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contributo inviato da generosobruno il 5 luglio 2011

Presentata, a firma di Cesare Damiano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, l’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico in merito alla Fma di Pratola Serra per la salvaguardia dello stabilimento e dei suoi livelli occupazionali.

 
 INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE
 
 
Al Ministro dello sviluppo economico.
 
 
DAMIANO
 
Misure per la salvaguardia dello stabilimento FMA di Pratola Serra e dei livelli occupazionali
 
 
Premesso che:
 
Il gruppo Fiat ha assunto, con il piano “Fabbrica Italia”, l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani;
 
non essendoci, al momento, sufficienti garanzie inerenti lo stabilimento FMA di Pratola Serra, grave è la condizione di preoccupazione e di turbamento espressa, puntualmente ed in più di una circostanza, dalle lavoratrici e dai lavoratori sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul futuro dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno;
 
essendo la FMA un’azienda nata nel 1990, finalizzata alla costruzione di motori per le autovetture prodotte dal gruppo Fiat, che vede attualmente l’impiego di 1976 occupati diretti, di ulteriori 51 per la Devizia Transfert, nonché di altri 100 lavoratori della As.Tec per la manutenzione ed i servizi, per un totale, quindi, di 2.120 unità e che, dall’inizio della crisi, più di 150 sono i posti di lavoro persi all’interno dello stabilimento della FMA;
 
potendo, gli impianti di Pratola Serra, a pieno regime, produrre 600 mila motori annui, con una media di produzione degli ultimi dieci anni attestata intorno alle 520 mila, risulta, invece, documentata, per il 2008, la diminuzione della produzione a 351 mila motori con un calo ulteriore, nel 2009, a 170 mila, ed a 190 mila nel 2010 facendo altresì registrare, ad oggi, a fronte della diminuzione della produzione, un massiccio ricorso alla cassa integrazione tanto che, nel prossimo
mese di luglio, si effettueranno, probabilmente, in maniera frazionata, complessivamente, appena nove giornate di lavoro;
 
riguardo allo stabilimento di Pratola Serra, sulla base delle previsioni Fiat, se FMA produrrà solamente motori di segmento C e D per le vetture del gruppo i volumi di produzione risulteranno inferiori del 50% di quelli occorrenti alla saturazione dell’organico;
 
avendo Fiat individuato, nella struttura di Pomigliano d’Arco, secondo il piano industriale presentato il 22 dicembre 2009, lo stabilimento nel quale si produrrà la carrozzeria della nuova versione della Panda, indicando lo stabilimento polacco di Ticki come il luogo di produzione dei relativi motori delle vetture che usciranno dallo stabilimento partenopeo;
 
 
 
Si chiede di sapere:
 
 
Come intende il gruppo Fiat saturare la capacità produttiva dello stabilimento FMA di Pratola Serra;
 
si chiede, inoltre, di sapere, riguardo alla cassa integrazione ordinaria, quali saranno le prospettive per i lavoratori dopo il primo novembre 2011;
 
oltre che i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito, il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti con la finalità di affrontare le singole situazioni produttive;
 
nonché, utilmente, si sollecita, presso ilMinistero dello sviluppo economico, in tempi celeri, l’attivazione del tavolo di settore.
 
 
 
 
 
Generoso Bruno – Pd: “L’Irpinia sta pagando, più di tutti, per i silenzi di Marchionne”.
 
Dichiarazione stampa
 
“Riguardo alla Fma, appare fondamentale la ripresa della trattativa. Ancora insufficienti, appaiono, le garanzie che riguardano Pratola Serra a cominciare da quelle relative il mantenimento dei livelli occupazionali e, più in generale, a quelle sul futuro stesso dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno.
Nel testo dell’interrogazione presentato da Cesare Damiano in Commissione Lavoro oltre a sollecitare l’attivazione, presso ilMinistero dello sviluppo economico, del tavolo di settore, chiediamo di conoscere, è questa la domanda dalle cento pistole, i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito il dettaglio dei piani di produzione tarato sui singoli stabilimenti.
Per l’intera vertenza Fiat l’interrogativo di fondo resta ancora quello emerso nei giorni della presentazione del piano “Fabbrica Italia”, in cui, pur evidenziando l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani, non veniva indicato il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti, evitando, quindi, di affrontare le singole situazioni produttive.
L’Irpinia è tra quei territori che più stanno pagando i silenzi di Marchionne.
Alla Fma, anche l’accordo, di questi giorni, con la Suzuki che, dal 2013, dovrebbe assicurare una nuova commessa per trentamila motori annui, lascia ancora in lontananza la possibilità di saturazione degli impianti.
Prima della crisi, occorre pensare, che oltre duecentomila erano i motori che a Pratola Serra si realizzavano per altre case automobilistiche.
Nella crisi attuale, invece, sono quasi cinquecento le giornate di cassa integrazione, sin qui, raggiunte e solo quarantadue, invece, le giornate lavorative di questo primo semestre del 2011.
La poca chiarezza dei progetti del gruppo Fiat, inoltre, non pochi problemi ha determinato all’Almec di Nusco che vede proprio nella Piaggio e nel gruppo di Marchionne gli interlocutori fondamentali e, delicatissima, senza l’avvio di nuove commesse, è la condizione alla Irisbus dove, ad agosto, termina anche la cassa integrazione straordinaria. A settembre, dopo la pausa estiva, sarà insieme a Stefano Fassina – Responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd – che ragioneremo di automotive, crisi e vertenza Irpinia”.
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