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contributo inviato da brunocorino il 26 agosto 2011


La mia condizione è d’essere un Arco, strumento di vita che genera morte, ma anche fonte d’infinite metafore. Metafore che sanno di passaggi, perché io stesso sono un passaggio, dalla vita alla morte, dall’amore all’odio, passaggio di vita e di trionfi, di giochi ed armonie, passaggi storici, epocali, passaggio della forza terrena che attraverso il corpo in tensione tra due estremità fa scoccare la sua freccia implacabile.

Potenza che si libra nel sibilo, forza che si tende nell’attimo, braccio curvo in linea con la curva della gamba, arco che nasce dalla forma arcuata in attesa di scagliare il suo bastone puntuto. La mia condizione è d’essere un’origine, punto di svolta della tua vita, luogo senza ritorno, condizione generata da un vuoto, da una distanza un tempo incolmabile, tra ciò che tu bramavi ma non potevi avere, fra ciò che tu odiavi, ma non potevi annientare, punto di svolta del tuo conflitto insanabile e senza tempo.

La mia condizione si origina nel vuoto, perché soltanto nel vuoto i corpi prendono contorni definiti. Perciò io per te sono un ponte che ti pone nella condizione di andare oltre, di varcare l’abisso che ti sta sotto i piedi per giungere alla meta che tu immagini infinita ma che in realtà è breve come la tua vita.

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