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contributo inviato da giorgio egidio il 30 agosto 2011
                      

Ieri sera una mantide si è posteggiata sulla porta di casa mia in campagna. Per tutto il giorno oggi è stata lì, con la sua faccia da mantide, ora immobile, ora guardava di qui e di là, ora si mangiava le unghie (nervosa?), ora stendeva le lunghissime gambe (che penso facciano impazzire i mantidi). In una parola mi sembra non facesse tutta quell’attività fisica, non ha consumato nulla, né un qualche snack insettesco, né un drink per combattere il caldo che oggi si aggirava attorno ai 38°C.

Io so molto poco della vita e del mondo degli insetti, ma ho presente, per sentito dire, la pessima abitudine alimentare delle mantidi che si pappano il neo marito dopo una notte (giorno? pomeriggio? sera?) di intensa passione.

Il mio interessamento odierno per l’insetto era volto a intercettare il povero maschio babbeo che accecato dall’avvenenza della famme- (pardon) insect-fatale sarebbe finito sgranocchiato. Volevo convincerlo che il sesso non è tutto, ci sono gli amici, il cinema, le gite, le buone letture (che cosa leggono gli insetti?).

Forse però questo mio interessamento sarebbe stato contrario ai disegni di Madre Natura che pretende il ferale pasto: il maschio della mantide deve essere divorato vivo dalla compagna.

Alle volte mi viene il dubbio che Madre Natura ogni tanto ceda alla sua vena di sadismo. D'altra parte questo era anche uno dei sottili dubbi di Charles Darwin: sono in buona compagnia a dubitare.

TAG:  NATURA  ANIMALI  MANTIDE 
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