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contributo inviato da Achille_Passoni il 8 luglio 2011


Anche i direttori e i dirigenti degli istituti penitenziari si sono mobilitati mercoledì per denunciare la drammatica situazione del sistema carcerario italiano e per reclamare il proprio diritto a un contratto che manca dal 2005, quando fu varata la riforma della dirigenza penitenziaria. Ieri invece è stato il turno degli agenti, scesi in piazza per chiedere un piano straordianario che affronti finalmente il disastroso problema del sovraffollamento.

Insomma, direttori e agenti uniti per chiedere più dignità e più attenzione da uno Stato assente, che abbandona non solo i carcerati, costretti a vivere in condizioni indecenti, ma anche quel personale che ogni giorno manda avanti gli istituti penitenziari nonostante la penuria di risorse e di spazi.

Ieri i sindacati hanno manifestato per chiedere l’assunzione di almeno 5 mila agenti, e le loro richieste sono sacrosante: a causa del sovraffollamento nelle carceri infatti, si moltiplicano gli episodi di violenza contro gli agenti, costretti a turni massacranti e a sopportare un’enorme pressione psicologica. Quello delle carceri è un problema che andrebbe dunque affrontato nella sua complessità, perché colpisce tutti: ridurre il sovraffollamento e migliorare le condizioni degli istituti significa restituire dignità sia ai carcerati che agli agenti.

D’altra parte, nonostante i proclami della Lega e del ministro Maroni sulla sicurezza, il Governo non si è fatto scrupolo a tagliare, dal 2009 sino al 2014, risorse finanziarie per 2 miliardi e 150 milioni alle forze di polizia, come denuncia il Silp-Cgil. E mentre il centrodestra chiacchiera, le carceri sono sull’orlo di un’esplosione.
TAG:  CARCERI  SOVRAFFOLLAMENTO  DETENUTI  POLIZIA PENITENZIARIA  AGENTI  SINDACATO 

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