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contributo inviato da moreno bucci il 12 luglio 2011
Ci siamo.
quante volte abbiamo sentito dire che lì'Italia non aveva problemi?
Eccoli i problemi, anche annunciati per tempo.

L'Italia di Berlusconi si era presa l'impegno a Bruxelles di sistemare il deficit entro il 2014. Aveva avuto tutto il tempo necessario per predisporla. Invece che accade? Esce una manovra, non condivisa, che mette in ginocchio l'Italia. Bel colpo! direbbero gli speculatori.

Può sembrare paradossale che la speculazione si getti sul debito di stati sovrani per metterli in ginocchio e per guadagnare sul marasma. Eppure succede. E' il capitalismo finanziario in atto, che nessun governo sembra voler affrontare di petto per impedirgli di nuocere.
. "Anche gli USA sembrano giunti al redde rationem".

Insomma, le guerre si fanno in tanti modi, non solo come il Libia.

Torniamo alla manovra.
Intanto viene concepita con "furbizia", si dà un colpetto ora, poi il grosso  si lascia agli anni della prossima legislatura. Come se gli interessi dell'intera Italia fossero subordinati a quelli del governo in carica. 
Ho trovato felicissima l'espressione di Vendola: "patrimoniale dei poveri", per indicare come hanno ragionato i burocrati (quegli stessi che imposero la "tosa" alle pensioni nel passato, quegli stessi che hanno messo da parte il "fiscal drag"= quei dirigenti ben pagati che pensano poco e giocano di sponda, quasi sempre sulle spalle dei più deboli.
La manovrina che doveva salvare capra e cavoli ha fatto danni più della grandine. Non solo si sono ribellati i partiti dell'opposizione, ma anche sindacati loro amici da anni, come CISL e UIL, sono dovuti intervenire a difesa dei pensionati. Senza contare la Lega, la quale, già in debito d'ossigeno dopo le ultime tornate elettorali e referendarie, si trova nel bisogno di recuperare un po' del favore perduto.

Il risultato è stata l'impressione netta di debolezza e di incapacità a dare risposte giuste.
E' scattata così la speculazione che imperversa nelle nostre borse. E si riverbera nelle altre piazze europee.

La manovra è debole in sé. Non aggancia i percorsi giusti. Non prefigura quello che dovrà essere,  
Non anticipa le mosse future. Sarebbe stato opportuno dare tutto il ventaglio delle mosse da intraprendere, dando una quantificazione nel tempo degli introiti, a garanzia del rientro dal deficit.

No. Ne è sortito un provvedimento inefficace e perverso, punitivo dei ceti più deboli.

Napolitano ha fatto bene a richiamare le opposizioni al senso dello stato ed agli interessi della Nazione. Bisogna però che tutti partecipino al salvataggio, non i soliti noti, come avviene da vent'anni. Anche i ricchi debbono pagare. E' naturale che un governo come questo salvaguardi la classe più abbiente; è la politica della destra berlusconiana. Ma non si può trarsi fuori quando l'Attila finanziario è alle porte.

Chi ha paghi, modulando bene gli interventi, ma intervenendo nelle "tasche dei ricchi". Che poi sono quelli che si sono impinguati durante questi anni di berlusconismo imperante.

La manovra non è nata male per forza. La sua debolezza scaturisce dalla fiducia del 14 dicembre. Quando Scilipoti & C, si fanno convincere a sostenere Berlusconi, mettono in piedi le basi per un governo senza orizzonti, senza respiro. Già i risultati delle amministrative e dei referendum mettono in chiaro lo iato tra società civile e governo. Ma si continua ad acquisire deputati. Per far niente, però. Le vicende della manovra lo dimostrano. Piccoli interessi (a volte anche molto personali) impediscono una visione corretta delle mosse da fare, condizionano le scelte che escono "malformate". Si, c'è un governo, ma capace di far cosa? Questa manovra?

E Berlusconi che non riesce a concepire una politica contro la speculazione,  si ripiega su sé stesso a causa della condanna a pagare  560 milioni. 

Ecco le cause dell'attacco della speculazione.

Certo non possiamo tacere le responsabilità dell'UE.
La bocciatura del Trattato  costituzionale ha posto le basi di queste crisi, perché ha fatto venir meno la possibilità di una guida unitaria dell'Unione. Con Lisbona si è soltanto data una sistemazione agli ingranaggi per dare un minimo di funzionalità all'Europa a 27.

La Merkel che  sollecita Berlusconi (quello della politica del "cucù") ha enormi responsabilità in tutta questa vicenda di speculazione contro l'UE.

Quando iniziò la crisi della Grecia la Merkel si gingillò con i predicozzi contro chi non aveva ben governato, dimenticandosi del ruolo delle banche tedesche in Grecia. Perse tempo e dette la stura all'inizio della speculazione contro l'euro.
Ora sa che bisogna far presto. E lo ricorda a Berlusconi, che non sa più dove sbattere la testa,. E dà la stura a nuove speculazioni.
In fondo Tremonti sapeva che un giorno o l'altro sarebbe venuto il turno dell'Italia ed aveva anche cercato di correre ai ripari, col far da sembiante di coprire gli altri, allorché chiese l'emissione di "Bond europei", unica mossa capace di mettere a stare le tentazioni speculative.
Per non pagare un po' di più i tedeschi stanno mandando al macello Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna, senza immaginarsi che si salvano in pochi dal disastro dell'euro, se la speculazione ci porta fuori mercato.
Per ora c'è solo da far passare la manovra, magari un po' più raddrizzata. 
Ma siamo solo all'inizio.
TAG:  SPECULAZIONE  MANOVRA  FIDUCIA 14 DICEMBRE  SCILIPOTI  BERLUSCONI  PENSIONI  RICCHI  TREMONTI  MERKEL  UE. 

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