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contributo inviato da team_realacci il 8 settembre 2011
DOPO GLI INCENDI AL PARCO Circeo, interrogazione del Pd: i roghi favoriscono gli speculatori Dal dossier Ecomafia 2011 di Legambiente esisterebbero 1 milione e 200mila metri cubi di cemento abusivo LATINA

LATINA- La sequela di incendi che ha colpito negli ultimi giorni l'area compresa nel parco nazionale del Circeo ha nuovamente portato l'attenzione sui temi di sicurezza e criminalità organizzata in terra pontina.

ROGHI DOLOSI - Preso di mira, in particolare, l'ente Parco nazionale: prima il fuoco appiccato con la "diavolina" presso il centro visitatori, poi il rogo al lago dei Monaci. Ancora, prima, in quel di San Felice, ettari di vegetazione distrutta a Punta Rossa; il presidente del Parco, Gaetano Benedetto, non ha esitato a denunciare questi eventi come un tentativo di intimidazione nei confronti dell'ente impegnato a difesa del territorio. Molti hanno ipotizzato che le fiamme siano state appiccate per favorire ignoti speculatori, ed è per questo che è scattata una forte mobilitazione per controllare l'operato degli enti locali in relazione alla legge quadro sugli incendi.

L'INTERROGAZIONE - E' racchiuso in una interrogazione parlamentare di Ermete Realacci ai ministeri dell'Ambiente e dell'Interno - su spinta di Legambiente - il quadro critico disegnato negli ultimi giorni intorno al Parco, e più generalmente nell'area pontina dove i reati ambientali rappresentano una piaga sempre più preoccupante. Il deputato Pd e presidente emerito di Legambiente chiede al Ministro dell’Interno di allestire “una sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Latina”, visto che “nella Provincia di Latina si è costituito e ramificato un vero sistema criminale che ha soprattutto nel ciclo del cemento la sua manifestazione più eclatante, con una pressione sempre crescente della criminalità organizzata mafiosa, soprattutto di origine campana”. Chiedendo un potenziamento in termini di mezzi e uomini per contrastare il crimine organizzato si ricordano “i livelli di abusivismo edilizio denunciati dall'Ente Parco nazionale del Circeo e dal dossier Ecomafia 2011 di Legambiente, tali per cui esisterebbero ben 1 milione e 200mila metri cubi di cemento abusivo all'intero dell'area protetta” e i “progetti di dubbia legittimità e necessità, come il raddoppio del Porto del Comune di San Felice Circeo, il progetto di riqualificazione ambientale sul Lago di Paola della Provincia di Latina e del Comune di Sabaudia, le opere di urbanizzazione primaria in zona a tutela integrale”.

INCENDI E SPECULAZIONE - Visti i recenti gravi incendi, Realacci chiede poi di verificare la corretta applicazione da parte dei Comuni coinvolti della legge quadro in materia di incendi boschivi numero 353 del 2000, rispetto ai vincoli temporali da apporre per regolare l’utilizzo delle aree interessate dal fuoco, in particolare circa l'impossibilità di cambiare destinazione d'uso rispetto a quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni, al divieto di realizzare edifici nonché strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive per dieci anni e al divieto per cinque anni di attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche. PARCO IN ROSSO - In questo panorama si trova ad operare il parco Nazionale del Circeo, progressivamente impoverito dai tagli statali, e appena in grado di avere fondi per acquistare la cancelleria. L'esponente del Pd chiede se non si ritenga opportuno “agevolare, considerando la particolare condizione di sofferenza e pericolo nella quale si trova ad operare l'Ente Parco nazionale del Circeo, fornendo risorse economiche, personale e mezzi, l'azione anti-abusivismo intrapresa e di ripristino della legalità, in particolare coadiuvando operativamente l'Ente nell'azione di abbattimento delle opere abusive presenti nel suo territorio”.

Michele Marangon 07 settembre 2011 18:15

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