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contributo inviato da stefanocamattini il 4 settembre 2011

Mai come oggi la nostra società sente il bisogno di una gestione etica della "repubblica". Il termine repubblica deriva da una frase latina : "Res Publica"   che significa letteralmente "questione pubblica" o "cosa pubblica", cioè di tutti noi.

Ma cosa intendiamo per etica, che tanto chiediamo ai nostri rappresentati politici nella gestione della cosa pubblica?

L’etica può essere definita come  la parte della filosofia che studia la condotta umana, i moventi che la determinano e le valutazioni morali. Per comportamento etico intendiamo un comportamento che non metta in primo luogo l’interesse personale, ma sia un comportamento che corrisponda ad un valore, cioè: se faccio qualcosa per ottenere un vantaggio personale,  il mio comportamento non è morale (etico), ciò che faccio deve corrispondere ad un “valore”, ai politici oggi chiediamo di amministrare la cosa pubblica non pensando ai propri interessi ma pensando agli interessi di tutti (Valore).

La domanda che ci possiamo porre è, se un politico (uomo pubblico), assume un comportamento non morale nella gestione di beni propri, può godere ugualmente della fiducia dei cittadini che eleggendolo, quale loro rappresentante, gli hanno assegnato una delega nella gestione delle cose di tutti?

Nel dare la risposta, personalmente, non ho dubbi, ed è sicuramente NO.

Quale condomino metterebbe un ladro o comunque una persona non trasparente, ad amministrare il proprio condominio? Penso nessuno, ed allora perchè noi cittadini dobbiamo continuare ad avere come nostri rappresentanti persone coinvolte in vicende giudiziarie di ogni tipo, che sono riuscite perfino a trasformare, anche i luoghi delle istituzioni, in posti per allegri festini.

L’ultima vicenda letta sui giornali che coinvolge il trio Tarantini-Lavitola-Berlusconi è sintomatica dello spessore della nostra attuale classe politica.

La questione non è  sapere se Berlusconi girava i soldi a Tarantini per solidarietà umana o perchè sotto ricatto. Mi domando semplicemente perchè il primo ministro di uno stato democratico debba pagare dei soldi, anche se propri, ad un personaggio di dubbia onestà. Mi chiedo anche, come mai il nostro primo ministro, che si dice così sensibile all’aiuto umanitario, non paghi qualche rata di mutuo ad un cassintegrato, o l’affitto a qualche pensionato in difficoltà, possibile che i beneficiari di Berlusconi siano solo giovani ed avvenenti donne o, come nel caso trattato, personaggi dubbi?

Purtroppo in queste vicende sono implicati anche personaggi di quella parte politica che si sperava potesse essere più etica di altre, anche noi persone di sinistra siamo amareggiati e delusi dai comportamenti di questi burocrati della politica (Penati) che hanno pensato soprattutto ad intascare denari tradendo la fiducia riposta in loro.

I cittadini non ne possono più di questa politica, non ne possono più della corruzione, delle tangenti, dell’ incompetenza dimostrata nel gestire momenti così difficili. Mi sento di parlare per tanti quando chiedo una "New Deal" politica, un cambiamento radicale di rotta che emargini i corrotti e i corruttori, che premi le competenze e l’onestà.

Forse è venuto il momento di scendere in piazza a protestare in modo civile, ma fermo,  per far capire che il vento è davvero cambiato.

TAG:  STANCO  DI  QUESTA  CLASSE  POLITICA 

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commenti a questo articolo 0
commento di silv inviato il 5 settembre 2011
Facciamo finta di credere che Berlusconi aiuti le famiglie bisognose, le povere ragazze extracomunitarie, sia un uomo dal cuore d'oro che si commuove davanti alle macerie dell'Aquila e abbraccia con trasporto le vecchiette. Cambierebbe qualcosa? Quante famiglie potrebbe aiutare? Con che criterio verrebbero scelte? La carità non risolve un bel niente. Non di carità abbiamo bisogno, ma di diritti, dignità e lavoro, cose che il nostro presidente del consiglio e i suoi amici non hanno la minima idea di cosa siano
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