.
contributo inviato da Candido Voltaire il 14 agosto 2011
Il provvedimento varato da Tremonti e Berlusconi, ri-uniti da apparenti amorosi sensi alla conferenza stampa di venerdì, è già legge per decreto, firmato ieri dal Presidente Napolitano.
Opportuna una severa riflessione sulle conseguenze di questa manovra d'emergenza, molto simile ai tristemente noti "bagni di sangue" della Prima Repubblica dove, a pagare, erano (e sono oggi) sempre i soliti.
In primis, la riduzione drastica dei finanziamenti agli enti locali, che si ripercuoterà inevitabilmente con il crollo dei servizi sul territorio da destinare alle fasce deboli (trasporti locali ma soprattutto asili nido e supporto anziani). Poi l'iniquo blocco del TFR per gli statali, l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, la rimessa in discussione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, e ancora il collegamento della tredicesima degli statali alla produttività e riduzione dei costi, l'aumento delle accise ... Insomma di tutto di più con un danno enorme per le famiglie, che si vedranno tassare in più senza servizi migliori, anzi senza proprio dei servizi! Per non parlare delle inevitabili conseguenze sulla economia reale del Paese, bloccata ancora di più di adesso dalla prevista interruzione di pagamenti dalla P.A. ai fornitori privati ... che cominceranno a chiudere e, gioco forza, a licenziare.
Bene ha fatto il PD, con Bersani, a spingere per un'alternativa con una proposta di contromanovra in sette punti. Elenchiamoli (da IlFattoQuotidiano.it):

1. Un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 mld dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità per consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

2. Un pacchetto di misure contro l’evasione fiscale. a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (con somme più elevate si lascia di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi; b) obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori, vero strumento di trasparenza efficiente; c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con severe sanzioni in caso di inadempimento.

3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili.

4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 mld).

5. Liberalizzazioni. Realizzare immediatamente parte delle proposte di liberalizzazione già presentate: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Si può fare immediatamente senza riforme costituzionali.

6. Politiche industriali per la crescita. Adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per efficienza energetica, tecnologia italiana e ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. Riduzione della spesa non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della P.A., le istituzioni politiche e i settori collegati. Dimezzamento del numero dei parlamentari. Bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella P.A. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review dal punto di vista di una politica industriale per la P.A.



Con il "cuore grondante sangue" (quello di Berlusconi e dei suoi amici stavolta ...), credo che si possa e si debba promuovere con forza questa svolta per una nuova finanziaria, per evitare che a pagare siano sempre gli stessi ...
Firmato: il vostro Candido Voltaire





TAG:  POLITICA  NAPOLITANO  BERLUSCONI  CRISI  PD  BERSANI  TREMONTI  DEMOCRATICI  MANOVRA  CONTROMANOVRA 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
12 maggio 2011
attivita' nel PDnetwork