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contributo inviato da team_realacci il 1 settembre 2011
Roma, 1° settembre 2011 “L'emendamento sui piccoli comuni inserito nella manovra in Senato sembra andare di male in peggio, tanto che la pezza appare peggio del buco. Nonostante le rassicurazioni fatte nei giorni scorsi per modificare le norme che avrebbero azzerato i comuni sotto i mille abitanti e indebolito quelli con meno di cinquemila abitanti la vessazione procede. E’ sconcertante continuare ad assistere all’operato di un Governo di ciarlatani che non solo cambia le carte in tavola di ora in ora, ma sembra composto da marziani scesi da un mondo lontano ignari di come è fatta l’Italia e gli italiani. Cancellare i piccoli comuni vuol dire ignorare l’identità stessa del nostro paese e sradicare un pezzo delle nostre radici. Uno conto è ridurre gli sprechi e voler ottimizzare le risorse, altra cosa tagliare senza nessuna visione del futuro una realtà importantissima del nostro paese e che soprattutto in momento di crisi può rappresentare una straordinaria leva per scommettere sulle nostre qualità, sul legame con i nostri territori, sulla nostra identità”, lo afferma Ermete Realacci (PD) primo firmatario della legga a favore dei comuni sotto i 5000 abitanti approvata all’unanimità lo scorso 5 aprile alla Camera. Ufficio stampa On. Realacci
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