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contributo inviato da Circolo PD Online il 18 agosto 2011

 

Riportiamo qui di seguito il testo del nostro intervento inviato alla Conferenza sul Partito
 
(inizia)
 
Desideriamo intervenire nella discussione sottolineando alcuni aspetti relativi alla struttura organizzativa ed al problema della partecipazione e della rappresentanza.
 
 
 
A tal fine desideriamo portare avanti alcune proposte a nostro avviso indispensabili:
 
 
 
1) Tutto il potere ai circoli . In sotanza il percorso di formazione degli organismi di coordinamento e di livello superiore sino all’assemblea nazionale dovrebbe essere formato solo ed esclusivamente dai rappresentanti eletti dai circoli territoriali, di settore e/o amìbiente e on line. Via via i rappresentanti dovrebbero a loro volta scegliere, mediante candidature, gli elementi più rappresentativi per i livelli superiori sino alla composizione dell’assemblea Nazionale dove viene eletto il Segretario con il metodo delle primarie, e la Direzione Nazionale. Nell’assemblea Nazionale potrebbero far parte, come previsto anche oggi, elementi scelti in rappresentanza dei parlamentari . Se nella prima fase della creazione del Partito la sua stessa formazione dall’alto poteva far preferire una organizzazione diversa, oggi i tempi sono maturi per un cambiamento radicale.
 
2) Le candidature per le elezioni amministrative o politiche ( anche europee) vanno scelti con il metodo delle primarie. Dobbiamo ripetere già da subito ed in vista della prossima legislatura l’esperienza positiva delle elezioni aministrative di Milano e Napoli con la saldatura attorno ai candidati di un consenso che superi la base del nostro partito per rappresentare non solo la coalizione di opposizione ma tutti i movimenti e gli indecisi che vogliono il cambiamento.
 
3)      La diffusione e l’utilizzo delle opportunità di comunicazione offerte dalla Rete sono forse    uno delle novità più importanti della nostra società.
Perché tuttavia queste possibilità rappresentino una nuova opportunità nel rapporto fra la popolazione, i movimenti e le organizzazioni tradizionali della politica : i partiti, è necessario trovare adeguate forme di organizzazione e di rappresentanza.
Il PD ha previsto nel suo Statuto la possibilità organizzativa di circoli nella rete: i circoli on line. Noi riteniamo che una opportuna valorizzazione di questo strumento possa migliorare le possibilità di partecipazione ricucendo il percorso verticale fra base e vertice e permettendo una circolazione più veloce delle idee nell’uno e nell’altro senso. E’ questa l’ipotesi su cui è nato il nostro Circolo PD on line “ Libertà è Partecipazione” .
La diffusione dei circoli on line potrebbe rappresentare sia uno strumento di sviluppo della democrazia interna nella vita del partito sia uno strumento agile d’interazione con i movimenti , le associazioni e la rete .
A tal proposito riportiamo qui di seguito il testo di un documento sul tema dal nostro circolo che desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione:
 
 CIRCOLI PD ON LINE: IL FUTURO SI FA PRESENTE PER UN VERO PARTITO DEMOCRATICO
 
La diffusione e l’utilizzo delle opportunità di§ comunicazione sono forse uno dei tratti caratterizzanti della nostra epoca.
§ L’utilizzo della rete ha permesso la diffusione capillare di comportamenti di partecipazione attiva, anche con il superamento delle distanze fisiche, e la possibilità di disporre rapidamente di informazioni originali su cui esprimere un proprio libero giudizio
L’impressione è tuttavia quella di essere ancora§ lontani dall’aver utilizzato tutte le possibilità del mezzo, specialmente in una organizzazione politica moderna quale vuole essere il Partito Democratico.
La nostra esperienza come circolo PD online "Libertá é Partecipazione", rappresenta in se una un importante e vitale esempio di partecipazione politica "organizzata" in rete.
Noi riteniamo che sulla base di questo esempio e dei pochissimi altri esistenti, ancora attivi o meno, il PD debba iniziare una riflessione seria e dettagliata su come organizzare la presenza del partito in rete.
 
A tal fine segnaliamo al partito ed alle altre comunitá online i seguenti spunti di riflessione e proposte operative
 
1) La partecipazione ad un Circolo on line NON è in antitesi a quella nei circoli territoriali, al contrario può e deve facilitare l'impegno politico a chi ha oggettivi limiti temporali e/o geografici ed allo stesso tempo rendere le indipensabili riunioni “fisiche” più produttive in quanto consente di prepararle con anticipazione per arrivare alle assemblee nei circoli teritoriali avendo gia approfondito ed evidenziato i punti importanti ed elaborato bozze di proposteconcrete.
Il concetto di fondo non é quindi sviluppare una rete di circoli online in alternativa od in "competizione" con quelli territoriali, ma "unificare" la struttura organizzativa di base del partito prevedendo che tutti i circoli del PD abbiano almeno presenza online e, quando possibile, anche fisica sul territorio e che tutte queste realtá, ovvero circoli sia on line che territoriali o circoli solamente on line, facciano riferimento agli stessi principi fondativi ed abbiano le stesse prerogative, pur ciascuna realtá con regole organizzative e di autogoverno specifiche e funzionali al contesto di lavoro.
 
2) Occorre onestamente riconoscere che fino ad oggi i risultati delle esperienze organizzative online del PD sono stati modesti.
Il circolo online più importante formatosi, il circolo Obama, ha chiuso qualche mese fa..
Altri circoli minori sostanzialmente vivacchiano. Il nostro Circolo “ Libertà è Partecipazione”pur riconosciuto non riesce a partecipare fattivamente alla vita del partito.
Tra i principali problemi a nostro avviso si sono evidenziati i seguenti:
a) Eccessivo numero dei partecipanti al singolo circolo:
In questo modo accade che le persone più attive finiscono per togliere gli spazi d’espressione agli altri, che ritornando spettatori passivi tendono a defilarsi.
La soluzione può essere limitare il numero dei partecipanti ai circoli online ad una soglia ragionevole (sul numero esatto si puó discutere) e quando questa soglia venga superata formare un nuovo circolo da mantenere in relazione a quello originario ed a tutti gli altri attraverso una rete di coordinamento.
b) Difficoltà di inserirsi a pieno titolo nella vita del partito:
I circoli vituali devono poter tesserare direttamente i propri iscritti attraverso processi di identificazione realizzati con l’aiuto della struttura organizzativa centrale del partito che tiene l’apposita anagrafe degli iscritti. I rappresentanti del circolo devono poter accedere ad una struttura di Direzione di coordinamento di tutti i circoli on line che deve poter dialogare con la struttura di coordinamento dei circoli territoriali e tematici.
c) Possibilità di far iscrivere al circolo i tesserati PD , gli elettori ma anche i simpatizzanti ( senza diritto di voto nella scelta dei rappresentanti) in modo di aprire i circoli ad una domanda di partecipazione più vasta.
d) Carenza interne ai circoli virtuali dovute ad un modello organizzativo e una struttura dirigenziale che non tiene conto delle specificitá delle comunitá in rete e della assoluta necessitá che la partecipazione venga moderata, dove per moderazione si intende piú una attivitá di stimolo e sintesi che non di controllo (seppur anche quest'ultima risulta spesso necessaria).
In riguardo a ció ed a solo titolo di esempio invitiamo a prendere visione delmodello organizzativo del circolo in formazione "Libertá é Partecip...
(http://circolopd.ning.com/forum/topics/modello-organizzativo-del)
nel quale si é tentato di elaborare uno "statuto" che tenga conto delle specificitá sopra menzionate.
 
3) Una delle obiezioni e preoccupazioni maggiori rispetto alla istituzionalizzazione da parte del partito dei circoli online sembra essere quella relativa al rischio che le iscrizioni non seguano procedure tali da garantire legittimitá e regolaritá.
Questi timori sono comprensibili ma ingiustificati, le tecnologie e procedure per certificare un iscritto (od un simpatizzante) ad un circolo online sono disponibili da anni, sono relativamente anche più semplici delle procedure standard ed altrettanto (se non maggiormente) sicure.
Tra le molteplici opzioni segnaliamo brevemente:
Invio di documentazione scannerizzata al responsabile (si può falsificare ? si come quella cartacea che viene presentata ai circoli teritoriali)
Verifica audio/visuale in chat (l’iscritto viene convocato in video conferenza dal responsabile per confermare l’scrizione)
Posta elettronica certificata (che si comincia ad utilizzare anche nelle strutture pubbliche statali) ed altre ancora che possono dare garanzie almeno pari quando non superiori all’iscrizione in persona.
4) Un aspetto da non trascurare e che vi sono non pochi cittadini per le quali i circoli online non sono una alternativa od un complemento partecipativo ma l’unica opzione. Parlo di cittadini Italiani che vivono all’estero in paesi dove la presenza di circoli territoriali è nulla o limitatissima, cosí come cittadini Italiani che pur residenti in aree (nazionali e non) dove la presenza dei circoli territoriali è sufficiente non possono per oggetive difficoltà (di lavoro, di salute, etc..) frequentarli con l’assiduità richiesta o desiderata.
5) Tra i molteplici aspetti positivi dei circoli online vi é quello che, una volta definita una soluzione al delicato argomento della certificazione dell’iscritto (punto 3), la loro diffusione renderebbe possibili forme di consultazione in tempo praticamente reale sia con finalità indicative (sondaggi, pareri indicativi su varie opzioni di possibili iniziative) sia per votazioni ed elezioni ufficiali quali primarie, elezione di delegati, votazione di documenti proposti da organi direttivi nazionali o di coordinamento territoriale.
6) Tutto ciò, insieme ad altre innumerevoli possibilità di partecipazione e trasparenza, come l’ipotesi di accesso online a riunioni pubbliche degli organi di partito, presuppone delle forme organizzative e di autoregolamentazione standard che garantiscano sia la legittimità (si torna di nuovo al punto 3) che la democraticità della partecipazione ed attività politica in rete.
In particolare il modello organizzativo dei circoli online deve, nei suoi punti fondamentali, essere studiato, elaborato e reso ufficiale in modo che tutti i circoli operino su di una base comune pur mantendo ciascuno ampia autonomia riguardo alle modalità scelte per organizzare il dibattito e le iniziative.
7) Aspetto centrale é quello dell coordinamento tra i circoli e la formazione di una vera rete partecipativa:
Come far si che migliaia (auspicabilmente) di realtà interagiscono tra loro in modo sincrono pur conservando ciascuna le sue peculiarità e la sua capacità`di proporre iniziative specifiche ed originali ?
Come far si che il flusso di informazioni e proposte sia bidirezionale verticalmente (dalle strutture direttive del partito ai circoli e viceversa) ed orizzontalmente (tra i vari circoli e tra i vari livelli di coordinamento degli stessi) ?
Tutto ciò senza frustrare le iniziative dal basso ma mantenendo allo stesso tempo la indispensabile capacità di sintesi decisionale che devono avere gli organi dirigenti.
 
Questa crediamo sia la vera sfida, perchè se allargare e facilitare la partecipazione è da una parte l’unica via per rivitalizzare e dare un senso compiuto al progetto di un Partito Democratico degno di tal nome, dall’altra il rischio di una eccessiva frammentazione e conseguente paralisi decisionale è alto.
Al momento questa capacita di interazione e diffusione di dati e conoscenze é verticalmente appena decente in una sola direzione, dall'alto in basso, mentre é cosa praticamente impossibile, e ragione di grande frustrazione tra gli iscritti, che proposte od indicazioni elaborate ai livelli inferiori arrivino all'attenzione degli organi dirigenti.
Sul piano "orizzontale" ovvero di interazione e scambio di conoscenze tra i vari circoli territoriali la situazione é, se possibile, peggiore.
Spesso in diverse realtá si discutono le stesse cose e si arriva alle stesse conclusioni senza che l'una sappia dell'altra ne che rimanga traccia di tanto lavoro, altrettanto spesso invece si verifica il problema opposto, ovvero asincronia totale di interessi e progetti tra realtá che dovrebbero marciare in una stessa direzione.
Lo sviluppo dei circoli online e, sopratutto, l'organizzazione di una rete efficiente degli stessi puó dare risposte a tutte queste problematiche.
 
8) dal punto di vista tecnico la creazione di una rete partecipativa online perfettamente integrata con le realtá territoriali e con funzionalità di partecipazione diretta che coprano tutti gli aspetti della vita di un circolo:
iscrizioni, votazioni, discussioni in modalitá asincrona (forum, blog) e sincrona (chat, teleconferenze) condivisione di proposte e documenti in formati multimediali (audio, video, webradio, webtv), aspetti organizzativi interni con aree riservate alle strutture direttive, gestione finanziaria, etc.. etc...
é cosa tutt'altro che banale.
 
Fino ad oggi tutto ció é stato lasciato all'improvvisazione di volenterosi che hanno cercato, superando o spesso, purtroppo, non riuscendo a superare, ostacoli quali scarse competenze tecniche e seminulle diponibiltá finanziarie, di strutturare realtá utilizzando strumenti gratuiti (o semigratuiti) alcuni anche interessanti ed abbastanza funzionali ma nessuno dei quali consente il livello di integrazione, funzionalitá ed interazione con altre comunitá che é necessario per compiere un deciso salto di qualitá.
 
Riteniamo dunque sarebbe un compito prioritario del partito quello di non limitarsi ad incoraggiare (o peggio scoraggiare) iniziative amatoriali di costruzione e coordinamento dei circoli online ma , eventualmente prendendo spunto dalle realtá esistenti, iniziare ad analizzare l'argomento per elaborare un progetto serio in merito.
 
Il PD ha le risorse umane e dovrebbe dedicare quelle economiche necessarie (tra l'altro crediamo non si tratti di investimenti proibitivi) per sviluppare in proprio una tecnologia, una piattaforma dedicata specificamente alla partecipazione politica in rete da mettere a disposizione di tutti per facilitare sia la versione online di ciascuno dei circoli territoriali esistenti, che la formazione e lo sviluppo di circoli unicamente virtuali, nonché le strutture di coordinamento di tutti questi.
i circoli on line possono essere lo strumento attraverso il quale l'intero partito può utilizzare in maniera efficiente e politicamente utile la Rete ed in questa logica i circoli on line e il sito principale del partito potrebbero (dovrebbero) fare parte della stessa piattaforma, in maniera da condividere risorse più facilmente ed economicamente.
 
É una sfida di grande complessitá ma che potrebbe veramente segnare una svolta decisiva nella costruzione di un vero Partito Democratico, una sfida a cui crediamo il PD non puó sottrarsi.
Firmato
Circolo PD On Line “ Libertà è Partecipazione”
 
 
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commenti a questo articolo 0
commento di galfra inviato il 30 agosto 2011
se avessero voluto realmente abolire le province avrebbero avviato un piano immediato di riduzione ed accorpamenti, come peraltro annunciato, in attesa della modifica costituzionale che ne consenta l'abolizione. Pertanto il mio dubbio è che, con quest'annuncio, intendano solamente neutralizzare il referendum.
commento di galfra inviato il 29 agosto 2011
Firma e cancella gli sprechi.
Una firma per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare e cancellare la parola “Province” dalla Costituzione. Oggi in Italia ci sono più di 110 Province, un “carrozzone” obsoleto che serve solo a far crescere gli sprechi della politica e le poltrone.
Vogliamo abolire le Province:
• Perché costano tanto: circa 20 miliardi di euro all’anno, con 4.000
persone solo tra amministratori ed eletti più uffici, auto blu, spese
di rappresentanza...
• Perché sono superflue: le loro funzioni si potrebbero assegnare a
Comuni e Regioni.
Sono 40 anni che tutti dicono di volerle eliminare ma nessuno si fa carico di iniziative concrete. In campagna elettorale tutti i partiti si dicono concordi, ma poi nulla si muove. Non possiamo più aspettare: la crisi non può colpire ulteriormente i cittadini senza toccare i privilegi della Casta. La buona notizia è che possiamo farlo: tutti insieme, possiamo migliorare questo Paese.

commento di nino55 inviato il 28 agosto 2011
Da buon plebeo, condivido il tuo pensiero, caro sea.
E condivido in pieno,la lettera del circolo per aver indicato il ruolo che deve svolgere il partito con tutti i circoli ed i suoi iscritti.
commento di seamusbl inviato il 28 agosto 2011
"Le grandi rivoluzioni, anche quelle culturali, sono avvenute con la partecipazione di tutti nessuno escluso; chi non sapeva usare il fucile,si è impossesato del forcale ed ha vinto LA SUA BATTAGLIA anche con quello."

comrade rivoluzionario Nino la partecipazione estesa e' fondamentale, non solo degli immancabili specialisti a fare casino, ma le avanguardie hanno svolto il loro ruolo.

Oggi non c'e' avanguardia e pensiero, solo cinghie di trasmissione e teatranti. L'esasperazione di molti contro ingiustificati privilegi e miseria piu' facilmente scivola verso disperate rivolte, ma indubbiamente molti sarebbero da prendere a forconate.
comrade mistico aspirante guro Pasquino ha in fondo ragione, non correranno dietro al capitale, tuttavia per inciso non e' fuga del capitale da se stesso, ma marxianamente fuga del capitale verso altre forme di capitale, illusoriamnte o no considerate piu' sicure o vantaggiose.

Il PD deve essere felice per l'esito in Libia, prossimo Afghanistan e Iraq con il petrolio religiosamente nelle mani dei neocolonialisti e la popolazione eternamente fottuta, (come l'Italia), li i ribelli rivoluzionari sono stati la tradizionale banda di casinisti e nullafacenti e probabilmente banditi foraggiati e aiutati dagli esportatori di umanita' e democrazia.

per la serie distrazioni per parco buoi a NY e' stato inscenato il panico per un poco di pioggia. E tutti ci sono andati dietro.


commento di nino55 inviato il 28 agosto 2011
Le grandi rivoluzioni, anche quelle culturali, sono avvenute con la partecipazione di tutti nessuno escluso; chi non sapeva usare il fucile,si è impossesato del forcale ed ha vinto LA SUA BATTAGLIA anche con quello.
Adesso, se ci saranno dei volenterosi che si possono confondere tra i paranoici, perchè dobbiamo additarli come portatori di disturbo ed escluderli da qualsiasi discussione?Non saranno spero questi i problemi insormontabili?
commento di pasquino50 inviato il 27 agosto 2011
-Quelli che oggi fuggono verso il franco e le banche svizzere alla ricerca di una protezione rischiano di rincorrere una illusione e non solo per le tasse.

E' l'eterna fuga del "capitale" da se stesso.....peccato che non c'è più chi gli corre appresso..se sono riuscito a "farmi capire"... :) :)

Riot.
commento di seamusbl inviato il 27 agosto 2011
Non ho letto le critiche alla prorposta del PD come comrade sexual health care MagnaGrecia ma sottoscrivo le sue considerazioni. Tra l'altro da un paio di settimane dagospia solleva una delle poche critiche giuste nei confronti di Tremonti, quando osserva come Berlino e Londra si siano mosse per fare certi accordi con le banche svizzere per far pagare le tasse, mentre il nostro esita.

La scelta opportunistica e iniqua (e non spiegata ovviamente, la massa di cani non e' degna di sapere, cosi' come oggi le guerre per il petrolio e ne-ocolonialistiche sono chiamate interventi umanitari) di far pagare pochissimo i capitali scudati si baso' una sorta di motivazione "macroeconomica" per utilizzare il volano rappresentato dal cospicuo rimpatrio di capitali esportati, il che ebbe effetti di rilievo.

Quelli che oggi fuggono verso il franco e le banche svizzere alla ricerca di una protezione rischiano di rincorrere una illusione e non solo per le tasse.
commento di magnagrecia inviato il 26 agosto 2011
Ho letto la discussione in Circolo "LèP" sulle proposte economiche. Debbo manifestare la mia meraviglia nell'aver letto le pesanti critiche di Giuseppe A. ed altri sulla proposta del PD di ritassare i capitali scudati.
A mio avviso, tali critiche sono del tutto immotivate, sia sotto il profilo tecnico-costituzionale (la Corte Costituzionale si è già promunciata in senso favorevole in passato), sia dal punto di vista dell'opportunità.

Faccio notare che, in tanti altri casi, l'attuale governo ha cambiato in corso le regole, ad esempio in materia previdenziale, senza alcun criterio minimale di equità, con effetti economici drammatici sulla vita di decine, forse centinaia, di migliaia di persone già in difficoltà.

Francamente, trovo davvero deplorevole che si difenda in questo caso il principio del rispetto dei patti, per una categoria di ricchi, che per giunta ha abbondantemente violato la lealtà fiscale nei confronti della collettività nazionale, e che, detto per inciso, ha potuto beneficiare di condizioni di marcato ed iniquo favore: mi sembra proprio un esempio eclatante, anche se in buona fede, di oggettiva "ammuina da utili idioti".
commento di pasquino50 inviato il 26 agosto 2011
Se è vero, quindi mi associo in parte con le considerazioni espresse, che il "partito" debba essere un'organizzazione "bidirezionale", allora si deve allontanare ogni tentativo "neo-dirigistico".
-E’ inutile girarci attorno, il gruppo dirigente non è affatto interessato alla partecipazione della base. La vede anzi come fumo negli occhi. -- > Io credo ci sia un SOLO modo per ottenerla: RIUSCIRE A FARE MASSA CRITICA. -- > Per fare massa critica bisogna essere in tanti. -- > E questo lo si potrebbe ottenere, ad esempio, mobilitando TUTTI o buona parte degli iscritti di PDnetwork (38 mila e rotti). -- > Ma per fare questo bisognerebbe ottenerne la riorganizzazione ed un funzionamento ottimale o almeno sufficiente, che includa l’obbligo periodico di risposta da parte dei dirigenti (ovviamente, mettendo i paranoici tra di noi in condizione di non nuocere)”.
"(ovviamente, mettendo i paranoici tra di noi in condizione di non nuocere)”,non sembrerebbe un buon inizio.Nessuno dovrebbe dare la "patente a nessuno", ma verificare sul campo.
Credo che la strada sia ormai quasi del tutto impraticabile, il "potere" non si autoesautora se non con la somma di autovalutazioni errate. Prendete esempio nell'attualità del "rapporto sindacati-partito dei parlamentari".Deprimente.
Ma parlarne è già qualcosa.
Riot


commento di seamusbl inviato il 26 agosto 2011
Dear mental health care MagnaGrecia sottoscrivo le tue considerazioni.
Come gli altri partiti il PD e’ restio a confrontarsi su internet su importanti tematiche, preferisce calare dall’alto le scelte e decisioni e utilizzare blog e forum come strumenti di propagandismo e raccolta statistica.
Se appartengono a comrade segretario e ai vertici del partito il diritto e la responsabilita’ di compiere le scelte, le nuove tecnologie permetterebbero pero’ un piu’ trasparente confronto sulle opzioni. Purtruppo e’ inveterato l’uso di considerare popolazione e elettori una banda di dementi da illudere e prendere per i fondelli, la sinistra e la destra sono stati piuttosto simili in tale pratica. (Per la destra e’ la norma e l’imitazione ha reso la sinistra ancora piu’ spregevole).
Comrade segretario dovrebbe per esempio ancora spiegare perche’ ritenga una manovra recessiva assolutamente necessaria evitando magari la storiella delle generazioni future.
E’ infine divertente che il partito pubblicizzi una tavola rotonda su rai internazionale, una rai del cazzo e soprattuto una mangiatoia invereconda come tutta la rai. Ma evidentemente calando dall’alto ed ex cathedra l’arguto dibattito sono convinti che i coglioni di sotto paghino il canone con maggior lena dopo essere stati dilettati (o dileggiati).
commento di Circolo PD Online inviato il 25 agosto 2011
Desideriamo informarvi che abbiamo presentato richiesta di partecipazione all'incontro di Frattocchie- Buone Pratiche-
Al centro di Frattocchie 2.0,dovrebbero confrontarsi le esperienze di chi utilizza la rete per ampliare la partecipazione politica sui territori.

Sentiamo nei vostri interventi le stesse difficoltà a stabilire un rapporto proficuo con il Partito utilizzando gli strumenti della rete che come invece ha sottolineato bene " Magnagrecia" sono la vera novità politica del nostro tempo e hanno delle potenzialità democratiche enormi.
Nell'epoca in cui il ruolo dei movimenti torna ad essere preponderante anche rispetto a quello dei partiti , sono necessari strumenti di dialogo aperto
( dal basso verso l'alto e non solo dall'alto verso il basso ) e sensibili alle sollecitazioni del sociale nelle forme in cui lo stesso si va organizzando.

Da parte nostra, mentre continuiamo a sollecitare un rapporto più fattivo con la Direzione, dall'altro stiamo cercando di avviare un rapporto di collaborazione con altri circoli di base .
Non riteniamo che la nostra proposta nei vostri confronti si esaurisca nel chiderevi di aderire alla nostra esperienza o di ripeterla.
Certo sareste i benvenuti e saremmo lieti se fossimo richiesti di collaborare con altri circoli PD presenti sul territorio; stiamo tuttavia pensando alla formazione di un ulteriore spazio dove ospitare dei dibattiti su temi specifici, svolti con interventi strutturati come articoli o saggi brevi ospitando di volta in volta anche interventi di chi non intende far parte di una struttura organizzata ma desidera solo poter dare , quando lo ritiene opportuno,un proprio contributo culturale e politico.Uno spazio che sia anche la vetrina dei nostri documenti e degli articoli più interessanti da noi prodotti non legati all'immediata iniziativa politica.
Vi informeremo successivamente sui tempi di questa possibile iniziativa.
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
Chiedo scusa, non ho chiuso il grassetto.
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
Ho già avuto modo di esprimere il mio punto di vista sul tema della partecipazione e del rapporto tra la base ed il vertice del PD e della possibilità di contribuire all’elaborazione delle proposte del partito.

Devo purtroppo confermare che, pur essendo il partito sempre più consapevole dell’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione/partecipazione, non “istituzionalizza” una modalità di interazione sistematica, basata su un rapporto biunivoco, sia “top-down” (dall’alto al basso), sia “bottom-up” (dal basso verso l’alto), almeno periodicamente.

Tempo fa scrivevo: “E’ inutile girarci attorno, il gruppo dirigente non è affatto interessato alla partecipazione della base. La vede anzi come fumo negli occhi. -- > Io credo ci sia un SOLO modo per ottenerla: RIUSCIRE A FARE MASSA CRITICA. -- > Per fare massa critica bisogna essere in tanti. -- > E questo lo si potrebbe ottenere, ad esempio, mobilitando TUTTI o buona parte degli iscritti di PDnetwork (38 mila e rotti). -- > Ma per fare questo bisognerebbe ottenerne la riorganizzazione ed un funzionamento ottimale o almeno sufficiente, che includa l’obbligo periodico di risposta da parte dei dirigenti (ovviamente, mettendo i paranoici tra di noi in condizione di non nuocere)”.

(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
(segue/2)

Ed ho scritto ancora:

Io distinguerei due aspetti:

Primo aspetto:
Il primo aspetto riguarda il rapporto tra il PD e la sua base. Riporto ciò che scrissi nella discussione “La CGIL, il papa ed i precari”: Il PD è un partito di centrosinistra, deve per forza trovare una sintesi tra centro e sinistra, ma non c‘è da scandalizzarsi, succede in tutti i Paesi, in tutti i partiti. Il problema è farli funzionare bene, in modo che siano permeabili ai punti di vista della base e dell’elettorato. Ho appena ‘postato’ sul sito de “La rosa rossa” il seguente commento:
“Il PD deve aprirsi al vertice ed alla base, soprattutto alla base, concretamente.
Al vertice, occorre semplicemente applicare lo statuto, laddove fissa un limite di numero di mandati, con pochissime eccezioni; istituire un canale obbligatorio di comunicazione interattiva (biunivoca) tra i parlamentari/dirigenti nazionali e regionali e gli iscritti/elettori.
Alla base, occorre semplicemente aprire e far funzionare i circoli, spesso inesistenti o perennemente chiusi, sia territoriali che on-line (colmando al più presto le lacune statutarie), a pena di decadenza dei responsabili, individuati per nome e cognome: 1) capo dipartimento nazionale dell’organizzazione, 2) responsabile nazionale dei circoli on-line; 3) coordinatore provinciale; 4) coordinatore di circolo; 5) responsabili dei comitati di garanzia e controllo.
Tutto il resto sono chiacchiere, buone per i gonzi ed i conservatori – più o meno interessati - dello status quo”.


(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
(segue/3)

Secondo aspetto:
Il secondo aspetto attiene alla partecipazione degli iscritti di PDnetwork alle discussioni di questo forum. E’ evidente che se, su oltre 38.000 iscritti, per varie ragioni, partecipano alle discussioni ormai al massimo in una trentina, in media forse neanche la metà, e che in totale, secondo quanto mi disse la redazione web, ci sono una novantina di contatti al giorno, non servono molte parole a dimostrare l’estrema precarietà della situazione del network. Cui noi avremmo il diritto-dovere di porre fine: o nel senso di tentarne con un’azione forte collettiva (bastano 10 persone) il rilancio o abbandonarlo, costringendo o agevolando la dirigenza a chiuderlo.

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
(segue/4)

Inoltre, ho riportato sul PD e mi sono chiesto: “In queste buone pratiche, che posto avrà PDnetwork? Scomparire?”.

Buone Pratiche. Al centro di Frattocchie 2.0, le esperienze di chi utilizza la rete per ampliare la partecipazione politica sui territori. L’intenzione è quella di realizzare un laboratorio di “buone pratiche 2.0 dei circoli, delle federazioni, delle unioni regionali del Partito Democratico”. E le più interessanti saranno prese come modello da proporre a tutti i circoli del Pd.

(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
(segue/6)

L’esistenza di Internet, democratizzando le informazioni e velocizzandone la diffusione, muta sostanzialmente le condizioni della fissazione delle regole e dello svolgimento del gioco, a detrimento di quell’infima minoranza di ricchi potenti, egoisti, avidi e spietati che ha sempre dominato in tutte le epoche storiche ed a vantaggio di tutti gli altri, persino in un Paese sonnolento, materno, conservatore e cinico come il nostro. Si tratta di coglierne e sfruttarne appieno e con intelligenza e spirito di concretezza le potenzialità.

Al di là dei suoi difetti e limiti, infatti, Internet ha un potenziale enorme in termini politici, ed anche i partiti politici se ne sono resi conto, ma cercano di limitarne gli effetti a sfavore della nomenclatura, non favorendo ad esempio la nascita, l’equiparazione ed il funzionamento dei circoli on-line (v. PD).
Sia i recenti movimenti libertari nei Paesi arabi, sia quelli rivendicativi in Spagna o in Italia (Indignados; Se non ora quando; Il nostro tempo è adesso) sarebbero stati impensabili, almeno con questa velocità ed estensione, senza il supporto del web. Con un’evidente ricaduta anche in termini politici ed elettorali. Ecco, il problema è che non se ne sfruttano ancora appieno le potenzialità e troppo spesso in tanti blog ci si limita alla chiacchiera infinita senza che una sola volta, non dico si faccia, ma si immagini soltanto, di dare uno sbocco purchessia, con gli stessi mezzi offerti dal web, alle analisi più o meno dotte che vi si possono leggere e che talvolta impegnano indefessamente i loro autori per giorni, settimane e mesi. Occorrerebbe affrontare e risolvere questo problema alla radice, nell’ambito di un’attuazione della norma costituzionale sul funzionamento dei partiti politici.

(Fine/6)
commento di magnagrecia inviato il 25 agosto 2011
Leggendo il commento di Ugorizzardi, mi vien fatto di pensare che in certe zone fortunate d’Italia, nonostante le decine o forse centinaia di commenti di precisazione da parte di noi meridionali, non c’è ancora nessuna consapevolezza che in tutto il Sud, incluse le città, o non ci sono i circoli PD o, se ci sono, sono perennemente chiusi ed aprono soltanto in occasione delle elezioni locali o, al più, dell’elezione del coordinatore, con (l’ho verificato personalmente) talvolta o spesso esiti preconfezionati.
commento di salvatore1 inviato il 24 agosto 2011
Invio link alla prima copia della rivista, sperimentale, ultima creatura di "Libertà è partecipazione", circolo PD online
http://circolopd.ning.com/profiles/blogs/sperimentale

Circolo PD online "Libertà è partecipazione"
commento di seamusbl inviato il 24 agosto 2011
" stiamo commentando e scrivendo un documento a sostegno ed integrazione della contromanovra proposta oggi dal nostro Partito"

Manovra e contromanovra sono inutili e servono a far peggiorare la situazione. Siccome l'italia e' diventata un'argentina in peggio e non ha piu' sovranita' monetaria ne' nazionale deve sottostare all'imposizione dei nuovi padroni, che non capiscono o fingono di non capire la congenita instabilita' europea e ne approffittano per conquistare e ridurre a protettorati italia e altri paesi periferici.
Il futuro che si preannuncia e' decenni di miseria per i soliti noti, la massa di cani.

La farsa del debito investe poi tutti, con la patetica preoccupazione della prossima generazione della quale non frega niente a nessuno. Infatti la ridurranno in miseria con la scusa del debito pubblico, che non e' il problema e che potrebbe essere visto come ricchezza per idetentori di titoli.

comrade segretario dovrebbe usare la rete per dire se continua a seguire la linea neo-liberale e negatrice del buon senso della sinistra dei maggiordomi.
Ormai e' una farsa in tragedia, devono fare ingoiare alla massa di cani decenni e decenni di poverta' e si inventano ogni tipo di scusa.

commento di marcelobranko inviato il 23 agosto 2011
Sono membro del Circolo PD on line (e sono tesserato nel mio circolo territoriale). Quello pubblicato è uno dei tanti documenti discussi ed approvati; ritengo che questa nostra esperienza sia estremamante positiva: i dibattiti si svolgono con passione ma con assoluto rispetto reciproco. Penso che questo modo di usare la rete sia la via per meglio supportare il PD, ma spero che sia solo l' inizio. Il PD deve fare tesoro delle recenti esperienze elettorali, che hanno visto partire proprio dal web quel risveglio delle coscienze che è la sola prospettiva pe ruscire dalla palude in cui ci stiamo dibattendo. Siamo forse ancora lontani dal capire come usare questo importante strumento, ma, se non si parte, non arriveremo mai ad una conclusione soddisfacente. Mi auguro quindi che la proposta che questo documento avanza, sia presa in considerazione e che il PD inizi a promuovere convintamente la partecipazione politica in rete.
commento di Circolo PD Online inviato il 23 agosto 2011
@ugorizzardi
Saremmo comunque lieti di tutti i suggerimenti che tu o il tuo circolo vorreste indirizzarci o intervenendo come iscritto e/o sinpatizzante nel nostro Circolo o scrivendoci alla mail circolopdonline@gmail.com
In questo momento, oltre all'interesse per il dibattito sul partito, stiamo commentando e scrivendo un documento a sostegno ed integrazione della contromanovra proposta oggi dal nostro Partito.
Puoi trovare la discussione in corso sul nostro sito http://circolopd.ning.com.
dove troverai anche i nostri documenti già elaborati sul tema del precariato e del mercato del lavoro ecc.
Un caro saluto
Circolo PD on Line " Libertà è Partecipazione"
commento di ugorizzardi inviato il 23 agosto 2011
sono una dei primi iscritti al PD nel bolognese, ed oltre due anni or sono ho
scritto una richiesta simile, molto più modesta e semplice, svanita nel
nulla. Sono però nettamente CONTRARIO che questi circoli on line esistano solamente sulla carta, l'unico radicamento possibile di un Circolo risiede nel territorio.E vi si può partecipare solo se autorizzati. In questo senso farò pressione al mio circolo (Comune di Borgotossignano,BO) affinchè la iniziativa
prenda piede, rifacendomi alla vostra lettera alla Conferenza.Vi saluto con i
miei più sentiti complimenti per il lavoro fatto.
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10 ottobre 2010
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