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contributo inviato da Achille_Passoni il 24 agosto 2011

Ieri Bersani, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato le proposte del Partito Democratico che configurano una vera e propria manovra alternativa e che saranno da guida per il gruppo Pd al Senato nella estensione degliemendamenti al decreto.
 
L’Italia di domani
Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile
Il decalogo alternativo del PD

La Manovra di Ferragosto è inadeguata, fortemente iniqua sul piano sociale e pococredibile rispetto alla sfida che il Paese ha di fronte: il riavvio dello sviluppo, lapromozione del lavoro, l’abbattimento del debito pubblico. Per una correttavalutazione economica e politica, il Decreto del governo va collocato nella scia dellemanovre precedenti, in particolare della manovra di metà luglio scorso e dellamanovra dell’autunno 2010. Solo così si può cogliere la portata insostenibile degliinterventi sulle famiglie a reddito basso e medio (i pesanti tagli ai servizi forniti daRegioni, Province e Comuni e gli aumenti di tasse e tariffe locali; i ticket sanitari; lade-indicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro; l’azzeramento delle risorse per lepolitiche sociali; l’aumento delle accise sui carburanti; l’impoverimento della scuolapubblica e dell’università, ecc).

L’insieme degli interventi definiti dalla manovra di metà luglio e dall’interventoaggiuntivo del 12 Agosto viene stimato in 2,1 miliardi di euro per il 2011, 24 miliardidi euro per il 2012, 50 miliardi di euro per il 2013 e 55,4 miliardi di euro per il 2014.L’impatto annuo previsto a partire dal 2013 è nettamente superiore a quantonecessario a raggiungere i pareggio di bilancio (40 miliardi di euro nel 2014), almenosecondo l’ultimo documento ufficiale di finanza pubblica (DEF). La differenzaequivale a circa un punto percentuale di Pil. Il Governo deve dunque spiegarne laragione e presentare al Parlamento l’aggiornamento del DEF, del quadromacroeconomico e degli obiettivi di indebitamento.

Nonostante la necessità di rafforzare la credibilità degli interventi di metà luglio,ampia parte della correzione dei conti pubblici rimane affidata ad una delegaassistenziale e fiscale vaga e molto preoccupante. Sono vaghi i principi di interventosull’assistenza. Preoccupante è la clausola di salvaguardia finanziaria, poiché scaricasulle detrazioni Irpef e sugli aumenti di Iva ed accise i mancati effetti degli interventiassistenziali. Considerato che l’intera spesa per assistenza è circa 16 miliardiall’anno e che la delega dovrebbe dare, nel 2013, 16 miliardi e 20 “a regime” dal2014, vuol dire che, se scattasse questa clausola, pagherebbero ancora una volta ilavoratori ed i pensionati a reddito più basso e medio.

L’atteggiamento del Governo sul tema delle pensioni resta in questo contestoondivago e improntato all’irresponsabilità. Se il tema delle pensioni è collocatonell’ambito di una complessiva riforma del welfare finalizzata a migliorare lecondizioni delle nuove generazioni, il Pd è pronto a discutere con le proprie proposte.Siamo contrari invece a interventi sulle pensioni finalizzati solo a coprire esigenzeoccasionali di spesa non legate al welfare.

L’intervento sugli enti territoriali è insufficiente e confuso sul piano del riordinoistituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi. Il “contributo disolidarietà”, poiché imposto con l’innalzamento delle aliquote Irpef sopra i 90.000euro colpisce quasi esclusivamente i redditi da lavoro dipendente e le pensioni dalavoro dipendente. In sostanza, si inasprisce la pressione fiscale su chi già paga.L’atteggiamento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici, attraverso il rinviodel pagamento del Tfr e il rinvio sine die delle tredicesime, non porta efficienza, masolo un temporaneo effetto di cassa. La soppressione delle festività civili implica,oltre all’impatto sulla cultura nazionale, un effetto depressivo sui consumi, senzamiglioramenti significativi sulla produttività. Gli interventi sulle relazioni industriali esui rapporti di lavoro sono una intromissione nell’autonomia delle parti sociali. Infine,ancora una volta, si utilizza il Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, per fare cassa,ad ulteriore indebolimento delle prospettive del Mezzogiorno.

Il Partito Democratico intende correggere alla radice le iniquità della manovra edintrodurre interventi per lo sviluppo sostenibile. Come è sempre più chiaro, è labattaglia per la crescita e l’occupazione, in particolare giovanile e femminile, la verasfida da vincere nel rispetto degli ineludibili vincoli di finanza pubblica. E’ una sfidache riguarda l’Italia e l’Europa.

Più Europa per affrontare la crisi. Soltanto un governo politico dell’area europer lo sviluppo sostenibile e la gestione comune dei debiti sovrani, secondo leproposte elaborate dai partiti progressisti europei (Agenzia Europea per il Debito,Eurobonds per gli investimenti produttivi, tassa sulle transazioni finanziariespeculative, ecc) e secondo progetti sistemici come quello illustrato da Prodi eQuadrio Curzio su Il Sole 24 Ore del 23 agosto, può dare senso alle politiche di austerità.Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenereequità e sviluppo sostenibile:

1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica.
Interventi perriorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e lepubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero deiparlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuniper lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligodella gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita larappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), ildimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti disecondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicaleriduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni edeliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 milaincarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi, intermedi estrumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parcoregionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni,centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione dellepubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, perciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre bestpractices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolareper una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

2. Dismissioni immobili e frequenze.
Un piano quinquennale di dismissione evalorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali peralmeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per lefrequenze televisive.

3. Liberalizzazioni.
Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operativitàimmediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, delladistribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizibancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibilisenza rovinare l’art 41 della Costituzione.

4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, ilMezzogiorno.
Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55%per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti perl’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria allestraordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; ilfinanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentementeriformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero;revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioniaziendali del Sistri.

5. Una politica vera contro l’evasione fiscale.
Un pacchetto di misureefficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in viaprioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempoindeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; allariduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla gradualeeliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibiledell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini antiriciclaggio,dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, deipagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle impresedell’elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per lamanutenzione della casa di abitazione.

6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari.
L’introduzione di unaimposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criterifortemente progressivi.

7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati.
Un’imposta patrimonialeuna tantum del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente econdonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldodel debito fiscale, del 30% sui patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisifiscali, in modo da avvicinare l’intervento italiano alle medie delle analoghemisure prese nei principali paesi industrializzati e di reperire risorse dadedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse cosìraccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debitidelle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese eper alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediatiinvestimenti ai Comuni. Inoltre, si propone la rinegoziazione dei trattatibilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla black alla white list dell’Ocse (inparticolare Svizzera).

8. L’autonomia delle parti sociali.
Il Decreto del governo viola il principio datutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra leparti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, vacambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiuntodalle parti sociali il 28 giugno scorso.

9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato.
La revisionedelle norme sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio”torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole dinon punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.

10. Giustizia.
Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dallarevisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione miglioredel personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unitàoperativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione edunificazione dei riti nella giustizia civile.
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