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contributo inviato da MarcoBorciani il 13 luglio 2011

Passati alcuni giorni dalla bocciatura della proposta IdV circa l'abolizione delle Province, torno sull'argomento per riflettere ulteriormente su questo tema che, a mio avviso, ha un sensibile peso nell'ambito del Bilancio dello Stato, ancor più in una situazione economicamente fragile come quella presente.

Non torno certo sui miei passi rispetto alla delusione e all'amarezza espresse nell'ultimo intervento circa l'astensione del PD sulla proposta.
Vorrei semplicemente vagliare la proposta che il PD ha espresso in merito, già nello scorso giugno.
Il link: http://beta.partitodemocratico.it/doc/212728/modifica-allarticolo-133-della-costituzione-in-materia-di-mutamento-delle-circoscrizioni-provinciali-e-di-soppressione-delle-pro.htm?utm_source=beta.partitodemocratico.it&utm_medium=banner&utm_campaign=province&utm_content=728x90

Dal punto di vista meramente politico, devo dare atto a Franceschini e a tutto il gruppo alla Camera che aver motivato l'astensione mettendo in controluce all'avvenuta bocciatura una proposta più "articolata" rispetto ad una cancellazione tout-court degli Enti Provinciali, sia una mossa seria ed accettabile. Cioè, nel dire che, a fronte di una proposta di cancellazione indiscriminata degli Enti, sarebbe stato più costruttivo e sensato elaborare una proposta che scendesse nel dettaglio di una riforma degli Enti Locali, partendo dalle Province, si diceva ocsa veritiera e oggettivamente meritoria.
Non è certo facile, però, spiegare all'elettorato la mossa della settimana scorsa, soprattutto per la difficoltà di fare passare un'argomentazione come quella. E, soprattutto, non è passata certo l'immagine di un PD strutturato politicamente, quanto piuttosto quella di un PD attaccato ai propri poteri territoriali.

Ciò detto, nel merito istituzionale la proposta depositata alla Camera a giugno è indiscutibilmente un ottimo primo passo verso la cosiddetta razionalizzazione istituzionale dello Stato e dei suoi apparati.
La proposta di legge, in sè molto semplice e di facilissima lettura e comprensione, dà subito l'impressione di essere estremamente efficace nella trasformazione delle Province e nella creazione delle Città Metropolitane.
L'ipotetica effettiva attuazione di una siffatta legge porterebbe a cambiamenti sostanziosi e certamente benefici per le casse del Paese. Oltre che l'ammodernamento dell'apparato strutturale della Nazione.
Credo, sinceramente, che se passasse una proposta come questa si potrebbe arrivare ad un beneficio per il Paese intero, partendo da quello percepito dai singoli cittadini.

Un punto di forza, secondo il mio parere, di questa proposta è l'idea di un ripensamento dei ruoli delle Province eventualmente non coinvolte nelle aree metropolitane. O meglio, prescindendo dalle Province che verrebbero abolite per dar vita alle Città Metropolitane, per tutte le altre ipotizzare una ristrutturazione per far sì che ne vengano potenziate alcune funzioni, ed abolite o drasticamente ridotte altre, mi pare sia qualcosa di autenticamente utile.
Questo perchè, per chi è avvezzo alle Amministrazioni Locali, la compresenza di apparati provinciali, regionali e comunali su alcuni medesimi campi d'azione è palesemente una duplicazione di ruoli e, conseguentemente, una riduzione di efficienza. Dunque, se su certe tematiche, quella Sanitaria ad esempio, si procedesse all'eliminazione di competenze provinciali, ad oggi non sensibilmente utili, lasciando la materia alla completa ed esclusiva responsabilità di Comuni e Regioni, se ne trarrebbero drastici benefici, sia economici che di efficienza. Così, come, secondo me, si potrebbe ipotizzare di lasciare interamente alle Province, affiancate dai Comuni e non più dalle Regioni, la gestione della pianificazione territoriale o della materia scolastica e formativa.

Insomma, credo che il tema, indipendentemente da tutto, vada sviscerato con calma e senza lasciarsi prendere da euforie "populiste", foriere di facili successi e altrettanto facili errori. È pur vero, che in certi momenti, certe mosse, però, vanno studiate con molta attenzione e trovare punti di mediazione, soprattutto coi propri alleati politici, è un'indubbia chiave di successo, anche per il rilancio di proposte future.

TAG:  PROVINCE  ABOLIZIONE  PD  IDV  PROPOSTA DI LEGGE  RISTRUTTURAZIONE ENTI LOCALI 
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