.
contributo inviato da giorgio egidio il 3 agosto 2011
   

Una delle più affascinanti teorie dei peleontologi è che il passaggio dell’alimentazione dei primi ominidi dai prodotti della caccia e della raccolta a cibi coltivati, ovvero la nascita dell’agricoltura organizzata, sia stato operato dalla componente femminile delle bande di cacciatori-raccoglitori. Alle femmine di homo sapiens di circa 10.000 anni fa, probabilmente impegnate nella raccolta di bacche e frutti, è venuto in mente di provare a coltivare i semi delle piante di cui andavano alla ricerca, mentre i loro più robusti compagni si dedicavano in gruppo all’impegnativa caccia di grosse prede. L’intuizione di mettere un seme sotto terra e aspettare che germogliasse  e fruttificasse è stata una fondamentale scintilla che ha messo in moto l’evoluzione della civiltà.

Ora un altro antropologo, Dean Falk della Florida State University, ha provato a dare una risposta al mistero della nascita del linguaggio parlato. Secondo Falk non sono stati i maschi cacciatori, due milioni di anni fa, a sviluppare una ‘lingua parlata’ (a loro andava benissimo continuare a esprimersi a gesti o a ringhi e suoni gutturali), ma le proto-donne, attraverso il baby-talk, lingua affettiva che le mamme usavano per rassicurare i loro piccoli che erano obbligate a posare a terra mentre si dedicavano alla raccolta del cibo.

Non so quanto sia corretta e suffragata da prove la teoria del professor Falk, ma la trovo appassionante e conferma una mia teoria: che le donne siano  la parte migliore dell’umanità e che l’evoluzione della specie abbia operato più velocemente su di loro che su noi uomini.

I maschi della specie umana attuale conservano in sé qualche caratteristica dell’ominide appena uscito dalla famiglia dei primati: spesso il comportamento maschile è assimilabile a quello dello scimmione che di fronte all’antagonista digrigna i denti, lancia urla e si batte i pugni sul petto. Chiaramente la civiltà impone comportamenti più contenuti, ma a pensarci la reazione, che so io, di Mrchionne davanti alla Fiom, ricorda abbastanza quella dell’ominide che rivendica il proprio Lebensraum.

Ho molta fiducia invece nelle donne in posti chiave della società, dalla segreteria di un sindacato nazionale, alla presidenza della Confindustria, per arrivare fino, spero, alla Presidenza del Consiglio: sono convinto che una donna riesca a gestire le situazioni di conflitto in maniera più pragmatica, senza essere vittima dell’eredità genetica dello scimmione: ha alle spalle l'esperienza di milioni di anni di pazienti raccoglitrici che con intelligenza  facevano progredire l’umanità.   

Fonti: Quarterly Review of Biology, Dean Falk, Lingua madre


TAG:  DONNE  EVOLUZIONE  LINGUAGGIO  PREISTORIA 
Leggi questo post nel blog dell'autore giors
http://giors.ilcannocchiale.it/post/2669805.html


diffondi 

commenti a questo articolo 1
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
24 settembre 2009
attivita' nel PDnetwork