.
contributo inviato da MarcoBorciani il 10 settembre 2011
Ancora una volta vado a pescare nel passato per parlare del presente. Ancora una volta lo faccio prendendo a prestito le parole di Cicerone. Ancora una volta cito il De Oratore (scritto nel 55a.C., appunto).
Per bocca di uno dei protagonisti, l'autore ci dice che «Non c'è niente di più bello del potere con la parola dominare gli animi degli uomini, guadagnarsi le loro volontà, spingerli dove uno voglia, e da dove voglia distoglierli».
Ecco, dunque, il cuore dell'oratoria: il dominio della parola. Così come riportato, l'accezione sembra essere anche un po' negativa, ma è indubbio che il senso di questa frase voglia essere positivo. Certo Cicerone era un "uomo di mondo", uno capace di dominare le situazioni e anche uno furbo, come diremmo noi oggi. 

Ma ciò che mi preme mettere a fuoco qui, non è né l'accezione "negativa" che traspare in questo "dominio della parola" né la conduzione degli spiriti umani agli intenti dell'oratore. 
Ho citato Cicerone perché ieri ho assistito ad un'intervista in cui mi è sembrato che davvero l'intervistato usasse la parola per dominare la scena e, soprattutto, per farla veicolo di un messaggio, mai banale.

L'intervistata era la Presidente dei Senatori PD Anna Finocchiaro, lo scenario quello di FestaReggio.
Sono rimasto assolutamente affascinato e rapito dalla enorme capacità oratoria della Presidente. Non che mi fosse nuova, perché più volte ne ho seguito/letto gli interventi in Aula, ma mai avevo assistito ad un suo intervento lungo e dialogico dal vivo. 
Credo fosse evidente a tutti l'assoluta padronanza della scena, dei contenuti volta per volta elaborati e, soprattutto, del pubblico astante. Una padronanza data non solo dal personale convincimento in ciò che stava dicendo, ma anche dalla perfetta gestualità e dalla puntuale modulazione della voce che hanno creato i giusti alti e bassi di attenzione e di "partecipazione" sui temi.
Temi che, a onor del vero, non risultavano certo nuovi, o almeno non per chi, come me e i fedelissimi elettori, segue il partito e le sue battaglie. La novità, appunto, credo fosse proprio l'abilità oratoria della Senatrice.

Quando già in precedenza citai il De Oratore, citai il passaggio in cui si elogia non solo la padronanza della parola da parte dell'oratore, ma soprattutto la sua capacità di spaziare tra le materie e le discipline più disparate.
A questo proposito, una menzione che voglio fare è per l'ex premier Romano Prodi che, come da mio ultimo post, era a Casa Cervi a fine agosto. In quell'incontro, il Presidente, interpellato dai giovani su svariate tematiche di ambito politico, economico e sociale, ha sempre dato un senso di perfetta contezza e preparazione sulla materia oggetto della domanda.

Queste due menzioni non solo a titolo di apprezzamento (elogio) delle persone citate, ma anche per ricordare al PD intero, dalla base ai vertici, che in un momento grave e incerto come questo è più che mai urgente comunicare con i cittadini. Dunque, si rende necessario, quasi indispensabile farlo per bocca di persone pienamente capaci di stare "dietro un microfono" e di illuminare la via d'uscita da un tunnel che sembra, invece, un cul-de-sac. E questa arte comunicativa, che non è innata, ma nemmeno interamente artefatta, va trasmessa soprattutto a noi giovani che un domani ci troveremo ai vertici del partito o, comunque, della società dei nostri tempi. Abbiamo bisogno di guide e maestri oggi, per saper stare sul pezzo domani. Guide che sappiano parlare e ascoltare, capire ed istruire, perché noi cresciamo e sappiamo diventare davvero protagonisti.
TAG:  CICERONE  FINOCCHIARO  PRODI  ORATORIA  PD  DOMANI  GIOVANI 
Leggi questo post nel blog dell'autore Borcio
http://Borcio.ilcannocchiale.it/post/2676215.html


diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork