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contributo inviato da Vincenzo10 il 11 settembre 2011

Domenica 4 settembre è uscito un articolo su Repubblica a firma di Piero Colaprico. Su Penati. Un articolo ben fatto. Nella conclusione Colaprico descrive il fatidico 1994. “”In quel periodo l’inchiesta mani pulite è al crepuscolo, ma gli imprenditori ancora intimoriti dal pool finanziano molto mal volentieri i partiti, ormai alla canna del gas. Uno solo ha in Italia danaro da sprecare: è il padrone di Mediaset e di Mondadori. Può permettersi spot e manifesti. Sembra che lui sia l’unico candidato e Forza Italia il solo partito. Con un fiume di denaro fresco - lo stesso fiume in piena che oggi scorre per pagare le grazie e i silenzi di Ruby Rubacuori e Nicole Minetti, per frenare i turbamenti dell’imprenditore Gianpi Tarantini che gli portava le escort a Roma, per zittire il reporter salvaguai Lavitola, per soccorrere il Lele Mora bancarottiere e per chissà quanti altri…. Silvio B nel ’94 occupò la scena. E se Penati, realisticamente in quel retroscena voleva restare a galla nella competizione elettorale al nord che cosa avrebbe dovuto o potuto fare? Ricorrere a qualcuno che gli “presti” (è un eufemismo) i capitali per la politica? Grave ma tutto sommato semplice. Oggi si parla in procura e sui giornali del ”sistema Sesto” del “direttorio”  chissà. Quello che emerge è il racconto dello sforzo decennale di un politico periferico, musone e secchione, senza riferimenti, a parte nell’ultimissimo periodo, con Pierluigi Bersani, di arrivare alla serie A. A qualunque costo si usa dire, pensando che non arrivi mai la resa dei conti. “”

Che ve ne pare?

Al di là della vicenda di Penati la questione di fondo è: che deve fare un partito che intendesse rappresentare i ceti più disagiati della popolazione per competere contro il partito dei ricchi? Quando l’avversario muove tanti soldi, diffonde il favoritismo, crea intorno a se consenso surrettizio, rinuncia persino a una ideologia pur di giungere al potere personale….. Quando va a traviare persino la tua base di consenso tradizionale, tu partito dei poveri che puoi fare? Una volta c’era il partito comunista. C’erano persone che volontariamente si sacrificavano e diffondevano le idee. E se non le idee il clima, la speranza. Eppure allora il contrasto alla DC non era ad armi pari. I maledetti soldi per le elezioni e per tutto il resto dovevano uscire da qualche parte. Nemmeno allora a sinistra tutto fu lecito. Vi ricordate Greganti di mani pulite? 
Ma d’altra parte come si fa a contrastarli questi maledetti?
Oggi, il militante volontario del PCI è morto e sepolto né è ipotizzabile una forma di partito mobilitante assoluto come era quello. Sarebbe un fuori tempo. Vediamo distintamente che in questo contesto socialmente squilibrato la democrazia è solo formale. Il rimedio di finanziare i partiti con i soldi pubblici è inviso a tutti. Ma anche così il finanziamento pubblico non è sufficiente. Ed ecco i soldi delle coop, di qualche “sistema Sesto” etc.

Come si fa altrimenti?
Costano le campagne elettorali e costa mantenere in piedi una opposizione.
Oltre al sacrificio personale costa soldi e tempo. Costa anche per le competenze che devi avere dentro il partito se non vuoi fare fesserie quando andrai ad amministrare. E “il competente” è un tipo di persona che non si emoziona troppo per la tua causa. I dirigenti, gli amministratori competenti spesso pretendono di comandare loro il partito. E come li convinci? Promettendogli un ruolo importante, così…… quando sarà.

Da qui anche il perché molte cose che il PD fa è puro tatticismo.
Inciuciare…? Per forza! Intrufolarsi tra i tavoli dove si decide, appoggiare ora Fini, ora la Lega, ora Pisanu, ora Tremonti.
E che può fare altrimenti?
Però fa anche qualcosa di serio. Per esempio propone la contromanovra economica……
A un parlamento scilipotiano!

Qualcuno pensa che si possono sempre mobilitare le forze sociali.
E si illude che tale mobilitazione porti a qualcosa.
Questa crisi avrebbe dovuto scatenare una sommossa perché sanno tutti come i patrimoni in Italia si sono costruiti essenzialmente approfittando di questa politica, della mafia e delle nostre spalle.
E che succede?
E che cosa si ottiene veramente?
Risposta. Nulla.
E se - come succede nella storia - improvvisamente vi fosse un moto di popolo, chi vi dice che andrebbe in direzione di una maggiore equità sociale?
Un popolo ubriaco che improvvisamente si accorge di sentirsi male…. Che pensate che faccia?

Oggi la chiudo qua non perché io sia così pessimista o perché non creda alla mobilitazione delle masse.
O al potere scatenante della crisi economica….
O che voglia giustificare il malaffare.

Credo solo che sia tutto molto difficile.
Molto difficile.

 

TAG:  PENATI  CONTROMANOVRA  LA CRISI ECONOMICA 

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