevata instabilità - Nei primi cinquant'anni della nostra Repubblica si sono succeduti più di cinquanta governi, quindi con una durata media inferiore ad un anno.
Una durata così breve non consentiva lo svolgimento di una qualunque linea politica, i programmi di governo erano costantemente interrotti e quindi disorganici e disomogenei.

L'instabilità politica appariva in effetti di carattere patologico, ma in realtà il sistema politico era letteralmente bloccato essendo costantemente egemonizzato dalla Democrazia Cristiana.

Con gli eventi del 91-92 sembrava essere giunta l'ora dei cambiamenti, si iniziò con la modifica della legge elettorale con l'adozione del sistema uninominale. Questo doveva essere il primo passo per una seria stagione di riforme istituzionali, Invece come tutti sappiamo, le cose le cose sono andate diversamente.

Comunque il cambio della legge elettorale ha comportato un certo incremento della durata media dei governi, con un apparente miglioramento della stabilità politica. Questo a fronte di una forte accentuazione del bipolarismo, della esaltazione della faziosità dei due schieramenti, della conseguente impossibilità di trovare gli indispensabili terreni di dialogo sugli argomenti delle regole comuni.

Peraltro l'aumento della durata dei governi non ha determinato il miglioramento dell'efficacia della loro azione, spesso la maggioranza parlamentare appare compatta quando si tratta di votare la fiducia al governo (altrimenti si va tutti a casa), mentre quando si tratta di votare dei provvedimenti concreti la maggioranza si dissolve. La deduzione conseguente è che sono d'accordo solo sul fatto di restare attaccati alle loro poltrone.

Al contrario le maggioranze di centro sinistra, (forse dimostrando un minore attaccamento alle poltrone), al primo disa
commento di delega inviato il 20 settembre 2011
Aggiungerei alla riforma anche l' istituzione di una magistratura superiore, sorta di Corte suprema, come negli Usa, in grado di colpire con l' Impeachment ogni soggetto in possesso di carica politica per manifesta indegnità morale, inadeguatezza civica a ricoprire la carica in questione. La corte potrebbe agire su richiesta delle parti politiche o del presidente o di altri gradi della magistratura o anche per iniziativa propria. Berlusconi ed il suo governo di delinquenti sarebbe già a casa da un pezzo e noi non saremmo lo zimbello del mondo.
commento di seamusbl inviato il 20 settembre 2011
comrade mistico e aspirante guru Pasquino, Mao fu un grande, come Abraham Lincoln, un leader che non tramontera' mai. Senza di lui la Cina non sarebbe quello che e' oggi. lascia perdere le idiozie che somari matricolati dicono sulla presunta fame e rivoluzione culturale.

Come hai visto qualcuno ha mandato un segnale immediato a Erdogan, una bella macchina bomba, ovviamente l'etichetta come sempre qulla piu' fungibile. Cosi' fu anche per il grande A. Moro,che pero' nella sua cocciutaggine non volle interpretare i segnali.

Comunque non e' una questione di assolvere motherfucker Silvio, il giudizio globale e' negativo, ma per lo meno e' stato un nazionalista, ha contro potentati internazionali e nazionali e magistrati e giudici che non vogliono la riforma, il fascsmo indigeno non puo' avere termine. E' una sua fortuna che frequenti tante troie spendibili per farlo fuori, altrimenti dovrebbero ricorrere al metodo Erdogan.

Ascoltati l'intervista alla troiona Terry su youtube, le troie sono in fondo sempre le piu' oneste e sincere, e la fucking maitresse a penser da una spiegazione di che cosa sia il capitalismo selvaggio, anche senza avere il cervello per tirare le conclusioni e per capire che chi perde, la maggioranza, perde tutto, non resta con i duemila.
commento di pasquino50 inviato il 20 settembre 2011
@Seam.
Riassumendo,impropriamente, quindi si potrebbe "raccontare" che il potere "transnazionale" dei "cappelli a cilindro", promotori e propedeutici di ogni conflitto "sociale-geopolitico" ciclicamente rilevabile, altro non sono che "l'intestino del capitalismo", regolatore delle insaziabili ingordigie.
Si accetta quindi come conseguenziale ed inevitabile, sulla "scena" del nostro orticello di guerra, lo sviluppo del quadro politico odierno e del suo sottobosco tipicamente democristiano-socialista: Berlusconi e l'entourage.
Assolvendo e giustificando il nano ghiacciato, ci si scusa per la sua incapacità, preso com'era a salvare i patrimoni suoi dei siciliani andreottiani degli amici miglioristi, nel condurre in porto "il piano, il progetto".
Ha fallito. Piano "B" di riserva apparentemente nessuna traccia, si improvvisa a scena aperta.
Aspettiamo il tiro del classico gatto morto da parte del pubblico e ressa al botteghino per la restituzione del biglietto....
Il Grande Timoniere aspettava paziente sulla riva del fiume,opportunisticamente comodo.......ed era pure roso dall'invidia di non essere stato uno "Stalin"...scopiazzando un pò di "rivoluzione culturale e lunghe marce" per sbarazzarsi di qualche nemico.....dilettante.
commento di maxim11 inviato il 20 settembre 2011
Che tristezza!!! Siete rimasti 2 gatti.
commento di seamusbl inviato il 20 settembre 2011
"ma senza i suoi soldi."

Verissimo comrade sexual-mental-health-care MagnaGrecia.
(Gli ho inviato una e-mail adesso per chiederne un poco vediamo se risponde).
Quanto al somaro mortadella aspetta che arrivera' il dossier.
E soprattuto ascolta quello che dice, lui e' il profeta, basta ricordarsi che tutto va al contrario di quello che dice e di norma al disastro.
Non ci sarebbe da stupirsi che la china cominci ad andare del culo se va la a dare i suoi consigli del cazzo.

viva il buon vino (sudafricano)

il resto e' finito.
commento di seamusbl inviato il 20 settembre 2011


"Nell'oggi, quelle/queste dinamiche forze "liberate" sono ancora da considerare positivamente utili?"

La grande maggioranza degli italiani non ne puo' piu' della vecchia parassitaria e antinazionale elite, e delle vere caste che vanno dai giornali di merda ad alcune potenti burocrazie pubbliche e private.
Solo che non riescono a coalizzarsi in un progetto intellettuale e politico vincente, l'elite ha i soldi i media e la scuola per frantumare gli italiani, e bombardarli di idiozie contro i lro interessi.
La spina dorsale economica d'italia, la media impresa, l'Eni e pochi altri produttivi non riescono a contare. E non sanno fare politica se non nelle vecchie forme subalterne.
commento di seamusbl inviato il 20 settembre 2011
dear comrade mistico aspirante guru Pasquino alcune precisazioni, ma come premessa una citazione -riportata dalla brava Tina Commotrix - del grandissimo leone:

"Nessuno può dire di se stesso di essere una merda. Perché, se io lo dicessi, potrebbe anche essere vero...".

-"Bene. Ora se l'evento berlusconi è giudicato positivamente, al netto delle critiche,"

No. La regola e' l'insegnamento del grande Mao: si effettua una valutazione di elementi positivi e negatiti, poi ci sara' un totale.

-"Chi, cosa, per quale fine."

Motherfucker Silvio ha vinto da solo con il suo carisma prendendo i voti della DC, di quelli che diffidavano degli apprendisti stregoni di merda.
E lui doveva salvare le sue imprese altrimenti sarebbe stato fatto fallire in pochi giorni.

-"E se lì lo hanno portato i "servi dell'elite"..."

No, l'elite lo vede con il fumo negli occhi e le ha gia' tentate tutte per levarselo di mezzo. Lui ha intralciato i loro disegni.

-"si potrebbe concludere che a nulla è valso l'entrata in scena di un Moro visto l'approdo politico risolutosi nel CAF."

Tristemente e' cosi', Moro stesso dalla sua prigione previde la fine della DC, che per un falso senso dello stato lo condannava a morte e si piegava a interessi "superiori". Con il colpo di stato fini' in mano a idioti che la liquidarono.

Come narra la brava Tina Commottix l'ignorante e parassita elite nazionale fece il colpo di stato contro la DC nella speranza di razziare le risorse pubbliche a piacimento. Spinsero sull'acceleratore dell'antipolitica e svuotarono i partiti per sostiturili con cartelli elettorali facilmente manipolabili via sistemi elettorali demagogici.

"Nell'oggi, quelle/queste dinamiche forze "liberate" sono ancora da considerare positivamente utili?"

La grande maggioranza degli italiani non ne puo' piu' della vecchia parassitaria e antinazionale elite, e delle vere caste che vanno dai giornali di merda ad alcune pot
commento di magnagrecia inviato il 19 settembre 2011
19 settembre 2011
Legge elettorale, 64 costituzionalisti per il referendum
Ecco il manifesto dei costituzionalisti per il referendum anti-Porcellum. Hanno firmato, tra gli altri, Alessandro Pace, Valerio Onida, Augusto Barbera ed Enzo Balboni

Legge elettorale, 64 costituzionalisti per il referendum
commento di magnagrecia inviato il 19 settembre 2011
Camerata Prof. Seamusbl,

Motherfucker Silvio e' un buon politico perche' e' pragamatico e scevro da ideologismi.

Tu sei uno 'nzallanuto come lui, ma senza i suoi soldi. Dopo che avrai risposto su Prodi, mi spiegherai, ma solo dopo, una sola cosa buona, linkando la prova, che l'asino SB abbia fatto in 17 anni.
commento di pasquino50 inviato il 19 settembre 2011
Bene. Ora se l'evento berlusconi è giudicato positivamente, al netto delle critiche, deduco che si debba considerare anche positivamente ciò che sin lì lo ha portato. Chi, cosa, per quale fine.
E se lì lo hanno portato i "servi dell'elite", per risonanza, devo comprendere anche con segno positivo le "politiche" che ora critichiamo. Poichè nel panorama partitico/politico passato e presente s'intravede un filo d'unione con "l'origine del problema" si potrebbe concludere che a nulla è valso l'entrata in scena di un Moro visto l'approdo politico risolutosi nel CAF. Resi "orfani" di un pci, come politicamente si dovrebbe riconoscere, anche tu resti orfano della "democrazia" cristiana. Nell'oggi, quelle/queste dinamiche forze "liberate" sono ancora da considerare positivamente utili? Rimane irrisolto lo "scopo" o va "semplicemente" reiterato?

schiaccia mbriaca e aleatico d'elba. prosit.
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24 novembre 2008
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