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contributo inviato da Achille_Passoni il 9 luglio 2011


Ieri è stato un venerdì nero per la Borsa, con un attacco speculativo senza precedenti sul mercato finanziario italiano che ha portato a un crollo di Piazza Affari (-3,47% con punte del 3,8) e un record negativo del differenziale tra i Bund tedeschi - considerati i più affidabili - e i Btp italiani. Un attacco scientifico, puntuale, arrivato nel momento di massima debolezza del Paese e di un Governo spaccato dalla manovra, dalle liti tra Berlusconi e Tremonti e dal coinvolgimento di quest’ultimo in una grave inchiesta giudiziaria.

E in effetti, dal punto di vista degli speculatori, ci sono tutte le condizioni per aggredire l’Italia e farci dei grossi profitti: quando un Paese come il nostro affronta una crisi così pesante e il Governo perde ogni tipo di credibilità, i pescecani non tardano ad affacciarsi alla finestra.

E se persino Mario Draghi è dovuto scendere in campo con tutta la sua autorevolezza per difendere la credibilità del Paese - nonostante i suoi appelli per riprendere la strada della crescita siano stati regolarmente ignorati dal Governo - significa che la situazione è davvero a rischio.

Ed è a rischio perché siamo ostaggio di un centrodestra spaccato e litigioso, incapace di portare a termine una riforma e di infondere fiducia negli investitori sulla solidità del sistema-paese. In un quadro così fosco e di scarsa fiducia, il Portogallo e la Grecia non sono più così lontani: serve una svolta politica immediata, tutte le forze politiche responsabili devono dare un contributo per salvare il Paese. Come giustamente argomenta Rinaldo Gianola su l’Unità, l’Italia e il suo futuro sono troppo importanti per essere lasciati nelle mani di Berlusconi e dei suoi ministri.
TAG:  BANCHE  ECONOMIA  FINANZA  CRISI  SPECULAZIONE 

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