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contributo inviato da team_realacci il 29 agosto 2011
Roma, 29 agosto 2011
 

“Cancellare i piccoli comuni è pura follia. Chi pensa di governare questo paese tagliando queste realtà, vuol dire che ignora come è fatta l’Italia. In un momento di crisi è profondamente sbagliato pensare di fare cassa sradicando le nostre radici, indebolendo la coesione con i territori,  strappando le comunità. Uno conto è ridurre gli sprechi e voler ottimizzare le risorse con servizi comuni, altra cosa annullare senza nessuna visione del futuro i piccoli comuni che costituiscono un patrimonio dell’Italia e custodiscono territori, saperi e tradizioni unici”, lo afferma Ermete Realacci (PD) primo firmatario della legge a favore dei comuni sotto i 5000 abitanti, partecipando alla manifestazione indetta dall’Anci oggi a Milano.

“La Camera”, prosegue Realacci, “lo scorso 5 aprile ha approvato all’unanimità  la legge a favore dei piccoli comuni che indica con precisione una direzione: considerare queste realtà non come un’eredità del passato, ma come una straordinaria occasione per scommettere, sulle nostre qualità, sul legame con i nostri  territori, sulla nostra identità. E la volontà del Parlamento non può essere smentita da una decisione miope, sbagliata di questo Governo.”

 “Nei piccoli comuni”, conclude Realacci, “vive quasi il 20% della popolazione italiana, in queste realtà i vengono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP accanto al 79% dei vini più pregiati. E non solo, spesso sono laboratori di innovazione, basti pensare che del 68% dei comuni italiani che utilizza energia prodotta con fonti rinnovabili, quasi la metà di questi sono piccoli comuni. Ci auguriamo che il Governo faccia marcia indietro e come sembra in queste ore ed elimini dalla manovra questa assurda manovra”.

 
Ufficio stampa On. Realacci
TAG:  PICCOLI COMUNI  PICCOLI  COMUNI  MANOVRA  LEGGE  REALACCI  5000 ABITANTI  RADICI  COESIONE SOCIALE 

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commenti a questo articolo 0
commento di frapem inviato il 5 settembre 2011
Il probelma dei problemi caro Kurt è che il megafono in mano nel PD ce l'ha gente come realacci vecchi tromboni della vecchia sinistra pci, radicale, e ambientalista a chiacchiere. Non che non ci debbano stare per carità a me stavano bene anche la Binetti e la Dorina Bianchi, ma che il megafono lo abbiano le posizioni di maggioranza e non quelle di minoranza come purtroppo accade nel PD nel quale non si vota su nulla, ma si temporeggia, si rimanda, si tengono i piedi in mille scarpe. Se votassimo sull'abolizione di province, comuni, prefettuure e piccole regioni sono certo che i democratici si mostrerebbero a favore a schiacciante maggioranza. invece non si vota e i realacci dettano legge.
commento di Kurtsack inviato il 3 settembre 2011
Così come è stato impostato è evidente che il problema di realizzare una diversa concentrazione territoriale della- popolazione costretta a vivere isolata dal contesto della evoluzione della informatica e del trasporto pubblico nonchè di tutti quei servizi degni di una civilità moderna , non suscita altro che ilarità e commiserazione. Ho visto comunità di 500 o più persone in un comune agricolo con case maleodoranti , vecchi rustici e vecchi servizi igienici sparse in un territorio sottratto alla agricoltura e con allacci fognari o idrici degli del medioevo alla fiorentina. Un edificio condominiale ne avrebbe potuto ospitare il triplo specie se progettato per finalità legate alla attività agricola e quindi con macchinari ed altro in appositi spazi. Ma questa comunità ha preferito trasformare spazi collinari a discarica ( rifiuti tossici e nocivi ?) .Tutti contenti :le casse comunali così pingui che addirittura ha spinto una banca a mettere una filiale, E la pacchia devere avere allettato molti furbacchioni che si sono fatti la villa esente ICI e esente tutto. Accorpamento ? Piuttosto faranno un referendum e opteranno per un nuovo principato visto che i loro nonni non avevano firmato per assumere un'altra identità di bifolchi. Lacci reali della storia ? hanno ampliato il cimitero : sperano di risparmiare sul concime !
commento di frapem inviato il 3 settembre 2011
Cambia caro Galfra.. questa sinistra indegna ha bisogno di poltrone per tenere in piedi i suoi pacchetti di voto.
commento di frapem inviato il 2 settembre 2011
Il problema non è cancellare i piccoli comuni, un gonfalone non si nega a nessuno, e poi molti di essi sono delle realtà storico turistiche dalle enormi potenzialità. Il punto vero è creare dei bacini istituzionali omogenei in cui la presenza dello stato con le sue istituzioni politiche, della giustizia, della sicurezza, della sanità, del fisco, dell'istruzione, della cultura, dello sport del lavoro, della detenzione e del recupero dei detenuti per fame, dell'assistenza sociale sia equamente distribuita per numero di abitanti. In questi bacini il sindaco sarebbe il primo rappresentante dello stato e il depositario dei principi costituzionali, e quindi il responsabile individuabile dell'eventuale degrado di quel territorio. Lo stesso dicasi per il governatore delle regioni anch'esse un bacino istituzionale con compiti ben definiti. Gli stati uniti hanno 55 stati ma sono grandi molto più dell'Europa. Quindi un salasso di tali dimensioni porterebbe nelle casse dello stato centinaia di miliardi di euro e lo renderebbe più efficiente e vicino ai cittadini. Ma naturalmente la politca questa specie di politica ignobile perderebbe il suo potere di ricatto clientelare e di umiliazione dei cittadini com'è avviene da sempre In italia con qualsiasi regime.
commento di galfra inviato il 2 settembre 2011
I ridimensionamenti o la soppressione di enti locali non significa buttare i loro dipendenti nel cesso, bensì trasferirli nei comuni, medio-grandi, e nelle regioni che dovranno farsi carico dei servizi che prendono in carico.
Il risparmio è rappresentato dall'eliminazione del livello politico che non è un costo di poco conto, unitamente a consulenti, note spese, auto blu ecc.
Cosa cambia per un dipendente di una provincia o di un comune piccolo essere spostato in un comune più grande o in regione?
commento di rebyjaco inviato il 1 settembre 2011
Cerchiamo anche di ragionare un po'. Pensate che eliminando gli sprechi, sia risolto il problema?, I piccoli Comuni? Le Province? Gli ENTI inutili? e le centinaia di migliaia di individui che vi lavorano, cosa ne facciamo? Li buttiamo nel cesso? Per questo, `che vedo più percorribile (ma più dura) la via del ""Taglio delle mani"" per chi ruba in politica. Baldassarri, non sarà un genio), ma portava un esempio chiaro: per ogni degente dimesso da un Ospedale, si calcola , dal consumo, che siano state usate 21 siringhe. Moltiplicate per tutti i prodotti che si utilizzano nella Sanità, e potete avere una "pallida" idea di QUANTO SI RUBA. (o si sottrae al paese, se volete essere "gentili"". Abbiamo il caso PENATI, niente di straordinario, è la normalità, purtroppo, moltiplicatelo per tutto il paese Italia. (lasciamo i meridione che è un pianeta a se stante, una vera e propria ""palla al piede"") per l'Italia. Del PDL o UDC, non vale la pena parlare, è la SICILIA ""DENTRO"" il Palazzo e tagliamo lì. Se NON si risana il PD. UNICA forza ORGANIZZATA sul territorio, Berlusconi (il gigante della corruzione), non verrà sconfitto, nonostante i sondaggi. In campagna elettorale i Penati, verranno tirati in ballo proprio da LUI, o credete che i pentiti che stanno raccontando tutto, li stiano ""incoraggiando"" gli spiriti onesti del paese?
commento di galfra inviato il 31 agosto 2011
Invece di difendere l'indifendibile, caro Pd, chiedete alla maggioranza che fine ha fatto la legge anticorruzione!
Altri paesi minori, per dimensione, sono molto più seri:

"Politici sloveni osservati speciali del sito anti-corruzione
Un “Supervizor” consente di verificare tutte le spese delle istituzioni pubbliche In una sola settimana esplosione di visitatori: 2,6 milioni"
commento di galfra inviato il 31 agosto 2011
Firma e cancella gli sprechi.
Una firma per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare e cancellare la parola “Province” dalla Costituzione. Oggi in Italia ci sono più di 110 Province, un “carrozzone” obsoleto che serve solo a far crescere gli sprechi della politica e le poltrone.Vogliamo abolire le Province:
• Perché costano tanto: circa 20 miliardi di euro all’anno, con 4.000
persone solo tra amministratori ed eletti più uffici, auto blu, spese
di rappresentanza…
• Perché sono superflue: le loro funzioni si potrebbero assegnare a
Comuni e Regioni.
Sono 40 anni che tutti dicono di volerle eliminare ma nessuno si fa carico di iniziative concrete. In campagna elettorale tutti i partiti si dicono concordi, ma poi nulla si muove. Non possiamo più aspettare: la crisi non può colpire ulteriormente i cittadini senza toccare i privilegi della Casta. La buona notizia è che possiamo farlo: tutti insieme, possiamo migliorare questo Paese.
commento di silv inviato il 31 agosto 2011
I piccoli comuni possono rimanere. L'importante è che sindaco e assessori lavorino gratis nel tempo libero. Sarebbe ora che la gente ricominciasse a far politica per passione. questa è l'occasione.
commento di vogliamosolocoerenza inviato il 31 agosto 2011
Credo che se il pd e gli altri partiti di sinistra vorranno essere una vera e credibile alternativa per salvare un paese dalla bancarotta devono accettare l'idea che, in questi partiti, chi farà politica non cerchi un "mestiere" o un "lavoro".
La vera riforma di questo stato deve partire dall'accettazione, non a parole ma con atti concreti, di una politica al servizio comune e non al servizio di se stessa.
Come sempre, qualunque riforma che comporti una riduzione dei privilegi, dei costi, dei "posti", del potere dei politici naufraga.
La preoccupazione più grande è l'incapacità di accettare, proprio a sinistra, questa rivoluzione culturale che porterebbe all'esclusione dal mondo della politica di decine di migliaia di persone che sinora hanno fatto politica, e degli incarichi "politici" ne hanno fatto il loro impiego a "tempo indeterminato".
vogliamo salvare l'economia di questo paese e ripristinare uno stato di diritti reali per TUTTI i cittadini??
ragioniamo su alcuni punti:
1) eliminare tutte le province;
2) aggregare tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti confinanti con comuni sopra tale limite entro 20 chilometri (o 3 miglia) (percorso stradale o collegamento marittimo più breve già esistente)
3) riportare tutte le società nelle quali la quota controllata direttamente o indirettamente dallo Stato e/o dagli enti locali superi il 50%, all'interno dell'apparato pubblico che ne detiene la maggioranza delle quote eliminando amministrazioni che accorpano privilegi pubblici e privati senza le responsabilità e gli oneri del vero amministratore privato
4) annullare vitalizi e privilegi previdenziali per tutti i ruoli della politica.
5) Stipendi dei parlamentari: 70% della media europea (come le retribuzioni dei lavoratori). Stipendio dei consiglieri regionali 70% dei parlamentari
6) garanitre flessibilità nei rapporti di lavoro che porti comunque ad una stabilizzazione, garantendo che il carico previdenziale per le aziende risul
commento di seamusbl inviato il 30 agosto 2011
La difesa dei piccoli comuni. delle province, di tutti gli enti inutili, dell'ice, della magiatoia invereconda rai ecc. ecc. ecc. quirinale incluso con ogni tipo di scusa solo per non dire che si vogliono mantenere rendite e stipendi ed emolumenti che fanno molto comodo e' comprensibile, ma c'e' un ma.

Tutti dovrebbero trovare un lavoro e tutti dovrebbero avere un decente reddito.
Questa e' una cosa che anche il bombardiere non ha mai capito, lui la barca se la puo' fare a condizione che tutti siano nelle condizioni di crescere economicamente.

qui ormai invece siamo alla farsa in tragedia, i parassiti e le caste si fanno la guerra tra di loro. Le caste minori sarano spazzate via e se lo prenderanno in culo come la massa di cani. Questa e' la logica. La riduzione della spesa pubblica e' uno slogan per far pagare gli anelli deboli, il potere effettivo e' nelle mani dei potentati parassitari.
Follia e' la manovra, follia e' la politica economica degli ultimi decenni, follia e' la spesa pubblica per strapagare parassiti che fanno la morale.
Perche' i piccoli parassiti dei piccoli comuni devono pagare per primi?
Perche' Realacci non e' mai venuto a imparare un poco di economia da me?
Perche l'italia e' un'argentina?
perche' l'elite ha tutto il potere?
Perche' non esiste un partito popolare?
L'On.Realacci tentera' di rispondere nelle prossime puntate una volta che si sia ripreso dalla tragedia e frana dei piccoli comuni.
commento di pasquino50 inviato il 30 agosto 2011
Immaginate "il partito degli amministratori di sistema" decurtati del proprio potere....resi muti al mercato del voto.
Se è questo che s'intendeva dire....sono d'accordo.
commento di rebyjaco inviato il 30 agosto 2011
Realacci, pure se in buona fede, appartiene a questa classe dirigente che PEGGIORE, non esiste in nessun paese occidentale. Questo, non significa che ""Realacci"" sia un pessimo politico, dico solamente, che l'insieme dei dirigenti PD., quelli che ""comandano"" e quelli che obbediscono, sono la causa prima, del degrado morale di questa politica che, con gli anni, si e'trasformata in un insieme di raccoglitori di ""contributi"" (vere e proprie mazzette), per mantenere in piedi, un sistema di governo, all'interno del Partito, che da da ""mangiare"" al sotto`popolo della politica, la ""mucillaggine della politica"" come l'ha definita qualcuno. Questo sistema, copiato e perfezionato dai ladri della politica di `professione (di cui TUTTI sentiamo parlare giornalmente), sta portando l'Italia al disastro economico (per il 75% della popolazione) trasformandola in una forte candidata ad una ribellione sociale. Mantenere ad ""ogni costo"" individui come Dalema,Veltroni, Fassino e tutte le sotto caste, formate dai mille e piç Penati etc., significa, dare uno schiaffo ai possibili votanti che, inevitabilmente, si ribelleranno al momento delicato del voto. In quanto alle polemiche sui tagli e non tagli, i "politichetti" piu' improvvisati, sono quelli che maggiormente si trovano facilmenbte in disaccordo su "tutto". Tacessero, farebbero opera di bene.
commento di pasquino50 inviato il 30 agosto 2011
Non ritengo di essere benaltrista, ma se non si incide profondamente nella burocrazia dello stato....cmq sarebbe un buon inizio.
commento di nello63 inviato il 30 agosto 2011
Concordo pienamente con i commenti precedenti, siamo nel 2011 per controllare il territorio di un comune di 300 abitanti, basta una foto dal satellite o un giro in elicottero, Caro team Realacci diciamola tutta: le poltrone servono a tutti i Partiti e per ogni provvedimento che cerca di cancellarle, ci si arrampica sugli specchi pur di difenderle; mi dispiace che anche i Parlamentari del mio Partito siano così....AUGURI, CONTINUATE COSI'!!
commento di Rotondi inviato il 30 agosto 2011
Realacci è completamente fuori strada. E' una follia mantenere strutture gestionali, tecniche, legali per comuni sotto i 2000 abitanti. Basta consultare le pubblicazioni periodiche del ministero delle finanze: la spesea per abitante passa da 870 euro per comuni con meno di 2000 abitanti a 650 per comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti, che risulta essere la dimensioni ottimale. Se è vero che il 20% della popolazione vive in questi comuni, il risparmio è
10 milioni x 200 euro = 2 miliardi di Euro.
I sindaci che dicono che i comuni piccoli non costano niente perché sindaci e assessori sono pagati poco (è vero) sono in malafede: quello che costa sono i servizi, i consulenti, i mezzi poco usati, i dipendento sotto utilizzati. Sono stato 9 anni assessore e so di cosa parlo.
Sono sconfortato, le scenate dei sindaci dei piccoli comuni (sarebbe meglio dire condomini) mi hanno fatto capire che per l'italia non c'è speranza.
commento di galfra inviato il 30 agosto 2011
Non servono a nulla i piccoli i comuni e non servono a nulla le province. Si realizzerebbero grandi risparmi se si provvedesse a semplificare le strutture pubbliche territoriali: comuni medio grandi ed eliminazione di regioni piccole e di quelle a statuto speciale o perlomeno eliminazione dei vantaggi fiscali e retributivi, nonché eliminazione delle province e delle società pubbliche, salvo eccezioni come le società che gestiscono l'acqua.
Questa manovra va in senso opposto, infatti se avessero voluto realmente abolire le province avrebbero avviato un piano immediato di riduzione ed accorpamenti, come peraltro annunciato, in attesa della modifica costituzionale che ne consenta l'abolizione. Pertanto il mio dubbio è che, con quest'annuncio, intendano solamente neutralizzare il referendum.
Mi dispiace caro Realacci, ma io, ventennale elettore del Pd nelle sue innumerevoli, troppe, evoluzioni, non concordo per nulla con la linea del Pd il che mi porrà grandi dilemmi alle prosime elezioni.
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26 gennaio 2009
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